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| Canada: vuoto legilastivo per i non residenti, matrimoni gay verso la modifica |
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| «Modificheremo il Civil Marriage Act in maniera tale che i matrimoni celebrati in Canada e non riconosciuti nel proprio Paese d’origine siano comunque riconosciuti in Canada» |
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| Sabato 14 Gennaio 2012 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Toronto - La legge sul matrimonio civile canadese deve essere modificata perché un vuoto legislativo potrebbe rendere nulli i matrimoni tra coppie omosessuali non residenti in Canada. Ad annunciarlo ieri il ministro della Giustizia Rob Nicholson (nella foto). «Modificheremo il Civil Marriage Act - ha promesso - in maniera tale che i matrimoni celebrati in Canada e non riconosciuti nel proprio Paese d’origine siano comunque riconosciuti in Canada». E ha aggiunto, «siamo stati molto chiari, non abbiamo intenzione di riaprire l’argomento». Una coppia di donne che si sono sposate a Toronto nel 2005, si sono viste rifiutare la richiesta di divorzio dagli avvocati del Dipartimento di Giustizia perché, secondo il parere, il legame non sarebbe riconosciuto nei loro Paesi d’origine e quindi non sarebbe valido. La notizia pubblicata dal Globe and Mail giovedì ha scatenato una tempesta politica e un’ondata di indignazione, tanto che ieri il ministro ha ribadito che «nell’ottica del governo, questi matrimoni sono validi». Nicholson ha accusato il governo liberale del 2005 di aver lasciato nella norma un vuoto legislativo. «La confusione e il dolore causati da questo vuoto alle persone coinvolte sono assolutamente ingiusti». Il leader liberale Bob Rae respinge le accuse, nella legge non ci sarebbe nessun vuoto legislativo. «L’unico gap - ha detto - è quello tra la testa dei ministri al vertice del governo conservatore, che non riescono a onorare le migliori e più giuste tradizioni canadesi di tolleranza». (Corriere Canadese)
Toronto - Da questo momento in poi i gay di tutto il mondo hanno un luogo sicuro dove andarsi a sposare, con piena garanzia che la loro unione sarà riconosciuta come ufficiale: è il Canada, dove il governo di Stephen Harper, leader del partito Conservatore del paese, ha dichiarato valida ogni tipo di unione omosessuale, a prescindere dalla nazionalità e della situazione di partenza dei contraenti: “Tutti i matrimoni omosessuali conclusi nel paese sono legali”, ha detto il ministro della giustizia del gabinetto Harper. “Il ministro Rob Nicholson ha dichiarato”, scrive il Globe and Mail, “di voler invertire l’orientamento del suo ministero, che riteneva valida l’unione fra persone dello stesso sesso firmata in Canada solo se essa era poi accettata nel paese d’origine dei partner”. Questa incertezza aveva creato un “vuoto legale” a parere del ministero inaccettabile, così che il ministro ci tiene a dire che “a suo giudizio”, queste unioni sono “perfettamente legittime”. La posizione “restrittiva” del governo canadese aveva deluso molte coppie dello stesso sesso che guardano al Canada come un faro di eguaglianza e di ispirazione. “Dio, questo è un fatto bellissimo, un fantastico rivolgimento di situazioni per tutti”, ha detto Brendan Fray, un uomo di New York arrivato in Canada per sposarsi molti anni fa. “Ci restituisce fiducia e stima nel governo canadese”, dice l’uomo”. Il governo pone così fine ad una questione di cronaca che sarebbe diventata presto dirompente: “Tutto era iniziato quando giovedì scorso il G&M aveva scritto che gli avvocati federali si erano impegnati in una controversia con la posizione che i matrimoni dei non-cittadini erano illegali a meno che il paese non li riconoscesse come legittimi”, il che aveva diffuso il panico. Ma il ministro ha dichiarato “che avrebbe modificato la legge per permettere alle coppie non residenti di divorziare, e ha precisato che tutti i matrimoni effettuati in Canada sono perfettamente legali”. Da dove vieni, insomma, per il Canada non conta. (Giornalettismo) Questo articolo ha ricevuto 1657 visite.
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