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| Belgio. Oggi gaiamente sposi |
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| Il Belgio approva una legge per le coppie omosessuali. Ma si arena sui diritti alle adozioni |
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| Venerdì 29 Giugno 2001 |
| di Il Manifesto |
| in Vita di coppia |
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CRISTIANA AMBROSETTI - BRUXELLES
La settimana scorsa il consiglio dei ministri belga ha approvato due disegni di legge, uno riguardo al matrimonio fra omosessuali e un altro, che ha suscitato assai meno polemiche, sulla possibilità di adozione per conviventi eterosessuali, senza bisogno di matrimonio. Una piccola rivoluzione per il cattolico Belgio, che si troverà - se il decreto, come prevedibile, sarà approvato dal parlamento - nella stessa posizione della trasgressiva Olanda. Pochi ritocchi, dice la coalizione arcobaleno al governo (socialisti, verdi e liberali), ci hanno consentito di approvare il decreto, senza troppe astrazioni dalla realtà. Cioè senza modificare le regole delle adozioni, nodo cruciale di tutte le polemiche. Marc Verwilghen, ministro della giustizia del partito liberale fiammingo (Vld) lo scorso novembre aveva proposto di distinguere fra adozioni internazionali e nazionali, consentendo solo le ultime alle coppie omosessuali, pur di superare i divieti della convenzione dell'Aia che riserva agli eterosessuali l'adozione di bambini, la maggioranza, provenienti da altri stati. Socialisti, ecologisti e liberali fiamminghi si erano dichiarati d'accordo, ma la proposta non ha superato le riserve di alcuni ambienti liberali francofoni, fra cui il ministro Louis Michel, ed è stata alla fine abbandonata. Il testo approvato dal governo è frutto del lavoro sinergico dei tre ministeri della giustizia, della sanità e delle pari opportunità, facilitato dal fatto che la legge belga non specifica che gli sposi debbano essere di sesso diverso, probabilmente dandolo per scontato. Anche alle coppie gay verranno garantiti i diritti di successione e di sicurezza sociale, diritti che superano il "contratto di coabitazione" oggi in vigore, ma il matrimonio sarà valido solo in Belgio. Le associazioni gay, pur soddisfatte, lamentano che sia rimasta una discriminazione fra coppie omo ed etero sull'adozione. A differenza di quelli nati da genitori etero, che possono optare per il cognome del padre, della madre o di entrambi, i bambini coinvolti in un progetto di coppia omosessuale potranno avere soltanto il cognome della madre biologica. Anche chi non è entusiasta di un riconoscimento legale per le coppie omosessuali riconosce però che è meglio uscire dalle ipocrisie e che questa legge renderà probabilmente le coppie più stabili (anche se le coppie omo sono mediamente più stabili di quelle etero). Ma, obiettano alcuni sociologi, ci sono in Belgio pochi studi relativi ai bambini vissuti con coppie omosessuali. Per tutti i bambini, comunque, il cognome è importante, un simbolo che ha un forte impatto sociale e che disegna la posizione del singolo rispetto agli altri. Incertezze relative al cognome possono generare insicurezza nel bambino. Nelle coppie lesbiche, dicono, la madre biologica sarà sempre più "madre" dell'altra e, poiché i ruoli sono più esasperati che nelle coppie maschili, quella che darà il nome al bambino potrebbe non essere la più autorevole. Gli omosessuali rilevano poi che si è introdotta una discriminazione che oggi non c'è nella legge sul matrimonio. Dicono: oggi non si dice che per sposarsi bisogna essere di sesso diverso. Mentre da oggi in poi, sarà scritto nero su bianco che per adottare un bambino bisognerà essere un uomo e una donna. E sperano che questa discriminazione venga soppressa in parlamento.
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