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| Nozze gay: capogruppo PD in 'esilio' costretto a sposarsi ad Oslo |
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| Per Arcigay è una "vergogna italiana". Grillini: "Sarebbe stato bello che il matrimonio fosse stato celebrato nella sua sede naturale e cioe' il Comune di Bologna" |
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| Sabato 27 Agosto 2011 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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Bologna - Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e Michele Giarratano, legale dell'associazione, si sono sposati oggi a Oslo. Ne da' notizia Arcigay, aggiungendo che come loro, questa estate, sono state numerose le coppie che hanno celebrato il loro matrimonio gay "in esilio": tra queste Matteo e Matteo a New York, la deputata Paola Concia e Ricarda in Germania e Giampaolo e compagno a Ottawa. "Il loro gesto - afferma il presidente di Arcigay, Paolo Patane' - racconta genuinamente l'apertura al futuro, la progettualità e la solidità degli amori delle persone omosessuali e lesbiche. L'esilio dei matrimoni gay, nel contesto dei grandi paesi europei, è una vergogna tutta italiana la cui responsabilità grava su di una classe politica incapace di interpretare la realtà e offrire un futuro migliore a tutti e tutte".
Bologna - ''Sarebbe stato bello che il matrimonio fosse stato celebrato nella sua sede naturale e cioe' il Comune di Bologna, ma com'e' noto da quest'orecchio buona parte della politica bolognese non ci sente''. E' il polemico commento di Franco Grillini, ex parlamentare e ora consigliere regionale dell'Idv in Emilia-Romagna, alle nozze di Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd a Bologna, e Michele Giarratano, celebrate oggi a Oslo. Per Grillini, storico rappresentante del movimento omosessuale, per il matrimonio e' stata scelta la Norvegia, ''un paese civile, dove le religioni non s'intromettono e non dominano la politica locale''. Ma sarebbe stato meglio Palazzo D'Accursio, secondo il consigliere. Anche se forse, ha ironizzato in una nota, ''Gregorio XIII che campeggia davanti al Comune non sara' contento del matrimonio del capogruppo del Pd'' visto ''che mando' a morte dieci coppie GAY che avevano avuto l' ardire di sposarsi per di piu' in chiesa (come racconta Montaigne sui diari del suo viaggio in Italia)''. Quei tempi, aggiunge Grillini, ''sono passati per fortuna, anche se tuttora in Italia occorre emigrare per garantirsi diritti non riconosciuti e il matrimonio rimane un privilegio riservato alle sole coppie eterosessuali, mentre in quasi tutta Europa ormai i diritti delle coppie omosessuali sono riconosciuti e consolidati da tempo''. Questo articolo ha ricevuto 2838 visite.
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