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| La scelta è tra essere fedeli e smorti e infedeli e contenti |
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| "Ho cominciato fatalmente a roteare come una falena intorno a lampadine brillanti e illusorie". Dalla rubrica di Natalia Aspesi sul Venerdì de La Repubblica |
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| Lunedì 06 Agosto 2001 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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Ho appena finito di leggere la bella lettera della coppia gay felice dopo 50 anni di unione. Noto con piacere che nella sua rubrica aumentano le testimonianze di felicità nelle coppie (sembrerebbe, ironicamente, più in quelle gay che in quelle tradizionali, ma immagino dipenda da una mia maggiore sensibilità all'argomento). Me ne rallegro, ma con una punta di malinconia e di rabbia. Perché io faccio invece parte di quella categoria di persone che sono inquiete e non sanno fermarsi. E dopo anni di gioia, di avventura, affinità e intimità insieme al mio Marco, l'attrazione è finita, ed ho cominciato fatalmente a roteare come una falena intorno a lampadine brillanti e illusorie. E mentre Marco è li che ancora mi offre senza riserve un amore di qualità cristallina, io mi suggestiono in incontri veloci e plastificati e sogno passioni da fotoromanzi, sotto i suoi occhi discreti e dissimulanti «modernità». Col tempo mi sto accettando e so che la mia natura è legata all'adrenalina degli imprevisti e non alla pienezza di una vita in due, ma vorrei che Marco fosse felice quanto merita e lo vorrei come compagno di viaggio: ma le due cose sono incompatibili. E forse questa lettera inconcludente è solo un modo un po' esibizionistica per dichiarare un amore che non sa più dire il suo nome a chi merita tutto l'amore del mondo. Mi scusi perla scorrettezza, ma a volte ci si incarta nel groviglio dei sentimenti e dei comportamenti. Le sarò grato se vorrà pubblicare queste parole: Marco, mi auguro la nostra felicità per un tempo lungo a piacere, nel miracolo della tua pazienza, del tuo coraggio in questa scommessa. LETTERA FIRMATA Roma
Lei sta vivendo i dubbi, i fastidi, e talvolta i drammi della classica coppia sposata: più spesso lui, ma anche lei,adora il coniuge di una vita ma il suo trasporto fisico è ormai tombale. Tutt'attorno ruotano persone appassionanti, carine, spesso più giovani, un ben di dio a cui ci si sente ancora in diritto di accedere sia pure con qualche rimorso, qualche proposito di smetterla, sapendo che non si smetterà perché per decisione del destino, la scelta è tra essere fedeli e smorti e infedeli e contenti. La moglie, o il marito, non lo meritano, sono miracolosamente pazienti e coraggiosi (in questo senso anche un po' soporiferi), ma come rinunciare al fotoromanzo e agli incontri senza seguito ma al momento emozionanti? Però ci sono pure coppie più «moderne», etero o omo, che si accordano, anche silenziosamente, per adorarsi tutta la vita pur non tralasciando qualche fiammata extra, e altre ancora più «moderne», sempre etero o omo, che alle avventure si danno insieme. Almeno così ci raccontano estasiati gli articoli anche su severi quotidiani, che si occupano degli audaci costumi sessuali più in voga. Se riesce a sopportare i sensi di colpa, non si preoccupi, se no dia una svegliata al suo Marco, che magari comincia a stancarsi del ruolo i passivo di Penelope. E sta dando qualche occhiatina ai Proci più vicini. VENERDI 147 Questo articolo ha ricevuto 126 visite.
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