Tre le marce dell’orgoglio Lgbti che hanno avuto luogo nella giornata d’ieri. A partire da Bergamo, dove, nonostante le avverse condizioni meteo, oltre 5.000 persone si sono mosse intorno alle 15:30 da via Bonomelli per raggiungere il Parco Gate Malpensata per i discorsi di rito e il party finale.

Madrina del Pride orobico, il cui slogan è stato Orgoglio oltre le mura, la modella bergamasca Paola Turani. Nutrita la rappresentanza politica con il primo cittadino Giorgio Gori, i due candidati sindaci Francesco Macario (Bergamo in Comune) e Nicholas Anesa (M5s). Sempre del M5s la deputata Guia Termini, il consigliere regionale Dario Violi e il consigliere comunale Marcello Zenoni.

Tante le associazioni a partire da Rete Lenford non senza la presenza di Wajahat Abbas Kazmi, attivista di Amnesty International e ideatore della campagna Allah loves Equality.

Come già successo lo scorso sabato a Vercelli e in varie città lo scorso anno, a Verona il Pride è stato aperto da migranti Lgbt. Per ribadire non soltanto la necessità del «restare umani» e il dovere morale dell’accoglienza ma anche la tutela della legge 194 in una città come quella scaligera che ha ospitato in maggio il World Congress of Families.

Ma le oltre 4.000 persone, che si sono mosse dalla stazione di Porta Nuova per arrivare fino a Veronetta, hanno soprattutto sfilato per dire ancora una volta un no secco all’omo-lesbo-bi-transfobia all’indomani della specifica Giornata internazionale di contrasto. In prima linea anche i sindacati con la Cgil e la Rete degli Studenti. Presente anche Stuart Milk, nipote di Harvey Milk.

Dopo la parata hanno avuto luogo il Drag Factor Veneto e il party officiale presso il Romeos Club a cura di Lorenzo Bosio, direttore artistico del Padova Pride Village.

A Taranto, invece, la marcia dell’orgoglio è partita alle 17:30 da Piazzale Dante. Claim del Pride della Città dei due mari, organizzato da Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, è stato Fuori dal Binario: libertà vo cercando, ch’è sì cara

La parata è terminata intorno alle 20:30 i in Piazza Garibaldi, dove si sono susseguite testimonianze, il concerto del coro Lgbtqi RicchiToni e della cantautrice Melga, il djset di Don Ciccio.

Fortissima la presenza giovanile e studentesca con tanto di striscioni – che non sono mancati neppure a Bergamo e a Verona – contro Matteo Salvini e la Lega.

Guarda la GALLERY

e-max.it: your social media marketing partner

Il 17 maggio un 50enne è stato arrestato a Milano dai carabinieri per stalking nei confronti di un vicino di casa. La vittima è un web designer di 44 anni, minacciato e perseguitato con offese omofobe.

Alle 20:00 di venerdì è stato sorpreso sul pianerottolo dell'appartamento in viale Espinasse dal 50enne, che gli ha puntato contro una sega ad arco e gli ha gridato: «Gay di merda, questa volta ti ammazzo». Indossava un passamontagna perché in passato il web designer si era difeso spruzzandogli sul viso uno spray al peperoncino.

Il 44enne è scappato in strada senza reagire, mentre l'aggressore è tornato in casa continuando a urlargli offese a sfondo omofobo.

Poco dopo sono arrivati i carabinieri del nucleo Radiomobile, che hanno ricostruito la vicenda e si sono presentati all'abitazione del 50enne: l'uomo non ha potuto negare l'accusa perché sul tavolo dell'ingresso c'erano ancora passamontagna e sega.

Il designer, che vive col proprio compagno, ha raccontato che ad aprile ha denunciato due volte per stalking il vicino, che è disoccupato e ha precedenti specifici nei confronti della compagna.

e-max.it: your social media marketing partner

Veramente numerosissime le iniziative organizzate a Napoli e provincia per la Giornata internazionale di lotta all’omotransfobia. Eventi che non riguarderanno solo il 17 maggio ma che si protrarranno anche nei giorni successivi.

