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  PACS: L'OSSERVATORE ROMANO, PAROLE BINDI ACROBAZIE A DANNO FAMIGLIA
"No all riconoscimento delle coppie omosessuali"
lunedì 22 maggio 2006 , di ASCA
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  Città del Vaticano, 22 mar - Nuovo intervento da parte de L'Osservatore Romano sul tema Pacs e questa volta la polemica si sposta sul ministro per la famiglia, la cattolica Rosy Bindi. Ad essere criticate sono le sue ultime dichiarazioni definite: "acrobazie dialettiche a danno della Famiglia".

A destare "meraviglia", scrive il quotidiano, è il fatto che "di fronte dei tanti problemi che nel Paese ci sono da affrontare, e in special modo quelli riguardanti le molte difficoltà che le famiglie italiane devono affrontare quotidianamente, ci si affretti con grande zelo ad occuparsi di questioni che evidentemente invece stanno molto a cuore a chi si occupa della cosa pubblica".

L'Osservatore Romano, che parla, tra l'altro, di "pesante pellicola di ipocrisia" sull'argomento sviluppa due considerazioni principali: la prima è che "è necessario, nel dibattito, distinguere fra coppie eterosessuali e omosessuali. E' una distinzione importante - scrive il giornale - perchè la convivenza fra persone eterosessuali è già regolata nel diritto civile attraverso il matrimonio e non si spiega perchè lo Stato debba intervenire sulla sfera privata per dare tutela pubblica a chi invece si è già rifiutato di averla. A meno di non voler elaborare - prosegue L'Osservatore - un 'matrimonio light' che francamente finisce per contraddire le stesse sventolate esigenze dei conviventi. Ma la questione è anche un'altra: l'impressione è che le convivenze eterosessuali siano usate semplicemente come 'grimaldellò, - si dice convinto il giornale della Santa Sede - perchè più diffuse e maggiormente in grado di far convergere comprensione e benevolenza. Il vero obbiettivo appare essere un altro: la convivenza fra coppie omosessuali, alle quali un riconoscimento pubblico darebbe un'arma formidabile al fine di accreditare l'esistenza di una forma alternativa di famiglia. E dove c'è famiglia, inevitabilmente, prima o poi, ci sono anche i figli. E i loro diritti".
 
 
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Franco Grillini
 

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