Marilena Grassadonia: «Le nostre famiglie, anche se non riconosciute giuridicamente, esistono e lo ribadiremo alla sottosegretaria Boschi»

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Una nota congiunta, diffusa domenica dalle associazioni Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo, ha denunciato il mancato invito alla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia organizzata a Roma per i prossimi 28 e 29 settembre.

In seguito a quest'esclusione l'iniziativa del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio con il supporto dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia si presenta così come iniziativa discriminante e sostanzialmente anacronistica. In realtà Agedo - come Arcigay - era stata invitata alla Conferenza ma ha comunque preferito firmare la nota congiunta di denuncia con Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Stamani si è poi appreso che la sottosegretaria Maria Elena Boschi, responsabile del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha convocato per domani mattina alle 11:00 i rappresentanti di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Incontriamo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi.

Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow escluse dalla Conferenza Nazionale della Famiglia. Come rispondi a questa presa di posizione verso una parte consistente di cittadine e cittadini del nostro Paese?

L’esclusione è davvero gravissima perché il Governo e lo Stato continuano a non voler vedere qualcosa che esiste. Non si può fare una conferenza sui bisogni delle famiglie italiane e lasciare fuori le nostre famiglie.

Quanto pesa il fatto che, comunque, la legge Cirinnà parli di formazione sociale e non di famiglia?

Le nostre famiglie, anche se giuridicamente non sono ancora riconosciute, esistono. Abbiamo gli stessi bisogni e gli stessi problemi delle altre famiglie italiane con l’aggravante di non essere riconosciute giuridicamente. Ma abbiamo l’urgenza di avere voce in capitolo e poter esporre le nostre situazioni e i nostri bisogni. E siamo solo noi genitori omosessuali a poter parlare della situazione e delle peculiarità delle nostre famiglie. A nessun altro può essere demandato il compito di parlare al nostro posto.

La sottosegretaria Boschi, nelle ultime ore, vi ha improvvisamente convocato. Cosa le direte?

Andremo dalla sottosegretaria Boschi a ribadire che dobbiamo essere presenti. A ribadire le nostre richieste e a ribadire che il Governo non può continuare a essere discriminante verso i nostri figli che comunque esistono, comunque vanno a scuola, per i quali bisogna pagare la retta della mensa, i ticket sanitari, esattamente come accade in tutte le altre famiglie. Le difficoltà delle altre famiglie sono anche le difficoltà delle nostre famiglie.

Che significato ha il fatto che Arcigay sia stata invitata alla Conferenza?

Rispondo col dire che sussiste un solo grande problema: mancano cioè le famiglie, che sono all'interno del movimento. E, trattandosi di una Conferenza sulla famiglia, ci sembra davvero assurdo e inaccettabile che ad essere state escluse siano proprio le associazioni che da quelle famiglie sono composte e che quelle famiglie rappresentano. 

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