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LIBRI-"FAEMINES" A MONTE CAPRINO, DI GIOVANNI BUZI.Di Saverio Aversa
Storie di ordinaria gayezza nella Roma degli anni '80.

di Franco Grillini





".non è per ammirare palazzi, fontane e chiese che siamo qui. Giratevi e

guardate alla vostra sinistra. Non vedete niente?!. Solo una macchia scura,

gonfia e mobile come un'immensa mongolfiera? Benissimo, è proprio lì che

voglio portarvi. Quella macchia scura è il Monte Caprino". Così alle prime

pagine di "Faemines", cioè "femmine" in latino maccheronico, scritto da un

frequentatore delle notti romane dello scorso decennio, tal Giovanni Buzi,

pittore che ora vive a Bruxelles.

Monte Caprino, alle pendici del colle del Campidoglio, è un luogo

suggestivo, soprattutto di notte. Storicamente è il posto di incontri all'

aperto più conosciuto e frequentato dagli omosessuali maschi della capitale

e dai turisti di passaggio (è riportato in tutte le guide gay straniere e

italiane). Negli ultimi anni è frequentato anche da lesbiche e da

eterosessuali simpatizzanti della comunità GLBT.

Sempre più spesso la scalinata della Chiesa dei Cappuccini che sovrasta

piazza della Consolazione, è affollata, in particolar modo di sera, da

gruppi di amici.

Buzi invece ci offre uno spaccato del recente passato di Monte Caprino e

della vita di un gruppo di gay frequentatori del "Sacro Giardino". I

protagonisti hanno appellativi femminili a dir poco grotteschi : "La

Marchetta con la Borsetta", "La Gran Cagna della Scala", "Biancaneve", "L'

Ochessa", "La Vibora", ecc. .

Giorgio (prima "Biancaneve", poi "ex-Biancaneve", quindi "Donna del

Marinaio", infine "Donna dell'Equipaggio"), verosimilmente l'alter ego dell

'autore, percorre in quel "Labirinto di Passioni" la strada della sua

educazione sentimentale e sessuale, vivendo in un microcosmo di forzata

spensieratezza creata per difendersi dalle insidie di un mondo esterno

ancora più ostile di quello odierno. L'appartenenza a questo club della

"frocia persa" è ricordato con nostalgia ma anche con la giusta

consapevolezza che quel "mondo a parte" non tornerà mai più.



Giovanni Buzi

"Faemines"

Edizioni Libreria Croce

L.25000


Pubblicato il venerdì 19 novembre 1999


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