Il comune di Amsterdam corre il rischio di doversi confrontare con una valanga di richieste di risarcimento da parte delle organizzazioni gay, ora che lo stesso si e' autonominato proprietario del 'Gay Pride'. E' una variante dell''Amsterdam Pride', il marchio registrato sotto il quale gia'da 10 anni la Gay Business Amsterdam (GBA), l'associazione dei locali gay, organizza la parata lungo i canali cittadini e tutte le feste ad essa connesse.
La Gay Business Amsterdam si era ritirata dall'organizzazione del Pride di quest'anno, arrivato all'undicesima edizione, per le eccessive richieste del comune in fatto di sicurezza, ovvero 1 vigilante ogni 250 visitatori. Ma, al 'Gay Pride', di cui e' proprietario il comune, invece, la richiesta si e' fermata ad 1 vigilante ogni 3000 visitatori! Tenendo conto che la parata di Amsterdam attira mediamente 300-500mila visitatori e' evidente l'enorme risparmio economico che il comune ha concesso a se' stesso, accendendo pero' le ire della Gay Business Amsterdam.
Il portavoce del sindaco Cohen (PVDA - Socialista), ha confermato pero' che il comune di Amsterdam e' il nuovo proprietario del Gay Pride, e questo per evitare, ha spiegato, speculazioni di tipo economico. Ma i proprietari dei locali, che per anni hanno lavorato per far nascere e crescere l'evento non ci pensano proprio a deporre le armi, e di certo trascineranno il comune di Amsterdam davanti al giudice!
Pierangelo Bucci Rozendaal
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