Si va dal flash mob organizzato dal Comune di Napoli in collaborazione con la Rete READY al torneo di calcio a cinque Un calcio all’omofobia, che avrà luogo alle 19 a Vico Equense; dalla Veglia ecumenica per imparare ad “abbattere i muri dell’omofobia, della transfobia, della xenofobia e della violenza di genere organizzata presso il Tempio Valdese di Napoli (19 maggio) al prestigioso aperitivo con Monica Cirinnà per celebrare il 3° anniversario della legge sulle unioni civil previsto presso il Grand Hotel Parker’s (21 maggio) fino all’inaugurazione della mostra fotografica sul Pompei Pride - Remove The Frame, presso la sede dell’associazione Vesuvio Rainbow di Torre Annunziata (25 maggio).

Senza dubbio, però, gli eventi più rilevanti sono quelli che vedranno come protagonisti Kurt Kelly, proprietario del mitico Stonewall Inn Pub di New York e Tree Sequoia, memoria storica dei Moti di Stonewall.

I due attivisti statunitensi saranno ospiti eccezionali dell’inaugurazione della mostra Stonewall: The Temple del fotografo Vito Fusco, evento promosso dal Comitato Arcigay Antinoo di Napoli e dal Consolato Generale degli Usa a Napoli, presso la Casina Pompeiana, giovedì 17 maggio alle 17:00, alla presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Mentre sabato 18 maggio, alle 17:00, presso la sede dell’Arcigay di Napoli, Kurt Kelly e Sequoia Tree riceveranno il Premio Antinoo d’Oro che ogni anno viene assegnato a personalità di riferimento del mondo Lgbti.

Per saperne di più su questo fitto calendario d’eventi, abbiamo contattato Antonello Sannino, vicepresidente dell’associazione che ha seguito da vicino la costruzione dell’evento dedicato a Stonewall con il Consolato degli Stati Uniti.

Antonello, grazie al sodalizio con il Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli, il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli è riuscito a portare a nel capoluogo campano - per la prima volta in Italia - un veterano dei Moti di Stonewall, Tree Sequoia, e l’attuale proprietario dello Stonewall Inn Pub. Che valore ha questa testimonianza di emancipazione e libertà?

La presenza degli attivisti di Stonewall è motivo d’orgoglio e di analisi sul momento storico che sta vivendo la comunità LGBT che, probabilmente, non si è soffermata abbastanza sull’importanza che hanno avuto i Moti di Stonewall come genesi della storia moderna della nostra comunità e dobbiamo focalizzare l’attenzione su Stonewall anche per capire da dove veniamo e da dove vengono le nostre rivendicazioni di diritti. Ci teniamo molto, come comitato Arcigay Antinoo di Napoli, alla valorizzazione della memoria storica e alla storia raccontata dai protagonisti che l’hanno vissuta. Abbiamo, in tal senso, recuperato, grazie all’aiuto del partigiano Antonio Amoretti, la memoria dei femminielli che fecero le quattro giornate. E con Kurt Kelly e Tree Sequoia recupereremo la storia dei Moti di Stonewall e comprenderemo bene da cosa nasce il Pride e perché bisogna rivendicare l’orgoglio di essere gay, trans o lesbica.

Come nasce l’idea di consegnare l’Antinoo d’Oro, riconoscimento giunto alla sua terza edizione, agli attivisti di Stonewall?

Il Premio Antinoo d’Oro ai veterani di Stonewall è significativo perché rimarca l’idea che quel luogo e quel momento storico sono fari importanti per la nostra storia e la nostra identità. E poi è anche un modo per consolidare un’alleanza tra diverse parti della comunità, perché è importante, per la nostra comunità, costruire e curare le alleanze. E lo si fa anche riconoscendo il protagonismo di chi lotta o ha lottato al nostro fianco, come accadde per l’ex Console Generale degli USA a Napoli, Colomba Barrose, madre orgogliosa di un ragazzo omosessuale, o Antonio Amoretti, partigiano sensibile alla riostruzione del protagonismo dei femminielli durante le quattro giornate di Napoli.

A 35 anni dalla sua fondazione, qual è lo stato di salute di questo comitato e delle sue iniziative?

