Mar 31, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

(EMILIA ROMAGNA) SCUOLA TEORIA GENDER", PD-M5S BOCCIANO L'ODG FOTOCOPIA DELLA REGIONE LOMBARDIA

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IN REGIONE STOP A RISOLUZIONI FI-LEGA, "TOLGONO FIGLI A FAMIGLIE" (DIRE) Bologna, 22 ott. - Scontro in Regione sulla cosiddetta "teoria del gender", col Pd che vota contro le opposizioni di centrodestra che chiedevano lo stop alla sua diffusione nelle scuole dell'Emilia-Romagna. I democratici hanno ottenuto l'appoggio anche del Movimento 5 stelle: "La teoria del gender non esiste", ha tagliato corto la consigliera M5s Silvia Piccinini durante il dibattito che si e' svolto in aula nella serata di ieri. Tutto e' nato da tre risoluzioni presentate rispettiamente dal capogruppo di Forza Italia Galeazzo Bignami, da Tommaso Foti di Fratelli d'Italia e da Massimiliano Pompignoli della Lega che chiedevano l'intervento della giunta Bonaccini al fine di "contrastare l'introduzione, nel rispetto del ruolo della famiglia come fonte primaria della formazione educativa dei figli, della cosiddetta 'teoria gender' in tutte le scuole di ogni ordine e grado".
Di fronte al serio pericolo di spaccarsi, il Pd ha optato per votare un proprio documento, affidando la parola alla presidente della commissione Parita' Roberta Mori e ha votato contro insieme a Sel e M5s alle tre risoluzioni, che sono state dunque respinte.
Secondo Mori, occorre "promuovere, coordinare e vigilare percorsi e progetti educativi finalizzati al benessere dei ragazzi e delle ragazze in eta' scolare e dunque prevenire le patologie fisiche e psichiche e ogni forma di violenza derivante da discriminazioni di genere". E nello specifico, bisogna "operare affinche' tutti i progetti in materia di educazione all'affettivita' e alla sessualita', scelti in autonomia dagli istituti scolastici, siano supportati da adeguata formazione degli insegnanti e degli educatori, con il coinvolgimento dei genitori nel rispetto dei principi costituzionali di responsabilita' educativa delle famiglie".

Ben diverse le parole che avrebbero voluto ascoltare i consiglieri del centrodestra. Per Foti "si vuole sottrarre alla famiglia l'educazione dei figli, criminalizzando chi si oppone al lavaggio del cervello dei ragazzi". E' necessario, ha aggiunto in aula Foti, "assumere iniziative affinche' non sia introdotta la 'teoria del gender' nelle scuole e sia rispettato il ruolo della famiglia. La famiglia rappresenta infatti l'ambiente piu' idoneo dove assolvere l'obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale". Il consigliere ha stigmatizzato anche il fatto che "errate convinzioni vorrebbero equiparare ogni forma di unione e di famiglia e giustificare e normalizzare qualsiasi comportamento sessuale".
Sull'altro fronte la 5 stelle Piccinini ha rilevato che "nessuno vuole negare le differenze tra i sessi e nessuno vuole cancellare la famiglia", aggiungendo poi che "e' importante l'educazione al genere e l'educazione alle differenze: gia' da piccoli si deve contrastare la violenza di genere". Per il leghista Pompignoli invece "dire che la 'teoria del gender' non esiste e' un'utopia", si deve "impedire qualsiasi operazione di natura scolastica finalizzata a un indottrinamento, verso gli adolescenti, funzionale all'imposizione della 'teoria del gender' e alla sollecitazione di pratiche sessuali".

Ogni istituto, ha aggiunto l'esponente del Carroccio, "deve informare i genitori sui contenuti della programmazione didattica e sui progetti educativi attinenti la sfera affettivo-sessuale al fine di rispettare la dimensione etico educativa delle famiglie e il loro ruolo nell'educazione all'affettivita' e alla sessualita'. La maggioranza- ha concluso- evidentemente ritiene che la 'teoria del gender' sia giusta".
Yuri Torri di Sel ha invece sollecitato al "superamento degli stereotipi, come appunto la stessa 'teoria del gender'".
Non e' solo la famiglia "ad avere un ruolo educativo- ha aggiunto Torri- occorre coerenza, nell'insegnare determinati valori, a tutti i livelli della societa'". Infine, il vendoliano ha sottolineato l'importanza di "attivare, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale, un monitoraggio sulle buone pratiche progettuali avviate sul territorio regionale, nonche' sui fenomeni discriminatori e di bullismo".
(Bil/ Dire
11:48 22-10-15 .