Monsignor Tommaso Stenico, un "giallo" che passa dal Gargano: non è mai stato sospeso

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Un " giallo" vaticano passa dal Gargano, per poi scivolare a Monopoli. Di che cosa o di chi parliamo? Di Monsignor Tommaso Stenico del quale, almeno in apparenza si erano smarrite le tracce, roba da Chi l' ha visto?. Il sacerdote, sino al 2007, era Capo Ufficio della Congregazione Vaticana per il Clero, ma soprattutto psicologo vaticano che aveva in terapia numerosi preti con tendenza omosessuale. Dunque conosceva e conosce vita, morte e miracoli del fenomeno gay in Vaticano. Il caso Stenico ( basta andare su internet) deflagra nel 2007, quando la trasmissione Exit di La 7, manda in onda un servizio sul tema della omosessualità e debolezze varie nel clero, con interviste a preti travisati nel volto che confessavano la loro tendenza e le loro umane fragilità. Tra questi preti, c'è anche Stenico che, seppure camuffato, viene riconosciuto dai superiori durante un appuntamento con un gigolò nel suo ufficio e sospeso dal lavoro senza esitazione. I vaticanisti, subito, parlarono di sospensione e riduzione allo stato laicale imminente per il prete. Stenico venne rimosso dall' incarico lavorativo, ma abbiamo scoperto che nessun provvedimento canonico è stato mai adottato dal 2007 ad oggi, a differenza del teologo polacco gay subito rimosso e sospeso. Certamente Charamsa è stato molto più plateale, ma anche il caso Stenico non fu da meno a risonanza ed ecco spiegato il motivo del giallo. Perché Stenico non è stato toccato? E dove sta? Dunque Stenico è vivo e lotta insieme a noi. Celebra regolarmente messa, è incardinato nelle Diocesi di Civita Castellana come si evince dall' annuario 2015 di quella diocesi, dà messa a Bracciano e, soprattutto, va in trasferta. Il monsignore che scrive libri e dà conferenze, oltre che gestore di un blog di successo ( umanesimo cristiano) ha celebrato messa a Marina di Lesina sul Gargano alla parrocchia Stella Maris proprio negli anni dopo il fattaccio, come conferma il parrocco don Matteo Trinetta: "Effettivamente ha celebrato da noi e non mi constano motivi canonici di sospensione". Il vescovo di San Severo, monsignor Lucio Renna: "Vero ha celebrato. Non ritengo ci fossero provvedimenti di sospensione". Stenico nella scorsa estate ha celebrato messa a Capitolo, Monopoli, in una sede distaccata della Parrocchia Santissima Trinità ( cosa che ha fatto per due estati di fila), alloggiando in un hotel di Egnatia, sul mare. Il parroco don Giuseppe Di Maggio conferma un tantino contrariato: "Confermo che ha celebrato da noi ". E allora. Nonostante il clamore e le accuse, risulta che: Stenico non ha ricevuto sanzioni canoniche, occupa ancora un immobile di proprietà vaticana nel rione Borgo, è incardinato in diocesi. A chi gli sta vicino, il sacerdote confessa: "Io ora guardo avanti e del passato non mi importa niente, ma vorrei chiarezza. Vivo di carità". E su questo bisogna intendersi: può essere, ma oggi scrive libri, dà conferenze e gestisce un blog. E ancora: "Ho fatto ricorso alle autorità vaticane e trovo davanti a me l' assordante silenzio di chi neppure mi ha risposto formalmente. Ho inviato tutto un dossier a Benedetto XVI, ma non gli è arrivato perché qualcuno molto, ma molto in alto lo ha bloccato. Io non sono mai stato gay e volevo aiutare a fare chiarezza nella chiesa dimostrando che esiste una lobby gay e lo ha detto di recente il papa, non io". E sul caso Charamsa che sembra rivalutarlo, agli amici ha glissato: "Che volete che mi interessi, ha avuto sin troppa importanza ed è giusto che paghi, hanno fatto bene, era ed è incompatibile col sacerdozio. Di lui sapevo, come di altri, circa 300". E sul suo caso ci sono cose che non tornano, al punto da far pensare che a posteriori Stenico sia vittima e non colpevole e che forse abbia toccato fili di alta tensione. Il suo avvocato, un principe del Foro del rione Prati molto battagliero e nel passato orientato politicamente, lo ha scaricato di punto in bianco e qualche carta non si trova in tribunale. Che cosa dire? Dopo Charamsa, il caso Stenico torna di attualità. Non percepisce stipendio e occupa una casa vaticana, sospeso dal lavoro, ma senza nessun provvedimento canonico, il silenzio vaticano: che i trecento profili scoperti siano la sua polizza vita? E perché non li denuncia oggi che l' aria sembra cambiata? Il giallo vaticano riparte dal Gargano, ma la sensazione è che Stenico sia stato silurato forse con troppa fretta.
Bruno Volpe

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