Tunisia, il ministero degli Affari Culturali vieta la proiezione di "Chiamami col tuo nome": «Il film ha contenuti inadeguati»

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In Tunisia la proiezione di Chiamami col tuo nome, la pellicola di Gudagnino pluricandidata agli Oscar, sarebbe dovuta essere il 28 febbraio presso il cinema Le Colisée della capitale. E, invece, come annunciato in data 24 febbraio sulla pagina Fb della sala cinematografica di Tunisi, essa «è stata purtroppo annullata in mancanza del visto operativo». Il cui rilascio è di competenza del ministero degli Affari culturali.

Il motivo è stato espresso alla redazione tunisina di Huffington Post da Lassaad Goubantini, distributore del film nel Paese. La sezione Cinema del ministero ha chiamato in causa – così ha dichiarato l’imprenditore - «il contenuto e il soggetto del film giudicandoli “inadeguati”». Goubantini ha anche aggiunto che il ministero, secondo abituali modalità procedurali, non ha formulato per iscritto il divieto ma lo «comunicato a voce».

Non sono mancate sui social le reazioni sui social tanto più che proprio a Tunisi si è tenuta dal 15 al 18 gennaio la prima edizione del Mawjoudin Queer Film Festival.

Shams, l’associazione rappresentativa della collettività Lgbti del Paese nordafricano, ha espresso sulla propria pagina Fb viva preoccupazione per l’accaduto. «Shams – si legge – condanna un tale divieto e ritiene che questa censura contribuirà solo ad aumentare l’ostilità e la stigmatizzazione delle persone Lgbti nella società tunisina».

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