Il Comitato Arcigay di Napoli, che quest’anno compie i suoi 35 anni di vita, ha costruito dal 2010 ad oggi, una fittissima rete di relazioni e collaborazioni sul territorio e non è un caso, probabilmente, che in questi anni siano sorti altri comitati Arcigay in Campania, come quello di Salerno e Caserta, ma anche in Basilicata e in Molise, regioni che prima erano prive di comitati di riferimento territoriale. Esistono presidi LGBT in centri di provincia come Torre Annunziata, Sorrento e Ischia. L’azione del nostro comitato è da sempre volta ad estendere le istanze della comunità LGBT e perciò abbiamo fatto in modo da “portare” i Pride anche a Pompei, Bagnoli e in altre province. Quest’azione è collegata anche al forte legame con la comunità transessuale. Le presidenti del Comitato Arcigay di Potenza sono state due donne transessuali, prima Nadia Girardi e adesso Morena Rapolla. La presidente del Comitato Arcigay di Salerno è stata Ottavia Voza per molto tempo e la Presidente del Comitato Arcigay Molise è Luce Visco. E la presidente dello storico Comitato di Napoli è una donna trans con una storia d’attivismo e militanza molto importante come Daniela Lourdes Falanga. E tutto questo ci fa tornare ai Moti di Stonewall, che nacquero dal gesto di ribellione di Sylvia Rivera, una donna trans e oggi, in tre regioni del meridione d’Italia, intercettiamo ancora il ruolo di guida della comunità trans.

Il 17 maggio è certamente una data molto importante per la comunità LGBT, forse la più importante insieme a quella del Pride. Quest’anno ricorre il cinquantenario dei Moti di Stonewall e allora al nostro direttivo è venuto naturale creare un link tra le due date e costruire, con il supporto del Consolato Generale degli USA a Napoli, con cui ci onoriamo di un’amicizia duratura, questo evento unico ed eccezionale.

Quali sono, a tuo parere, gli antidoti per resistere alle spinte reazionarie sempre più vive nel nostro Paese?

Cultura, storia, diritti e Pride, sono questi gli antidoti per sconfiggere l’oscurantismo dei Salvini, dei Pillon e di quanti vorrebbero farci tornare indietro di 80 anni.

e-max.it: your social media marketing partner

«La tredicesima Giornata Mondiale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita dal Parlamento Europeo nel 2007, costituisce l'occasione per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea contro ogni forma di discriminazione inerente all'orientamento sessuale o alla identità di genere».

A dirlo in uno specifico messaggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Inammissibili e dolorosi episodi di aggressività e intolleranza continuano a verificarsi causando sofferenze nelle vittime. Pertanto, la denuncia e la lotta all'omofobia devono costituire un impegno deciso e costante per le istituzioni e per ciascuno di noi. Come più volte affermato, occorre promuovere la cultura dell'inclusione e del rispetto di ogni differenza con iniziative adeguate e idonee nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali ed in ogni forma di comunicazione, e far sì che questa cultura si traduca in comportamenti quotidiani.

Solo attraverso un percorso di legalità non disgiunto dai principi di solidarietà propri della nostra tradizione civile potremo sconfiggere ogni forma di intolleranza e di violenza. Su queste basi va proseguita la ricerca delle misure sempre più adeguate ed efficaci per abbattere i piu' diversi fenomeni di esclusione sociale, consolidando i valori ideali e morali su cui si fonda una civile convivenza democratica».

e-max.it: your social media marketing partner

In occasione dell’odierna Giornata internazionale contro l’omobitransfobia il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Unar hanno realizzato una campagna di comunicazione attraverso uno spot in onda dal 15 maggio sulle Rete Rai.

A darne notizia lo stesso sottosegretario Vincenzo Spadafora, che ha sottolineato come attraverso il video, realizzato “da Rai Creativa (che ringrazio sentitamente), abbiamo provato a stimolare la discussione sulla irrazionalità dell’omofobiaUna paura che, insieme, dobbiamo riuscire a cancellare, per produrre un ulteriore avanzamento culturale e sociale”.

Guarda il VIDEO

e-max.it: your social media marketing partner

In vista della giornata mondiale contro l'omo-transfobia, sono stati presentati i risultati della prima ricerca a livello europeo sull’esperienza delle persone Lgbti pubblicati oggi. In Italia il 41% delle persone Lgbti che praticano sport non fa coming out.

