Il locale stava chiudendo, prima insulti poi le botte
Torre del Lago (Lucca). Aggressione, poco dopo le tre di domenica notte, nel locale gay Mamamia di Torre del Lago, gestito dal genovese Alessio De Giorgi e dal suo compagno Christian. Discoteca trendy - e di estremo successo anche fra eterosessuali che cantano e ballano fin quasi all'alba - ogni tanto viene presa di mira da qualche deficiente, che si diverte a insultare gay e lesbiche. Nel caso dell'altra notte, purtroppo, tre ragazzini - che gli investigatori stanno per identificare - hanno aggredito il cuoco del locale, poi ricoverato all'ospedale, dov'è stato giudicato guaribile in sette giorni dalle lesioni - ecchimosi al torace - e lo hanno suturato con cinque punti per la ferita al volto. Prima di passare al pestaggio, i tre avevano anche insultato pesantemente sia il cuoco sia altri dipendenti che stavano rigovernando il Mamamia, chiuso da una mezz'ora e nel quale anche la musica era stata spenta.
Secondo quanto denunciato dai proprietari ai carabinieri, i tre ragazzi con forte accento napoletano hanno intonato canzoni fasciste, poi hanno dato il via a insulti da angiporto. Il gruppetto è stato allontanato dai buttafuori ma uno di loro si è staccato dalla compagnia ed è entrato nel locale, affrontando il cuoco. Dopo averlo fatto finire a terra con un cazzotto al volto, l'ha preso a calci e poi è fuggito. «È un atto gravissimo - ha detto Alessio De Giorgi, ex presidente dell' Arcigay Toscana, proprietario del locale e della spiaggia vicina riservata a gay e lesbiche - Dalla famosa aggressione del '99 sul lago (quando ci fu una vera e propria rivolta antigay) non c' erano più stati episodi di intolleranza. È stata una vera e propria aggressione di stampo fascista, surrogata dalle dichiarazioni di alcuni rappresentanti delle istituzioni di Torre del Lago che giorni fa hanno ancora una volta inveito contro la comunità gay».
Per l'aggressione, è già stata annunciata un'interrogazione parlamentare al ministro degli Interni, firmata dall'omorevole Franco Grillini, dell'Ulivo. Che dal ministro Mastella vuole «sapere quali misure intende adottare per la sicurezza della comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) in Italia».
L'ex presidente di Arcigay ha aggiunto, in una nota: «Non si è ancora spenta l'eco dell'imponente manifestazione del Gay pride di Torino, che nella piattaforma politica denunciava la violenza antigay, che puntualmente l'omofobia si è ripresentata sotto forma di aggressione politica, e purtroppo anche fisica, a Torre del Lago». Prosegue il deputato: «Non c'è dubbio che l'omofobia sia stata purtroppo coltivata, sul piano politico, anche da partiti come la Lega che ne hanno fatto penoso argomento di campagna elettorale. Da qualche tempo l'omofobia in campo politico si è rafforzata grazie alle squallide esibizioni dei gruppi di estrema destra che hanno messo al centro dell'azione politica gli attacchi le aggressioni alla comunità lgbt».
Aggressioni fisiche, ma anche psicologiche, nei confronti della comunità gay. A Roma, l'Arcigay ieri ha protestato perché il consolato italiano a Madrid non ha rilasciato i certificati di residenza, stato civile e nascita ad un iscritto della sezione romana, Roberto Solone Boccardi, che intendeva sposarsi in Spagna. L'associazione ha scritto una lettera di protesta sostenendo che i documenti negati sono «comunemente rilasciati ai cittadini italiani che si sposano in stati esteri». La funzionaria ha detto a Boccardo: «Data l'impossibilitá di un riconoscimento legale delle nozze gay in Italia non le possiamo emettere alcun documento» invitandolo a «procurarsi da solo i certificati». Fabrizio Marrazzo, presidente dell'Arcigay di Roma, spiega: «Chiederemo alla Farnesina di intervenire perché una simile reazione omofoba da parte di un pubblico funzionario è inaccettabile. Occorre elaborare una carta di diritti per le coppie gay italo-straniere perché vengano rispettate le legge in vigore. Il consolato italiano discrimina le coppie gay». Marrazzo ha colto l'occasione per chiedere una legge sui Pacs che riconosca diritti e responsabilità delle famiglie di fatto, eterosessuali e omosessuali.