Forlì, due processi a carico di Forza Nuova: rinviati a giudizio 10 militanti. Applicata la Mancino all'istigazione all'odio contro le persone Lgbt

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Due udienze l’una a poca a distanza dall’altra (19 e 21 febbraio), ma entrambe celebrate a Forlì con Forza Nuova Romagna sul banco degli imputati per istigazione all’odio contro le persone omosessuali.

Una sorta di unicum, al momento, dal punto di vista giurisprudenziale in ragione dell’applicabilità della legge Reale-Mancino (i cui disposti sono confluiti negli artt. 604 bis e 604 ter del Codice penale) agli atti discriminatori da orientamento sessuale e identità di genere.

Merito, questo, dell’avvocato Christian Guidi, componente di Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) e legale di Arcigay Rimini, che si è costituita parte civile insieme col Comune di Cesena in entrambi i procedimenti giudiziari.

Il primo - la cui relativa udienza si è svolta il 19 febbraio con prossimo dibattimento fissato al 28 giugno dalla giudice Nunzia Castellano – vede imputato il solo Mirco Ottaviani, coordinatore di Forza Nuova Romagna, per l’affissione di falsi manifesti funebri a danno di Manuel Papi e Marco Trentini, la prima coppia a essersi unita civilmente a Cesena il 25 settembre 2016.

Nel secondo, invece, il gup del Tribunale di Forlì Marco De Paoli ha rinviato a giudizio lo stesso Ottaviani e altri nove forzanovisti per aver inscenato, il 5 febbraio 2017, un corteo funebre a Cesena in occasione dell’unione civile tra Matteo Capacci e Marco Zaccaria. In questo processo si sono costituite parte civile anche la coppia offesa e Rete Lenford.

Contattato telefonicamente da Gaynews, l’avvocato Guidi, ricordando come il 25 maggio 2018 Ottaviani fosse stato rinviato a giudizio proprio per istigazione all’odio contro le persone Lgbti, ha detto: «Il 19 febbraio, come un anno fa, è incominciato un nuovo processo per razzismo e discriminazione contro la comunità omosessuale. Sosteniamo che la Legge Mancino è baluardo, e intrinseca attuazione, dell’eguaglianza, sancita dall’art. 3 della Costituzione, dunque contro ogni discriminazione, anche l’omofobia.

L’impegno, lo spirito, la volontà di difendere e pretendere dignità e tutela hanno portato i valori costituzionali nella vita reale. Sono orgoglioso che anche l’avvocatura possa contribuire con Arcigay Rimini a questa missione. Capita a volte, oggi è capitato di nuovo».

Marco Tonti, presidente d’Arcigay Rimini, ha invece dichiarato a Gaynews: «In mancanza di un impegno specifico del Parlamento in materia di contrasto all'omo-transfobia è necessario muoversi seguendo tutte le strade possibili. L'uso della Legge Mancino anche per perseguire il reato di omofobia è un tentativo che deve essere portato fino in fondo, perché potrebbe rompere il ghiaccio di una legge contro le discriminazioni verso le persone Lgbt. Un chiaro buco legislativo, che il tribunale può contribuire a colmare.

In questi tempi di incremento dell'omofobia e con il futuro tetro che si prefigura è necessario avere tutti gli strumenti possibili per difendere le persone gay, lesbiche e transessuali da infamie e discorsi d'odio».

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