Oltre 5500 persone Lgbti residenti nei 28 paesi dell’Unione europea hanno completato il questionario online proposto dall’ Institute of Sociology and Gender Studies della German Sport University di Colonia nell’ambito del progetto Erasmus+ Outsport coordinato da Aics – Associazione Italiana Cultura e Sport con il supporto del Dipartimento Lgbti Gaycs. L’età dei partecipanti varia dai 16 ai 78 anni con una media di 27 anni.

Il rapporto completo - che, oltre ai dati aggregati a livello di Unione Europea, evidenzia le differenze riguardo l’orientamento sessuale e l’identità di genere e tra i 5 Paesi del progetto (Italia, Austria, Germania, Scozia, Ungheria) - è da oggi disponibile sul sito di Outsport al seguente link e offre una panoramica ricca e articolata del fenomeno dell’omo-transfobia nello sport e per le diverse discipline e contesti sportivi, come vissuto e percepito dalle persone Lgbti.

“Siamo orgogliosi di questo lavoro e confidiamo che i dati contenuti nel nostro report siano fondamentali per le politiche di contrasto alle discriminazioni omo-transfobiche nello sport sia a livello europeo che dei singoli Paesi”, dichiara Rosario Coco, coordinatore di Outsport.

"Quattro persone Lgbt su 10 che praticano sport non dichiarano il proprio orientamento sessuale per timore di discriminazione, o altro - ha commentato Bruno Molea, presidente di Aics - Eppure lo sport deve essere ancora non solo luogo di condivisione e coesione, ma anche terreno di gioco contro ogni forma di discriminazione. Lavoriamo su questo, a partire dalla formazione dei nostri istruttori, per combattere ogni emarginazione".

 "Questo risultato - ha aggiunto Adriano Bartolucci Proietti, responsabile di Gaycs e del Comitato Roma EuroGames 2019,  testimonia un impegno che ci rende fieri in Europa e ci proietta verso i prossimi EuroGames, i giochi dedicati alla lotta contro l'omo-transfobia che si terranno i prossimi 11, 12 e 13 luglio a Roma". 

I principali risultati sono:

  • Il 90% delle e dei partecipanti percepisce l’omofobia come un problema nello sport. La percentuale è ancora più alta per la transfobia.
  • Quasi il 20% di tutte/i le e i partecipanti hanno rinunciato alla pratica di uno sport a causa del proprio orientamento sessuale o identità di genere. Questa percentuale sale al 54% per le persone trans e si riferisce in proporzione maggiore al calcio, alla danza, al nuoto e alla box.
  • Circa un terzo di chi pratica sport non ha rivelato il proprio orientamento sessuale a nessuno in ambito sportivo. Questa percentuale raggiunge il 41% in Italia e il 45% in Ungheria.
  • Il 16% delle e dei partecipanti che sono attive/i in qualsiasi sport hanno avuto almeno una personale esperienza negativa legata al proprio orientamento sessuale o identità di genere negli ultimi 12 mesi. La percentuale sale però al 30% per gli uomini trans, al 36% per le persone non binarie e al 46% per le donne trans.
  • Nel 49% dei casi chi agisce una discriminazione sono compagne/i di squadra. In Italia si sale al 60%.
  • Tra coloro che hanno segnalato esperienze negative l’82% hanno ricevuto insulti verbali e il 75% una discriminazione strutturale. Ma sono comuni anche le minacce (44%), il bullismo (40%), superamento della linea fisica, come spinte o contatti indesiderati (36%) e persino la violenza fisica (20%).
  • Oltre un terzo delle e dei rispondenti non conosce alcuna organizzazione o individuo a cui rivolgersi in caso di esperienze negative.
  • Le tre azioni che vengono indicate come possibilmente più utili nel contrastare l’omo-transfobia nello sport sono: a) il coming out di sportivi famosi, b) campagne di lotta all’omo-transfobia di alto profilo, c) formazione sulla diversity

Il rapporto completo oltre ai dati aggregati, evidenzia le differenze riguardo l’orientamento sessuale e l’identità di genere e tra i cinque Paesi del progetto (Italia, Austria, Germania, Scozia, Ungheria).

