Straburgo approva la Relazione sui diritti umani, bocciando l'emendamento Mikolášik anti-gpa. E già si stila la lista di chi «non votare più»

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Il 12 dicembre il Parlamento europeo ha approvato in plenaria a Strasburgo la Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2017 e sulla politica dell'Unione europea in materia a firma del lituano Petras Auštrevičius (Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Al paragrafo 48 del documento c’è un equilibrato inciso sulla pratica della gpa in correlazione a eventuali violazioni dei diritti umani. [Il Parlamento] «chiede di introdurre chiari principi e strumenti giuridici – si legge –  per far fronte alle violazioni dei diritti umani correlate alla gravidanza surrogata».

Gli eurodeputati hanno pertanto respinto (271 no, 270 sì, 77 astenuti) l’emendamento 48bis che, presentato dallo slovacco Miroslav Mikolášik (Ppe), si presentava quale formula dannatoria della gpa tout court.

Eccone il testo: [Il Parlamento] «ribadisce la sua condanna della pratica della surrogazione, che compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce; sottolinea che la pratica della gestazione surrogata, che prevede lo sfruttamento riproduttivo e l'uso del corpo umano per un ritorno economico o di altro genere, in particolare nel caso delle donne vulnerabili nei paesi in via di sviluppo, deve essere vietata e trattata come questione urgente nell'ambito degli strumenti per i diritti umani». 

14 gli europarlamentari italiani, che hanno votato contro l’emendamento 48bis: i forzisti Remo Sernagiotto e Fulvio Martusciello, Stefano Maullu di Fratelli d'Italia, i dem Brando Benifei, Sergio Cofferati, Andrea Cozzolino, Michela Giuffrida, Daniele Viotti, la pasionaria di Possibile Elly SchleinAntonio Panzeri, Massimo Paolucci e Flavio Zanonato di Mdp, Eleonora Forenza e Barbara Spinelli di Lista Tsipras. Ad astenersi, invece, Pina Picierno (Pd) e Giulia Moi (M5s).

A votare, invece, a favore Salvatore Cicu, Elisabetta Gardini, Giovanni La Via, Barbara Matera, Massimiliano Salini per Forza ItaliaMara Bizzotto, Mario Borghezio, Angelo Ciocca, Oscar Lancini, Giancarlo Scottà, Marco Zanni per la Lega; i pentastellati Isabella Adinolfi, Laura Agea, Tiziana Beghin, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Eleonora Evi, Dario Tamburrano, Marco Valli, Marco Zullo; Goffredo Bettini, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Silvia Costa, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Giuseppe Ferrandino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Luigi Morgano, Alessia Mosca, Patrizia Toia, Damiano Zoffoli per il Pd; Herbert Dorfmann (Svp).

A distanza di giorni la bocciatura dell’emendamento ha suscitato reazioni tra alcune femministe che, utilizzando il complesso lemmatico 'utero in affitto', hanno stilato una lista di proscrizione di parlamentari europei nostrani «da non votare più», i quali corrispondono ovviamente ai citati 14 contrari. Menzionate anche le due eurodeputate astenutesi nonché i 15 assenti al momento del voto.

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