Divieto a Mary McAleese, ex presidente d'Irlanda e sostenitrice dei diritti Lgbti, di parlare a un evento sulle donne in Vaticano

Rate this item
(0 votes)

Quest’anno per la prima volta dal 2014 la Casina di Pio IV nei Giardini vaticani non ospiterà l’8 marzo Voices of the Faith. Evento che, ideato dall’avvocata Chantal Götz e organizzato dalla Fidel Götz Foundation e Liechtenstein No Profit Foundation con la collaborazione del Jesuit Refugee Service, è incentrato su dibattiti e testimonianze internazionali, nella maggioranza al femminile, in occasione della Giornata internazionale della donna.

La scelta di puntare sulla Curia generalizia dei Gesuiti (a due passi da piazza San Pietro e anch’essa zona extraterritoriale) quale luogo della kermesse – che quest’anno avrà il titolo Why Women Matter – è stata voluta proprio da Chantal Götz in reazione alla mancata approvazione di alcune (tre in tutto) delle relatrici da parte del cardinale Kevin Farrell, prefetto del neodicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita. Una di queste è l’ex presidente irlandese Mary McAleese (che ha un figlio gay), nota per le sue ferme critiche alle posizioni cattoliche sulle persone Lgbti e sull’ordinazione sacerdotale delle donne.

Benché il porporato non abbia fornito alcuna motivazione, sarebbe questo il motivo – secondo Chantal Götz – dell'esclusione di McAleese. Tanto più che, come dichiarato ieri da Deborah Rose Milavac, componente del comitato consultivo di Voices of Faith, a essere stata ostracizzata da Oltretevere è anche l’attivista Lgbti ugandese, Ssenfuka Juanita Warry. Non si conosce il nome della terza relatrice non gradita al card. Farrell ma da indiscrezioni sembra che si tratta della giovane teologa polacca Zuzanna Radzik.

La questione sta sollevando grande attenzione in Irlanda anche perché il dicastero vaticano, guidato da Farrell, è il principale organizzatore del prossimo Meeting mondiale delle Famiglie, che si terrà a Dublino dal 21 al 26 agosto. Alla kermesse è prevista anche la presenza di Papa Francesco.

Interpellato al riguardo, l'arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha preso venerdì nettamente le distanze dalle polemiche dichiarando di non «essere stato consultato dal Vaticano» sulla questione McAleese per l’evento dell’8 marzo. Mentre ha auspicato che il meeting di agosto abbia un carattere inclusivo.

Mary McAleese che, sta per conseguire un dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma, ha intanto scritto una lettera al papa in merito alla questione Voices of the Faith. Cui, in ogni caso, parteciperà addirittura nelle vesti di relatrice principale perché, come dichiarato da Chantal Götz, «è fondamentale portare voci che rappresentino prospettive spesso non ascoltate in Vaticano».

Da parte sua padre Thomas H. Smolich, direttore del Jesuit Refugee Service, ha dichiarato: «Non siamo necessariamente d'accordo con le opinioni di tutte le relatrici. Ma è importante avere una vasta gamma di voci femminili in quest'evento, comprese le donne rifugiate». Al riguardo ha quindi affermato che la quinta edizione di Voices of the Faith presenterà le testimonianze di donne provenienti dal campo profughi di Dzaleka nel Malawi.

e-max.it: your social media marketing partner

weTest

Featured Video