CARD. POMPEDDA: PACS "BENE LA TUTELA, MA VANNO ESCLUSI I GAY"
Necessario "evitare l'uso delle parole patto, o contratto, che sono nella definizione giuridica del matrimonio"
lunedì 22 maggio 2006 , di
il Corriere della Sera
CITTA' DEL VATICANO - "E' apprezzabile l'intenzione del ministro Rosy Bindi di ispirarsi alla posizione cristiana per quanto riguarda la fecondazione assistita e le coppie di fatto, ma è certo che per tener fede a essa andrà incontro a grandi contrasti da parte delle componenti laiche della maggioranza. Non resta che augurarle di poter resistere alle pressioni che subirà in particolare dagli esponenti della Rosa nel pugno": così il cardinale Mario Francesco Pompedda, giurista della Curia romana, commenta l'intervista al ministro della Famiglia. Che dice, eminenza, della disponibilità del ministro ad andare oltre la sfera del diritto privato, in materia di coppie di fatto? "Penso anch'io, come il ministro, che sia difficile immaginare di riconoscere i diritti, le prerogative e le facoltà delle unioni di fatto - come si esprime il programma dell'Unione - con qualche aggiustamento di quanto già previsto dal diritto civile, mantenendo l'intera materia nella sfera della contrattazione privata. Potrebbe essere necessaria una normativa ad hoc, da mettere in atto con una o più leggi, che diano organicità alla materia e prevedano il rapporto dei due con soggetti terzi, a partire per esempio dai figli eventuali di un'unione". Dal punto di vista cattolico lei dove porrebbe un limite a questa flessibilità per quanto riguarda lo strumento giuridico? "Il legislatore potrà e dovrà regolare diritti e doveri che nascono dalle unioni di fatto, ma la regolamentazione non dovrebbe essere estesa alle unioni omosessuali e dovrebbe escludere che vi possa essere equiparazione al matrimonio, o anche solo una simulazione dell'istituto matrimoniale. Per esempio un'eventuale legge sulle unioni di fatto dovrebbe evitare l'uso delle parole patto, o contratto, che sono nella definizione giuridica del matrimonio". Ma se non ci deve essere "simulazione" del matrimonio, lei a quali diritti e doveri allude? "Diritti e doveri nel campo della proprietà, dei trattamenti pensionistici, dell'eredità, della prole". Che dice dell'istituzione di un ministero della Famiglia? "La trovo buona, un segnale positivo in vista dell'elaborazione di una politica organica a sostegno della famiglia, mirata soprattutto a sostenere l'impegno delle coppie ad avere figli". E della disponibilità del ministro a una revisione della legge sulla fecondazione assistita? "È vero che c'è stato un referendum che ha salvato quella legge da serie modifiche peggiorative, ma questo non vuol dire che la questione sia chiusa. Qualche ritocco è ragionevole prevederlo, per esempio a proposito del numero degli embrioni da impiantare". Luigi Accattoli il Cardinale Pompedda.