Sulla base di questa indagine sono stati intervistati i responsabili di alcune organizzazioni sportive ombrello e federazioni sportive sulle loro strategie di contrasto all’omo-transfobia e i risultati di quest’ultima indagine saranno pubblicati il prossimo 8 novembre in occasione della final conference di Outsport a Budapest.

e-max.it: your social media marketing partner

Ricorrerà domani la 13° Giornata internazionale contro l’omo-trans-bifobia (Idahot), ufficialmente istituita dal Parlamento Europeo con risoluzione del 26 aprile 2007. La data fu scelta per commemorare una storica decisione storica. Il 17 maggio 1990, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilì che l’omosessualità fosse definitivamente depennata dalle classificazioni internazionali delle malattie mentali. La pur tardiva depatologizzazione di quello che, per la prima volta, da un organismo scientifico internazionale fu definito «variante naturale del comportamento umano» e «una caratteristica della personalità», abbatté finalmente una delle prime cause di discriminazione per orientamento sessuale. 

Solo, invece, lo scorso anno l’Oms ha depatologizzato la transessualità,  rimuovendo a disforia di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell'International Classification of Diseases. I

In occasione di una tale giornata sono molteplici le iniziative che si terranno da un capo all’altro del Paese. Eccone alcune a partire da quelle istituzionali organizzate dall'Ufficio antidiscriminazioni (Unar) e del Dipartimento delle Pari Opportunità di Palazzo Chigi.

ROMA

Alle ore 15:00, presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei inistri, il sottosegretario con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora presenterà i risultati di un'indagine realizzata da Ipsos sulle persone Lgbt e le iniziative del Governo per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento e sull'identità di genere.

Al dibattito, che sarà moderato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, interverranno Nando Pagnoncelli (presidente Ipsos), Marilisa D'Amico (docente di Diritto costituzionale e prorettrice alla Legalità, trasparenza e Pari diritti dell'Università statale di Milano), Franco Grillini (presidente di Gaynet e direttore di Gaynews).

Sempre nella capitale è da segnalare, su organizzazione del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, il dibattito che si terrà alle 18:00 presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo con la partecipazione di Anna Foglietta, Monica Cirinnà, Sebastiano Secci, Michele Pipia, Cristina Leo e Juliette Nguefack. A seguire lo spettacolo 50z. Il nostro concerto per un movimento favoloso.

BOLOGNA

A Bologna, storica capitale della collettività Lgbti italiana, il coro gay Komos ospiterà Doodles, il coro gay di Praga, per la chiusura dell'8° edizione della rassegna musicale Komos&Co. - musica tra amici, progetto inserito nel patto di collaborazione tra la comunità Lgbti e la città bolognese. Il concerto, a ingresso gratuito, in programma alle 21:00 a Palazzo D'Accursio (Cappella Farnese), è inserito nel cartellone nazionale di concerti In coro contro l'omo-bi-transfobia, che è promosso da Cromatica, l'associazione dei cori Lgbti italiani, nel corso degli eventi del 17 maggio.

PALERMO

Flash mob, invece, a Palermo in piazza Aragona. Alle 16.30 ci si ritroverà davanti alla panchina realizzata a forma di xilofono con i colori dell'arcobaleno realizzata dagli artisti ed eco designer di Alab. All'iniziativa sarà presente anche il sindaco Leoluca Orlando con alcuni assessori e associazioni Lgbti (Arcigay, Agedo, PalermoPride, Famiglie Arcobaleno, Ali d'Aquila, Alab, Anpi, Comitato Esistono i Diritti, Life and Life) e Roberto Superchi, che si esibirà con il gruppo Y Cantor. I partecipanti potranno lasciare una frase sulla panchina oppure realizzare un disegno su lenzuola e cartoni che gli organizzatori metteranno a disposizione "per lasciare un segno contro l'omofobia".

TORINO

A Torino il circolo Arcigay Ottavio Mai ha organizzato un reading e una presentazione del libro Boy Erased. Vite cancellate presso la Libreria del Golem in via Rossini 21/c (ore 19:00), con Mattia Garavaglia (responsabile Libreria Golem) e Francesca Puopolo (portavoce Arcigay Torino). Una simile iniziativa è prevista in contemporanea a Padova, Bari, Roma, Alba, Orvieto, Firenze, Palermo).

