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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Bologna: 'No ai gay nella Consulta della famiglia'. Riunione congelata
Bologna: 'No ai gay nella Consulta della famiglia'. Riunione congelata
Capitanate dalle Acli, dieci associazioni (su 18) hanno scritto al Comune avvertendo che alla prima riunione non dovranno essere ammessi i gruppi delle famiglie omosessuali
Martedì 29 Novembre 2011
di la Repubblica - Bologna
in Vita di coppia

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Bologna - Soffia la bufera sulla Consulta della Famiglia. Dieci associazioni sulle diciotto che ne fanno parte diffidano il Comune dall'ammettere le due associazioni collegate alla mondo gay, Agedo e Famiglie arcobaleno, all'interno dell'organismo. Nel pomeriggio, dopo una giornata di alta tensione all'interno della maggioranza, il presidente della commissione Politiche sociali Pasquale Caviano, decide di rinviare "a data da destinarsi" la seduta, fissata inizialmente per domani, che avrebbe dovuto stabilire l'ingresso o meno delle due associazioni afferenti alla sfera gay.

"No agli omosessuali". La diffida, indirizzata alla presidente del consiglio comunale Simona Lembi e a Caviano, è stata consegnata questa mattina dal presidente delle Acli Francesco Murri. Le altre firme sono quelle del Servizio accoglienza vita, di Sidef, di Famiglie nuove movimento dei Focolari, di Famiglie per l'accoglienza, del Centro Dore, di Club punto g, dell'Mcl provinciale, del Circolo Mcl Pastore e del Centro internazionale di economia sociale. La tesi è che la consulta della famiglia è già formalmente insediata e pertanto "dovrà essa stessa a provvedere alla valutazione di ammissione o esclusione" di nuove associazioni. Alla prima seduta, si legge nella lettera, "dovranno partecipare esclusivamente i soggetti che già ne facevano parte, eleggendo al loro interno il presidente. E solo successivamente la consulta così come presieduta dovrà prevedere sulle nuove domande di ammissione".

Se così non sarà, "si avverte che si adiranno le vie legali in ogni sede". Una guerra in piena regola. "A fronte di diversi pareri legali - ha annunciato questa mattina su Radio Tau lo stesso Murru - diffidiamo il comune dal voler proseguire in questa forzatura tecnica. Attendiamo di vedere se ci sarà un rinvio dell'assemblea convocata per domani pomeriggio".

Riunione rinviata. E il rinvio in effetti c'è. Lo rende noto il presidente della commissione Politiche sociali, Pasquale Caviano, cui spetta la fissazione della data, fino a quando non sarà eletto il presidente della Consulta. "Visto che è giunta la richiesta di un'altra associazione, il Tavolo delle donne sulla violenza e la sicurezza, mi vedo costretto a rinviare la seduta di domani pomeriggio in attesa che gli uffici valutino se può entrare". Questo di fatto congela ogni possibilità di scontro; e il sindaco è soddisfatto: "E' opportuna una riflessione, credo che Caviano abbia ben interpretato l'esigenza di fermarsi un attimo a riflettere", commenta Virginio Merola. Chi non la pensa allo stesso modo è l'assessore Amelia Frascaroli (Sel): "Il Comune deve essere un po' come la mamma, non butta fuori nessuno. Un'istituzione deve essere capace di tenere dentro tutte le voci possibili, senza discriminazioni e senza veti. Non ne faccio una questione di regolamento, ma di principio".

Concia: "Consulta deve rappresentare tutti". In una nota la deputata Pd Paola Concia condanna l'azione delle dieci associazioni perché Agedo e Famiglie arcobaleno non entrino nella Consulta della famiglia. "Trovo davvero insensato escludere" le due associazioni "come se le politiche per il sostegno alla famiglia non riguardassero anche i cittadini omosessuali. Vorrei proprio che andassero a spiegarlo ai figli delle Famiglie Arcobaleno, guardando quei bambini negli occhi, che la loro è una famiglia ideologica e che non merita tutele giuridiche", dice Concia in una nota. E comunque, per la democratica, "il sindaco, così come la Consulta e le altre istituzioni comunali, devono rappresentare tutti i cittadini e non una sola parte, senza escludere nessuno".

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