BERLUSCONI. IL CAVALIERE CHIAMA IL PORNO-TELEFONO «LEI PER CHI VOTA?»
Sondaggio notturno di Silvio Con lui 7 centraliniste su 9
domenica 02 aprile 2006 , di
Libero
Berlusconi ai suoi: «Era tardi, mi era passato il sonno e in tv c'erano solo film preistorici. Poi ho visto quelle
signorine e ho voluto tastare il polso della situazione». Quando la prima ragazza gli confessa la propria fede
forzista, il premier si attacca alla cornetta e conquista una ad una le colleghe della sexy-intrattenitrice.
ROMA E tra gli «0000h sì...»; gli «ancora ancora...»; i gridolini di piacere soffocati a stento che caratterizzano ogni telefonata erotica che si rispetti, chiara e distinta si levò la voce del presidente del Consiglio: «Mi consenta, signorina. Ma lei, il nove e dieci aprile, per chi voterà?».
Altro che sondaggio americano. Altro che guru. Altro che spin dottor del genere grisaglia-cellulareventiquattr'ore: quei figuri tutti uguali e tutti tristi, sempre pronti a scodellare grafici e tabelle a prezzi da sforamento del rapporto deficit/pil. L'arma segreta di Silvio Berlusconi per tastare il polso degli italiani l'ha rivelata lui stesso qualche sera fa, ad una riunione di coordinatori regionali forzisti. Trattasi di nove signorine abituate a lavorare col telefono; e, al telefono, come da contratto, abituate ad essere gentili ed educate fino all'eccesso. Fino a mimare (impossibili) atti sessuali e (inesistenti) orgasmi mentre, dall'altro capo del filo, il cliente del momento paga la bolletta. «Voi lo sapete. Quando si fa troppo tardi non riesco a dormire». E cominciato così, innocentemente, il racconto del Cavaliere davanti ai suoi. «Avevo fatto le ore piccole per un comizio. Poi ero stato a cena. E poi gli autografi. La gente che non voleva che andassi via. Alla fine sono andato a riposare, ma quando mi sono infilato a letto ho cominciato a girarmi e rigirarmi. Non ce la facevo a prendere sonno. Volevo qualcuno che mi aiutasse ad avere il polso della situazione». Già, i sondaggi. Ma a quell'ora chi te li dà i sondaggi? E difatti: «A quell'ora, chi potevo sentire? Chi potevo chiamare per capire come stavamo andando?». Proprio nessuno. In più, come se il resto non fosse bastato, «ad un certo punto mi sono reso conto di aver perso il sonno». In questi casi, le alternative non sono molte: «Ho acceso la tivù. C'erano solo film preistorici visti e rivisti non so quante volte. Allora ho cominciato a fare un po' di zapping». Alle tre del mattino. «E sono finito su un canale dove si vedevano delle signorine che invitavano a telefonare». Lui ha chiamato. La signorina ha risposto.
Inconsueto il "cliente", inconsueta pure la conversazione.
La "signorina" de¬ve averlo capito subito. Per¬ché mai un tizio (ovvia¬mente senza qualificarsi) dovrebbe chiamare una hot line e iniziare a parlare di quelle cose noiose che scri¬vono sui giornali? Io sono qui che ti tele-offro tutta me stessa, ti parlo con la voce giusta, ti dico che sono pronta a fare tutto-quelloche-vuoi per tutto-il-tempo-che-vuoi (e la bolletta corre). E tu mi parli della situazione politica? Di chi preferisco tra, come si chiama quello? già: Prodi. E Berlusconi. «Non c'è proprio confronto: Berlusconi sì che mi piace. Io ho molta ammirazione per Berlusconi». Stando al resoconto del premier-sondaggista, è tutta colpa della prima telefonata se poi, a quella, ne sono seguite altre otto. Otto. Se almeno la prima non avesse avuto quello slancio di sincero e allegro berlusconismo. Si sa che il Cavaliere è il primo fan dei suoi fan. Dovunque li trova, è capace di stanarli e farli uscire allo scoperto. Uno ad uno. In questo caso, una ad una. Le varie Samantha, Vanessa, Marika, Luana, Jessica, alla fine sono tutte cadute ai piedi del premier senza sapere che era proprio lui che le sollecitava a farlo. «Berlusconi è meglio. Non si discute». Se non un plebiscito, tra le pornotelefoniste il Cavaliere ha raccolto almeno un consenso di proporzioni bulgare. Bulgare, non plebiscitarie: «Due mi hanno detto di no». Il che non vuol dire che abbiano detto sì a Romano, chiariamo. «Hanno detto di non essere interessate alla politica».
E qui possiamo immaginare quello strano cliente dall'accento milanese e la parlantina sciolta, insistere come fosse ad un faccia a faccia nel salotto di Bruno Vespa: ma guarda che il mio... ehm, il governo Berlusconi ha fatto molto anche per la tua categoria. Non è vero che la politica è una cosa lontana e irraggiungibile. Ma lei: E tu che ne sai? E poi quelli lì so' bravi solo a farsi i fatti loro; non lo vedi che qui va tutto a rotoli? Lui: Ma cosa dici? È la sinistra che semina catastrofismo. Sono abituati a demonizzare l'avversario, a riempirlo di insulti e contumelie. Hanno occupato tutte le casematte del potere. Hai presente la dottrina di Antonio Gramsci? Lei: Antonio chi? Lui: Non mi dirai mica che leggi Corriere della Sera. Lei: E chi legge. Lui: Non sarai amica di Diego Della Valle, spero.