NAPOLI

A Napoli, infine, un’intera settimana d’eventi, che si concluderà il 25 maggio. Da segnalare domani, alle 17:00, l’inaugurazione, presso la Casina Pompeiana (Villa Comunale), della mostra fotografica Stonewall: The Temple a cura di Vito Fusco. Parteciperanno Kurt Kelly, proprietario dello  storico Stoneawall Inn di New York, e Tree Sequoia, veterano dei moti di Stonewall del 1969. A organizzare l’evento, insieme con il Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli con il supporto dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, il locale comitato Arcigay Antinoo, che il 18 maggio, presso la propria sede in vico San Geronimo, 17, assegnerà l’Antinoo d'oro 2019 ai rappresentanti e ai veterani dello Stonewall Inn.

e-max.it: your social media marketing partner

L'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna tornerà a riunirsi solo dopo le elezioni europee, fissate al 26 maggio. Resta dunque congelato il pdl regionale anti-discriminazioni, per il quale al momento non è in calendario nemmeno una seduta di commissione.

Ma le associazioni Lgbt non si arrendono e provano a smuovere il provvedimento dalle secche in cui è finito. A prendere l’iniziativa il Cassero che, attraverso il suo presidente Vincenzo Branà, ha lanciato su Change.org la petizione No all'odio contro le persone Lgbti: vogliamo la legge, che ha già superato, al momento, le 1.200 adesioni. 

«Il testo – si legge nella petizione – nasce dalla collaborazione tra comuni e associazioni del territorio emiliano-romagnolo e dal confronto con le esigenze reali della comunità. È un primo passo verso una Regione più inclusiva, che rischia, tuttavia, di cadere nel vuoto a causa di forze reazionarie che rivendicano il diritto a discriminare.

Ma noi non ci arrendiamo, perché sono in gioco le nostre vite. Per questa ragione, abbiamo intenzione di depositare la petizione al Consiglio Regionale della Regione Emilia-Romagna proprio la mattina del 28 giugno, a 50 anni dai moti di liberazione di Stonewall e anniversario della presa del Cassero di Bologna, primo spazio che un’amministrazione pubblica ha assegnato alla comunità Lgbti in Italia».

Del pdl regionale ha parlato oggi a Palazzo D’Accursio a Bologna la consigliera comunale di Coalizione Civica Emily Clancy, che ha dichiarato: «Ormai tutte e tutti noi abbiamo chiesto in ogni modo all'Assemblea regionale di approvare la legge per tutelare i nostri concittadini e le nostre concittadine Lgbti da discriminazione e violenza».

Facendo quindi riferimento all'imminente Giornata internazionale contro l'omotransfobia (17 maggio), ha aggiunto: «Come Coalizione Civica stiamo lavorando alla convocazione di un'udienza conoscitiva, in cui inviteremo professori e professoresse universitari, rappresentanti di Ilga, il Centro Risorse Lgbti della nostra città affinché tutte e tutti noi consiglieri e e consigliere - e anche la cittadinanza- siamo informati sullo stato attuale del rispetto dei diritti umani Lgbti nel nostro Paese e su come, purtroppo, ci sia ancora molto, moltissimo da fare».

e-max.it: your social media marketing partner

Più di una persona Lgbt su cinque afferma di essere stata vittima di aggressione fisica in Francia durante la propria vita. 

A svelarlo uno specifico sondaggio dell'Institut français d'opinion publique (Ifop) che, pubblicato oggi a quattro giorni dalla Giornata internazionle contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, è stato condotto sulla base di questionario online dal 12 maggio 2019 al 24 aprile 2019 tra 1.229 persone Lgbti, di età pari o superiore a 18 anni e residenti in Francia, quali campione rappresentativo secondo il metodo delle quote.

In totale il 22% delle persone Lgbt ha subito un'aggressione omofobica fisica (dagli schiaffi alle percosse) con un "aumento significativo» di cinque punti rispetto all’ultimo studio dell’Ifop del giugno 2018. Negli ultimi dodici mesi il numero di vittime di violenza fisica è raddoppiato tra giugno 2018 (3%) e aprile 2019 (7%) mentre il 60% di loro ha ammesso di aver pensato al suicidio a fronte della recrudescenza di un tale clima violento.

La tendenza rimane stabile per quanto riguarda gli insulti (29%, +1 punto), la vandalizzazione dei propri beni (21%) o le molestie sessuale (22%, -2 punti).

