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Emilia romagna. Coppie di fatto, basterà lo stato di famiglia
Progetto di legge regionale per 180mila persone. Caffarra: problema inesistente di Gazzetta di Reggio
BOLOGNA. Deve ancora arrivare in aula e già spacca la maggioranza di centro-sinistra. Il disegno di legge sulle coppie di fatto, che mira a estendere i diritti di famiglia anche alle convivenze more uxorio e tra omosessuali o semplicemente amici solidali, porta la firma di 7 consiglieri regionali - Sdi (Zanca, primo firmatario), Ds (Mezzetti e Mazza), Verdi (Guerra), Prc (Masella), Italia dei valori (Nanni), Comunisti italiani (Bortolazzi) - con la defezione eccellente della Margherita.
Getta acqua sul fuoco Paolo Zanca, che ieri ha illustrato il disegno che arriverà in aula a primavera: «Nella Margherita non tutte le anime sono uguali. Spero ci sia un’anima un po’ meno confessionale e più laica». Ma non tace la speranza di drenare voti dal centrodestra, dagli ex Pci (come Carlo Monaco) ad An. Certo non gioca a favore l’ultima invettiva dell’arcivescovo Caffarra: «Confesso di non capire questa storia dei Pacs, mi sembra una delle classiche impuntature astratte della sinistra. Lo Stato le ignori».
Non si vuole sminuire, precisa Zanca, «l’alto valore morale dell’istituto del matrimonio». Il disegno di legge è composto da un solo articolo che puntualizza il significato di famiglia e rimanda alle legge regionale Rivola del 2001: un cavallo di Troia, in Emilia Romagna, che ha spalancato l’accesso alle graduatorie degli alloggi pubblici alle coppie di fatto. Primo e unico esempio, finora, di estensione dei diritti alle coppie non sposate. In sostanza il disegno di legge regionale, traendo linfa dalla Rivola, mira a ridisegnare i confini del concetto di famiglia facendo propria la definizione contenuta nella legge anagrafica dello Stato del 1954 (e nel relativo Regolamento di esecuzione del 1989) secondo cui per «famiglia anagrafica» si intende «un insieme di persone legate da vincolo di matrimonio, parentela, affinità, adozione, da tutela o vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune». Le coppie legate da vincoli affettivi sono già da considerarsi famiglie, quindi beneficiarie dei diritti previsti nelle leggi regionali (servizi sociali, per la prima infanzia, assistenza alle donne gestanti in difficoltà, agli non-autosufficienti e a chi se ne prende cura, ai disabili, agli emigrati che tornano in regione). Forme di convivenza che vanno però comprovate da una certificazione anagrafica. Non è prevista l’istituzione del registro anagrafico per le coppie di fatto (come è successo a Padova): basta rivolgersi all’anagrafe e chiedere che il legame compaia sullo stato di famiglia. Procedura che, nel tempo, attesterà anche la durata del rapporto. Nel 2001 le coppie non sposate in Emilia Romagna erano 60.672 (6%), di cui 32.100 tra celibi e nubili e 28.100 famiglie ricostituite ma non sposate (divorziati, vedovi). Il 42% con figli. Nel 2003 sono cresciute a 73.200 (7%) di cui 36.900 tra celibi e nubili e 36.300 tra divorziati o vedovi. Secondo le stime oggi sono 85-90mila coppie. In prevalenza giovani con tasso di istruzione medio-alta. In Emilia le coppie dello stesso sesso sarebbero 6.121.
Il pdl sarà presentato in un convegno del gruppo Sdi, domattina, nella sala dell’Assemblea Legislativa, con il segretario nazionale Enrico Boselli.
Secondo il censimento 2001, le unioni di fatto sono più presenti nelle province di Bologna (oltre 17.700, 7,6% delle coppie), Modena (9.700, 5,9%), Ravenna (6.100, 6,8%), Reggio Emilia (6.500, 5,6%) e Ferrara (quasi 6.000, 6,5%) mentre Piacenza ha i valori più bassi della regione (quasi 2.500, 3,8%), poco più della media nazionale. Vanno aggiunti (sempre da censimento)le famiglie senza un nucleo definito con due o più componenti che nel 2001 erano 46.300. Sono persone con vari gradi di parentela (fratelli-sorelle, nonni o zii con nipoti, genitori con figli non nubili-celibi ecc.) oppure persone che non hanno alcun legame di parentela. Il primo gruppo è costituito da circa 40.000 famiglie, il secondo da circa 6.500 (tra cui 6.121 coppie di uno stsso sesso). «Il dato non riguarda solo omosessuali» osserva Zanca: ci sono anche anziani enon che convivono per reciproca solidarietà e studenti.
Pubblicato il venerdì 15 dicembre 2006
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