MATRIMONIO GAY. SI SCATENA L’OMOFOBIA ITALIANA
L’Approvazione della legge spagnola ha scatenato un florilegio di dichiarazioni dai toni irrispettosamente omofobi.
giovedì 30 giugno 2005 , di
stefano bolognini
“Nozze gay. Parlamento spagnolo approva legge”, erano le 10 e 28 in punto quando l’attesa notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa tutto il mondo. Apriti cielo.
Nemmeno due ore dopo il Ministro delle riforme, il leghista Roberto Calderoli, bruciando tutti, ha espresso tutto il suo sdegno ministeriale e vagamente teologico: “Il buon Dio creò l'uomo e la donna, e con quell’atto mise la famiglia al centro del creato, così come dice anche la nostra Costituzione: quello che è accaduto oggi in Spagna, con l'approvazione della legge che autorizza i matrimoni tra coppie gay, e' l'ultimo atto contro Dio e contro la natura. Ecco quello che accade quando il popolo vota la sinistra e la mette al governo: il mondo inizia ad andare contro natura''.
Non è chiaro se si riferisse, o meno, al “Dio Po”.
Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha aggiunto: “Sono assolutamente in disaccordo, è un passo indietro nel rispetto dei diritti più importanti di una persona, come quello di avere una famiglia con un padre e una madre, e quindi una personalità equilibrata con punti di riferimento maschile e femminile, come è nel diritto naturale, nella storia e nella tradizione”.
Dopo lo Stato poteva non esprimersi la Chiesa?
Lo ha fatto il cardinal Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, che per l’occasione ha vestito anche i panni del biologo.
Il matrimonio gay, per Martino, è "un'aberrazione dei principi che provengono dalla natura... La natura dice che il matrimonio esiste tra donna e uomo e questo è quello che apprendiamo dalla natura e da tutta la circostanza (?) del mondo che ci circonda”.
Riccardo Pedrizzi, senatore e responsabile nazionale per le politiche della famiglia di AN, ha preferito un attacco politico-religioso: “Quello che sta facendo in Spagna il governo Zapatero, dal divorzio lampo ai matrimoni gay con tanto di ‘diritto’ all’adozione, vale a dire la distruzione della famiglia naturale, cellula primigenia e fondante della società, metta in guardia i cattolici italiani: se la sinistra torna al governo, l'infezione zapaterista, con tutta la sua devastante carica di laicismo, relativismo e nichilismo, contagerà anche il nostro Paese. Basta vedere la proposta del Pacs, altro nome, più politicamente corretto, del matrimonio gay, come ha chiarito anche il cardinal Ruini”.
Ossequioso, per l’evidente richiamo alle prediche del neopapa Ratzinger, Maurizio Lupi responsabile territoriale di Forza Italia: “Se quello che è successo in Spagna con l'approvazione della legge sulle nozze gay è una conquista di civiltà, sono seriamente preoccupato per il concetto di civiltà che abbiamo e per la società che stiamo costruendo... Siamo di fronte al preoccupante dilagare del relativismo. Ormai nulla ha più significato. Non ha più nessun significato la vita dell'uomo, come dimostra il tentativo respinto di modificare la legge 40, ed ora, dopo questa legge, anche il concetto di famiglia ha perso qualsiasi significato”.
Il richiamo a Dio, patria e famiglia è rimasto, nel corso della giornata, l’unico argomento polemico degli omofobi italiani.
Ma come la mettiamo quando si tira in ballo un altro dio?
L’imam della moschea di Centocelle di Roma Samir Khadi è in accordo totale, almeno questa volta, con il Cardinal Martini. Strana coppia...
“Un'unione contro natura – ha tuonato l’imam - è senza il minimo rispetto per la religione. L'unico matrimonio è quello tra uomo e donna, che consente il permanere della specie umana. È uno di quei modelli di vita costruiti dall'uomo e che non si adeguano alla natura. Non condivido assolutamente questa legge e questo modo di costruire una famiglia''.
A lui si è aggiunto il presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, Adel Smith, che prova “Solo ribrezzo davanti a simili provvedimenti... Ogni paese ha diritto a scegliere le leggi adatte alle proprie circostanze, ma chi la pensa diversamente può e deve manifestare il proprio disgusto davanti a ciò che è contro natura e contro tutte le religioni. Una famiglia e' ben altra cosa e si costruisce sul pricipio della procreazione”. Disgusto.
Più sottile il ragionamento di Clemente Mastella, segretario dell’Udeur che pur avendo “grande rispetto per i gay” sostiene che “però la famiglia per me e' la famiglia... sono socratico: la
legge se e' stata fatta va rispettata. Ma le leggi si possonomodificare e questa, secondo me, va modificata”. Rispetto?
Infine “L’Osservatore romano” ha intitolato l’edizione del quotidiano di oggi: “Nuovi, violenti attacchi contro la Famiglia”, il consigliere lombardo di AN, Pietro Macconi, ha sentenziato, ripetitivo: “Una decisione vergognosa, scandalosa e contraria a tutti i criteri del buon senso e della vita... è la completa mortificazione dei valori naturali di una intera civiltà, europea e cristiana, a cui la cattolicissima Spagna è sempre appartenuta. Siamo alla disintegrazione, al più totale annicchilimento del concetto di famiglia. I progressismi propagandistici del premier Zapatero hanno fatto fare alla Spagna un passo indietro di millenni” e un Monsignore spagnolo ha concluso: “In Spagna stiamo assistendo all'esplosione studiata del matrimonio ... Far esplodere il matrimonio civile è una barbarie e il tempo mostrerà gli effetti diretti e collaterali di questa ingiusta e azzardata decisione...”.
Nove, per ora, gli interventi omofobi dall’Italia, mentre nel sondaggio che si sta svolgendo su corrieredellasera.it su quasi 17000 votanti il 68% si è detto favorevole al matrimonio gay.