Prima unione civile nel Beneventano: Enzo e Carlos hanno detto il loro sì nel paese di Padre Pio

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Prima unione civile nella provincia di Benevento quella celebrata alle 11.00 dell’11 luglio presso il Palazzo comunale di Pietrelcina. A pronunciare il proprio sì non sono stati però due sanniti bensì il romano Ezio Caraccia e il venezuelano Carlos Pineda. A spingere i due 30enni a scegliere il caratteristico borgo quale location del rito è stata la personale devozione per Padre Pio, che a Pietrelcina nacque nel 1885 e visse per moltissimi anni.

Tanti i parenti e gli amici che, giunti da più parti del mondo, si sono stretti intorno a Enzo e Carlos. La loro unione civile è una sorta di coronamento - come essi hanno stesso scritto nel biglietto di partecipazione - di «due anni super felici trascorsi insieme». Ad accoglierne la dichiarazione un funzionario dell’ufficio anagrafe nell’ufficio del sindaco Domenico Masone che, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali, ha voluto con tale gesto manifestare la propria vicinanza alla coppia.

Raggiunto telefonicamente, il primo cittadino di Pietrelcina ha dichiarato: «Sono felicissimo per Enzo e Carlos, che hanno scelto il nostro Paese per pronunciare il proprio sì. La comunità ha accolto positivamente la notizia. Gli stessi frati cappuccini, che qui hanno un convento e curano la parrocchia, non hanno mosso alcuna lamentela. Qualche giornalista locale mi ha rimproverato per non avverli avvisati dell’evento. Non riesco a capirne il perché visto che un’unione civile tra due persone dello stesso sesso è una cosa del tutto normale e non dovrebbe essere motivo di clamore. Pietrelcina ha dato ancora una volta prova di essere città dell’accoglienza e dell’inclusione. Vorrei ricordare al riguardo che su una popolazione di 3mila abitanti il nostro territorio ospita annualmente oltre 100 immigrati, cui sono assicurati servizi di formazione scolastica e di avvio al lavoro». 

Con l'unione civile di Enzo e Carlos anche Benevento si allinea alle restanti quattro province campane che, stando ai dati forniti dal Viminale fino al 31 marzo 2017, era difatti l'unica in regione a non aver ancora registrato la costituzione di un tale istituto. Lacuna che, al momento, continua ancora a interessare Isernia, Cosenza, Crotone, Enna.

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