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  «GAY INNATURALI E INFETTIVI». I NUOVI LEADER POLACCHI SCATENATI
«se una persona tenta di infettarne altre con la propria omosessualità, penso che lo stato debba intervenire»
martedì 04 ottobre 2005 , di Il Manifesto
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  La Polonia cattolica e integralista non è mai stata un paradiso dei diritti per i gay: ma con l'arrivo al governo del partito conservatore «Diritto e giustizia», vincitore delle ultime elezioni politiche, la situazione potrebbe peggiorare. Ieri il candidato di cui il partito ha fatto il nome per la guida del prossimo governo, Kazimierz Markinkiewicz, ha definito l'omosessualità «innaturale» preannunciando iniziative per impedire l'«infezione» di altre persone. Il candidato premier ha affermato di «non far caso» agli orientamenti sessuali delle persone con cui viene in contatto, e di «non giudicarle in base a questo ma solo in base alle loro azioni»; tuttavia, ha aggiunto, «se una persona tenta di infettarne altre con la propria omosessualità, penso che lo stato debba intervenire», dato che l'omosessualità «è innaturale, mentre la famiglia è naturale e lo stato deve salvaguardarla». Markinkiewicz ha infine aggiunto di trovare «inaccettabili» le iniziative di «propaganda dell'omosessualità» come le parate del gay pride e simili. Le parole di Markinkiewicz, d'altra parte, suonano anche più moderate di quelle usate per tutta la recente campagna elettorale da Lech Kaczynski, uno dei due fratelli gemelli leader del partito vincitore delle elezioni. Kaczynski ha infatti ripetutamente compiuto pesanti aggressioni verbali nei confronti dei gay - tanto da essere denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani occidentali - nel tentativo (pare riuscito) di conquistare voti nelle fasce più tradizionaliste e ignoranti della popolazione; una campagna che ancora continua, visto che il 9 ottobre si terranno le elezioni presidenziali e Lech Kaczynski è uno dei favoriti. Il partito «Diritto e giustizia» ha ricevuto un costante e massiccio appoggio da parte dell'emittente cattolica Radio Maria (non si tratta della voce ufficiale dell'episcopato polacco, ma certo riflette gli orientamenti del clero più tradizionalista, in Polonia molto forte). L'altro gemello Kaczynski, Jaroslaw (che si pensava sarebbe stato il candidato al posto di premier) aveva a sua volta, in campagna elettorale, proposto di vietare agli omosessuali l'esercizio della professione di insegnante nelle scuole.

 
 
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