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| GAY I primi matrimoni olandesi solleticano anche Belgio e Svezia |
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| Un "sì" europeo. Di GIANNI ROSSI BARILLI |
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| Mercoledì 04 Aprile 2001 |
| di Il Manifesto |
| in Vita di coppia |
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La più seccata, secondo il Financial Times, è la regina Beatrice, che avrà l'ingrato compito di dover difendere la (per ora) unica legge al mondo sul matrimonio civile tra persone dello stesso sesso durante le sue visite ufficiali all'estero. Tanto più che la casa reale d'Olanda, con l'omosessualità, ha già i suoi grattacapi familiari. Non più tardi del mese scorso, infatti, ha dovuto smentire ufficialmente che il secondogenito di Beatrice, il principe Johan Friso, sia gay, cosa considerata ben più infamante del recentissimo fidanzamento del suo fratello maggiore, l'erede al trono Willem-Alexander, con la figlia di un ex ministro del governo golpista dell'Argentina. Comunque, tolta la regina e un pugno di fanatici religiosi (sette in tutto, riferiscono le cronache), gli olandesi non hanno accolto con disagio i primi quattro matrimoni civili omosessuali della storia, celebrati nel municipio di Amsterdam allo scoccare della mezzanotte del primo aprile per non perdere neppure un minuto dall'entrata in vigore della legge che li autorizza. Quattro coppie, tre di uomini e una di donne, hanno detto "sì" davanti al sindaco Job Cohen, a qualche parente e a una folla di giornalisti e telecamere, facendo da apripista per le migliaia di nozze gay e lesbo che verranno e che presto, assicurano gli ottimisti, rappresenteranno il 15% di tutti i matrimoni celebrati in Olanda. Insomma, quello che la chiesa cattolica e i bigotti di tutto il mondo hanno sempre temuto si è avverato. Non bastavano le unioni civili, che in Olanda esistevano già da qualche anno ed erano a tutti gli effetti dei matrimoni di seconda classe. D'ora in avanti gli omosessuali olandesi avranno, almeno di fronte alla legge, gli stessi diritti degli etero, senza eccezione alcuna. Compresi gli abiti, la cerimonia e lo scambio degli anelli, oltre all'eredità, agli assegni familiari e alla possibilità di adottare bambini o procreare con metodi alternativi. Dove sarà lo scandalo? Il simbolico messaggio di uguaglianza che arriva da Amsterdam è pronto per dilagare nel resto dell'Unione europea. La Svezia e il Belgio sono già in pole position per andare oltre il riconoscimento legale delle unioni di fatto garantendo l'accesso al matrimonio civile anche agli omosessuali. A Bruxelles la ministra della sanità, Magda Aelvoet, parlando a nome del governo, ha detto ieri di considerare il matrimonio "l'unica vera garanzia per vedere le coppie omosessuali trattate allo stesso modo di quelle eterosessuali". Perlatro leggi sulle unioni civili, omo o eterosessuali, esistono già non solo in Belgio ma anche in Germania, Francia, Svezia, Norvegia e Portogallo e sono in dirittura d'arrivo anche in Finlandia e in Spagna. L'Italia dell'egemonia culturale vaticana è sempre più sola nella difesa delle discriminazioni giuridiche ereditate dal passato nei confronti di gay e lesbiche.
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