GAY DELUSI DAL "PROFESSORE" SCOMMETTONO SU MASTELLA
Cossiga alle primarie voterà per il leader dell'Udeur o per bertinotti: per "punire" romano
venerdì 09 settembre 2005 , di
La Gazzetta del Sud
Cossiga alle primarie voterà per il leader dell'Udeur o per bertinotti: per "punire" romano Lamentano l'assoluta mancanza di impegni precisi sui diritti civili degli omosessuali e la laicità dello Stato I gay delusi dal "Professore" scommettono su Mastella
di Elena G. Polidori
ROMA - E se alla fine, sulle primarie dell'Ulivo, pesasse anche un inatteso, quanto straordinario, "fattore M" come Mastella? Sostenuto in massa dai gay di sinistra per aver affermato di essere pronto a portare avanti i Pacs (diritti civili degli omosessuali) a fronte dell'imbarazzante silenzio di Prodi sull'argomento? Ecco, pensare che il cattolico, democristiano, eterosessuale convinto, Clemente Mastella, possa sparigliare con i voti dei gay che lo considerano una sorta di "faro della democrazia e dei diritti civili" convince sempre più che la politica è l'arte del possibile. Il fatto, però, ha un suo fondamento cronistico tutt'altro che secondario. E' successo, racconta Sergio Lo Giudice, messinese, dell'Arcigay, che quando Prodi ha letto il suo programma per le primarie, il passaggio riguardante i Pacs non c'era proprio. Cassato, cestinato, soppresso. "Neanche una delle 5 mila e 500 parole che compongono il suo programma per le primarie ? ha incalzato Lo Giudice ? è dedicata ai diritti delle persone omosessuali". Grave assenza. "Prodi decide di chiudere gli occhi sul tema dei diritti civili e della laicità dello Stato ? è andato giù duro ? e di ignorare le legittime istanze di uguaglianza che salgono dalla comunità gay, lesbica e transessuale del Paese". A dire il vero questa assenza non stupisce neanche un po'. Prodi, ricorda il parlamentare ds Franco Grillini, "si è sempre dichiarato contrario ai matrimoni gay e alle adozioni, esprimendosi invece a favore di una soluzione alla francese su cui oggi (ed è questa una grande novità) concordano anche i cattolici della Margherita come Rosy Bindi e che costituisce un punto di unità del centro sinistra". "Per noi ? ha concluso ? la linea del Piave sui Pacs riguarda il programma finale dell'Unione: gli impegni presi li vogliamo vedere scritti lì dentro. Detto questo, io voterò per Prodi, sono un parlamentare Ds..." E Mastella? "E allora ? sghignazza ? perché non votare direttamente Berlusconi?". Imma Battaglia, al contrario, non ride affatto. Il disincanto di Grillini, convinto che il Professore non verrà meno alla parola data e che alla fine tutto si risolverà per il meglio, non la convince. "Questa elusività di Prodi sui Pacs è grave, avvilente. Siamo stanchi di questo altalenare d'idee: l'Italia è il fanalino di coda quando invece un Paese veramente laico e democratico avrebbe già dovuto cogliere i cambiamenti esistenti nella società. La sinistra, in questo, non può tornare indietro. La politica italiana deve smetterla di giocare con la democrazia; Mastella, almeno, è stato chiaro, lo potremmo sostenere...". Certo, sparare il nome di Mastella sà di provocazione, ma Lo Giudice non si ferma a Ceppaloni e amplia il cosiddetto "raggio d'azione" del possibile dissenso. "La gran parte degli altri candidati alle primarie ? da Bertinotti a Pecoraro Scanio, da Di Pietro a Scalfarotto ? si sono espressi in modo chiaro e netto sul tema del Pacs. Gli elettori hanno diritto di sapere prima del 16 ottobre se esiste o no un suo impegno per i diritti di gay e lesbiche e per uno Stato laico e se la parola libertà va definitivamente abbandonata nelle mani di un centrodestra illiberale come quello italiano". E intanto, mentre Cossiga dichiara che voterà per Mastella o Bertinotti "per fare avere meno consensi a Priodi", il Professore, a Perugia, ribadisce di non porsi il problema con chi candidarsi alle politiche. L'invito viene ribadito da Pierluigi Castagnetti, Bertinotti taglia corto: "Non mi immischio nelle scelte degli altri partiti".