"A scuola ancora discriminazione e bullismo", dice Malfitano Gay e lesbiche sì, ma con figli. E' una realtà che esiste e coinvolge il 5% degli omosessuali veneti. Spesso situazioni nascoste, emerse grazie ad un'indagine realizzata dall'Arcigay, insieme all'Istituto superiore di sanità. "Finora abbiamo sempre pensato all'omosessualità come un qualcosa da dichiarare ai propri genitori, è necessario portare attenzione anche ai genitori che devono dichiarare ai propri figli di essere gay o lesbiche" ha spiegato Raffaele Lelleri, sociologo, coordinatore dell'equipe che ha effettuato la ricerca. A livello nazionale si stima che 100 mila bambini abbiamo un genitore omosessuale, mentre è difficile fare una stima che riguardi solo la nostra regione. Un Veneto che però si conferma terra difficile per la visibilità omosessuale, tra le regioni del Nord è ultima in questo indicatore. Nonostante il Gay Pride svoltosi quattro anni fa a Padova e la presenza di molte associazioni e locali gay. Essere omosessuali dichiarati, per i veneti, è più semplice con gli amici e poi in famiglia, mentre è quasi impossibile nell'ambiente di lavoro. Una condizione che diventa pesante se l'attenzione è puntata sui giovanissimi: il 43% dei teenager sotto i 20 anni hanno dichiarato di aver ricevuto insulti o molestie a causa del loro orientamento sessuale. "Il bullismo è un fenomeno purtroppo ancora presente tra le aule scolastiche" ha commentato il presidente provinciale di Arcigay Claudio Malfitano "Chiediamo alle istituzioni e alle scuole di attivarsi, insieme alla comunità gay e lesbica, per evitare queste violenze che coinvolgono più di un adolescente gay su tre". Un fenomeno che, a scuola, riguarda però soprattutto gli omosessuali maschi. Mentre gli insulti e le molestie per le lesbiche crescono con l'aumentare dell'età. Il popolo omosessuale e bisessuale veneto preferisce vivere in coppia: è l'esperienza di vita del 53% dei maschi e del 62% delle donne. Per Perquanto riguarda gli aspetti sanitari dalla ricerca è emersa la difficoltà di molti a dichiararsi gay davanti al proprio medico di base, lo fa solo circa il 20% degli intervistati. E solo il 27% delle lesbiche è visibile con il proprio ginecologo. Problematico anche l'accesso ai servizi sanitari: il 38% degli omosessuali teme di ricevere un trattamento peggiore a causa del proprio orientamento sessuale quando si rivolge a medici e infermieri. Un campanello d'allarme anche per quanto riguarda la questione Aids: il 61% dei gay sotto i 25 anni non ha mai fatto il test dell'Hiv. "E' il risultato di cinque anni di disinteresse verso l'omosessualità da parte del ministero della sanità nella campagne di prevenzione" afferma il presidente di Arcigay Padova "Tutta la prevenzione e l'informazione sulle malattie a trasmissione sessuale è addossata alle associazione gay e lesbiche". La ricerca, denominata "Modi di", è durata oltre quattro mesi ed è stata condotta a livello nazionale tramite un questionario. In Veneto conta su un campione di oltre 400 persone, ugualmente distribuite tra gli uomini e le donne.