Ddl Cirinnà: Il PD va avanti con la legge, il M5S voterà solo senza ulteriori modifiche mentre resta il no di gran parte del centrodestra.

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di Alessandra Severini

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ROMA - All'indomani del Family day, la manifestazione di sabato scorso contro il ddl Cirinnà, la legge sulle unioni civili arriva alla prova dell'aula.  
Si comincerà domani, con il voto a Palazzo Madama sulle pregiudiziali di costituzionalità. Ma sarà un cammino tutt'altro che semplice, anche se il premier Renzi è determinato a ottenere la legge. «Grande rispetto per i cittadini che erano in piazza - ha sintetizzato la posizione della maggioranza dem il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato - ma grande consapevolezza del ruolo del Parlamento, che deve finalmente legiferare sul tema, siamo l'ultimo paese europeo ad aver normato dei diritti che sono attesi ormai da troppi anni. Faremo una buona legge, con il rispetto dei diritti di tutti e con la consapevolezza di dover colmare questo ritardo».  Una legge, dunque, che riconosca le unioni omosessuali ci sarà, ma molto più controversi rimangono i punti che riguardano la stepchild adoption e i diritti/doveri delle coppie. La sinistra dem spinge per approvare la legge così com'è: «Il testo Cirinnà è un compromesso che non prevede, per le coppie omosessuali, nessuna equiparazione con il matrimonio e con la possibilità di adozione», dice convinto Cesare Damiano.  Ma rimane la netta opposizione di Lega, Fratelli d'Italia e gran parte di Forza Italia. E soprattutto di una parte della maggioranza di governo. Area Popolare chiede cambiamenti sostanziali: «Siamo contrari alla equiparazione tra unioni civili e matrimonio – dice Alfano - perché sappiamo che sarebbe la strada che subito verrebbe seguita per consentire l'adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. E ciò aprirebbe la strada all'utero in affitto».  L'appoggio promesso dal Movimento 5 stelle, invece, potrebbe venir meno se la legge dovesse essere modificata. Per cercare una via d'uscita e arrivare al voto senza l'incubo dei numeri, il Pd sta tentando di recuperare una parte di Ap e tutto il suo gruppo, senza tentare la strada incerta delle maggioranze trasversali. Ma sarà difficile convincere tutta la maggioranza senza cambiare la legge, almeno nella parte che riguarda le adozioni. Renzi sembra invece intenzionato a concedere soltanto piccole modifiche. «Purché non stravolgano il testo», spiega il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda.

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da Leggo.it

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