Nella maggior parte dei casi l’aggressore è un maschio (78%) di età inferiore ai 30 anni (75%), che agisce in presenza di un gruppo (61%), anche se poche vittime dichiarano di essere state aggredite da più persone allo stesso tempo (21%).

Segnalare i fatti in una stazione di polizia (27%), presentare una denuncia ufficiale (20%) o chiedere aiuto a un'associazione Lgbt (19%) rimane un atteggiamento minoritario tra le vittime.

Un taler «ambiente omofobico» porta molte persone Lgbt ad adottare «strategie di invisibilità» (come evitare di camminare mano nella mano [62%] o baciarsi in pubblico [63%] in pubblico) e «strategie di prevenzione» (come non andare in determinati quartieri [37%] o tornare a casa da soli [33%]).

e-max.it: your social media marketing partner

Nonostante fosse stata annullata all’inizio della scorsa setimana per le «nuove tensioni nel contesto internazionale e regionale» con riferimento soprattutto all’acuirsi di attacchi statunitensi contro Cuba nell'ambito della crisi venezuelana, un gruppo di attiviste e attivisti ha deciso comunque di organizzare la tradizionale conga Lgbti (marcia caratterizzata dall’omonima danza popolare locale), scendendo in strada sabato pomeriggio. 

Al grido di Sì, è possibile i manifestanti sono riusciti a percorrere solo 400 metri del Paseo del Prado a L'Avana, prima di essere dispersi dalla polizia. Tre di essi sono stati arrestati.  

«Non mi sembra giusto – ha dichiarato ai media il 31enne Laydel Alfonso, partecipante della marcia –, perché non facciamo nulla di sbagliato».

Ben diversa l'opinione della deputata Mariela Castro Espín, che, come direttrice del Centro nacional de educación sexual de Cuba (Cenesex), ha ritirato il patrocinio inizialmente accordato alla manifestazione perché «controrivoluzionaria».

Raggiunta da Gaynews, la figlia dell'ex presidente e nipote di Fidel Castro, ha parlato di «show anti-cubano, sostenuto da funzionari dell'ambasciata Usa e coperto dalla stampa straniera».

Ha inoltre ricordato come anche quest’anno (per la 12° volta) si terranno, dal 7 al 23 maggio, (in occasione della Giornata internazionale contro l’omotransfobia) oltre 30 eventi Lgbti, noti come Giornate cubane contro l’omofobia e la transfobia.

«La maturità politica e civile della nostra popolazione Lgbti - ha dichiarato - deve prevalere su qualsiasi tentativo di distorcere o sabotare ciò che abbiamo fatto tra tutti noi per più di un decennio e la cui espressione sono i progressi legislativi conseguiti a partire dall'approvazione della nuova Costituzione. Motivo per cui il tema delle Giornate, in questo e  nel prossimo anno, è Tutti i diritti per tutte le persone nell'ambito della campagna Riscrivi la Felicità.

Esorto, quindi, a fare di queste Giornate cubane contro l'omofobia e la transfobia uno spazio per l'unità, nella difesa della Rivoluzione e del socialismo, come l'unico progetto sociale che difende la vera inclusione di tutte le persone». 

A ricordare fra l’altro come proprio a Mariela Castro si debba la prima conga o marcia per i diritti delle persone Lgbti (quando scese in piazza a L’Avana con alcune donne trans) nonché l’avvio del decennale processo antidiscriminatorio cubano ci ha pensato il giornalista di Trabajadores e attivista gay Francisco Rodríguez, più conosciuto col nome di Paquito.

Al termine di un lungo post, apparso sul suo blog il 7 maggio, ha quindi osservato: «Dobbiamo concentrarci sugli scopi principali che ci attendono. I cambiamenti legislativi che devono accompagnare la nuova magna charta sono essenziali e dobbiamo lavorare per disinnescare qualsiasi preoccupazione, inqietudine o riserva che le situazioni congiunturali - come nel caso della conga - se non siamo in grado di serrare le fila e agire con intelligenza e unità. 

Come dice il detto popolare sulla processione, la nostra conga entra dentro. Non importa che quest'anno ci chiedano di non farla. Ciò che è già stato ballato - e ciò che rimane per noi ballare - non ci sarà portato via».

e-max.it: your social media marketing partner

Featured Video