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  ATTACCO ALL'ARCIGAY RICCIONE, CORO UNANIME DI SOLIDARIETà
Un coro "trasversale" dal momento che unisce Democratici di Sinistra, Comunisti italiani e Don Benzi
sabato 01 luglio 2006 , di Corriere Romagna
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  RICCIONE - Dopo l'atto vandalico che mercoledì notte ha colpito (per la terza volta nel giro di pochi mesi, ndr) la sede cittadina dell'Arcigay, arrivano subito le prime dichiarazioni di condanna e di solidarietà nei confronti dei membri dell'associazione. Un coro "trasversale" dal momento che unisce Democratici di Sinistra, Comunisti italiani e Don Benzi. Dopo aver ricordato lo spirito improntato al dialogo e alla non violenza che ha sempre guidato l'agire dell'associazione Papa Giovanni XXIII, don Benzi ha affermato: "Ci hanno ucciso Elio a calci ed abbiamo offerto il perdono. Perciò condanniamo con tutta la nostra forza morale e spirituale questi atti barbarici".Don Oreste, replica poi alle "gravissime affermazioni" del presidente dell'Arcigay, Piccioni che, a poche ore dall'episodio aveva accusato il sacerdote di aver definito "deviati psichici" gli omosessuali. "Sono calunnie e cattiverie. Ho invitato al dialogo fra noi credenti in Cristo e i fratelli gay, transgender, bisessuali e sorelle lesbiche per la ricerca della verità - ha affermato don Benzi -, chiedendo collaborazione per salvare la famiglia". E ancora. "L'attuale ricerca scientifica afferma che le forme di sessualità da me elencate possono essere riportate alla loro identità, riscoprendo dunque la bellezza di essere donna e di essere uomo. Rinnovo l'invito al dialogo costruttivo per fare verità e pace".Chi ritiene giunto il momento di fare qualcosa affinchè non si ripetano più questi episodi è Stefano Piccioni, consigliere comunale dei Ds che, a nome del suo partito, esprime la vicinanza all'Arcigay vittima dell'ennesimo episodio di intolleranza. "Abito vicino a quella zona - afferma -, che essendo molto buia è più facilmente soggetta ad atti di questo tipo. Ritengo sia il caso di controllarla meglio, illuminandola di più e, perché no, ricorrere all'installazione di una telecamera, soluzione di cui peraltro si era già parlato in passato".L'esponente Ds si associa anche alla richiesta, avanzata dal presidente cittadino dell'Arcigay, Davide Piccioni, di battersi con più fermezza contro l'omofobia. "Chiediamo al sindaco e alla provincia di dare vita a campagne contro questo fenomeno - conclude - perché tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza, ma le violenze sono inammissibili".Duro l'intervento dei Comunisti italiani che, oltre ad esprimere la solidarietà all'Arcigay, parlano di atto di squadrismo."Il fatto non solo mostra il pur grave permanere in seno alla nostra comunità - dichiara il segretario, Gianluca Vaghini -, di pregiudizi duri a morire e di sacche di inaccettabile intolleranza, ma pone anche un problema di vero e proprio ordine pubblico". Al proposito, il Pdci chiede all'amministrazione di adoperarsi con tutti gli interventi del caso per garantire la sicurezza di una zona centrale della città o, comunque, di valutare la possibilità di destinare all'associazione una sede "meno esposta".

(Corriere Romagna del 01/07/2006)
 
 
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Franco Grillini
 

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