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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Sassari. Sesso, bugie e foto a luci rosse
Sassari. Sesso, bugie e foto a luci rosse
Paolo Ara, 52 anni, è uno dei detective più quotati in città: molti clienti arrivano da fuori
Domenica 14 Settembre 2008
di L'Unione Sarda
in Vita di coppia

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Investigatori privati: viviamo grazie ai tradimenti

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«Certe volte si fanno cose incredibili. Ma di una cosa sono sicuro. La donna quando tradisce non torna indietro. Si innamora. L'uomo invece è un bamboccione. Si vuole sentire giovane e si fa scoprire in fretta».

Lo spione ha occhi dappertutto. In casa, in ufficio, persino sotto il tappetino della macchina. Niente pipa, occhiali scuri, impermeabile e giornale. «L'importante è essere invisibili. Dei fantasmi». Parola di un investigatore privato, categoria in crescita in una città di provincia.

Paolo Ara, 52 anni, ha un ufficio che più anonimo non si può. Cerca di passare inosservato con gli occhialini appesi al collo, il baffo e il capello brizzolato. Una risata sonora e lo sguardo che vede lontano e, dove non riesce ad arrivare, cerca l'aiuto della tecnologia. Guadagna bene e per lavoro si fa i fatti degli altri. Investigazioni aziendali ma, soprattutto, matrimoniali. Mariti e mogli sull'orlo di una crisi di nervi. Corna, prevalentemente.

«Ogni cliente è diverso. Bisogna saperlo prendere. Studiare la persona che dobbiamo pedinare è essenziale. Più informazioni abbiamo, prima chiudiamo il caso». Ora sta seguendo una signora. «Sto tranquillo. È in ufficio con il marito. Lui spera in un tradimento per mollarla». Ma non è sempre tutto così semplice. «Una volta abbiamo fatto un blitz con il compagno tradito. Era un militare e per prima cosa lo abbiamo disarmato. Non si sa mai. Ci siamo appostati con le telecamere, per avere le prove. Lui, che la moglie la conosce bene, ha trovato il modo di farsi aprire. Con le chiavi ha raschiato il portone. Lei ha gridato all'amante «Amore, ci deve essere un gattino», ha spalancato la porta in mutande e in reggiseno. L'altro era dietro, in braghe di tela». «Il primo pensiero è stato fermare il marito. Ora sono tornati insieme». È capitato anche a una coppia più attempata. «Un signore l'avevamo già scoperto con l'amante. La prima volta gli abbiamo teso un agguato insieme alla moglie e le figlie. Lei lo ha perdonato e lui è diventato più furbo. Ha comprato un'auto nuova e l'ha lasciata in un parcheggio. L'amante arrivava lì, in quella garconniere improvvisata, e scaricava, insieme a lui, cucinina da campeggio, televisore portatile e una tenda. Insieme andavano in pineta. Ricoprivano la macchina con un telo e se ne stavano a cenare come una famiglia felice. Poi chiudevano la tenda e vabbè». L'investigatore non si stupisce di nulla. Non solo uomini e donne. Anche donne con donne e uomini con uomini. «Capita di scoprire eterosessuali che hanno una relazione gay. Una volta uno che era fidanzato con una ragazza mi ha chiesto di seguire il suo amante, uomo. Il mio cliente aveva il sospetto che lui lo tradisse con un altro. Una storia complicata». E la sua vita complicata lo è davvero. «A volte capita di fare appostamenti lunghissimi. Speri sempre che concludano in fretta. Segui le luci, vedi che si spostano e pensi che abbiano finito. Una volta è durata fino alle cinque del mattino. Nottataccia. C'è anche qualcuno che per un po' è riuscito a fregarci. Lo abbiamo seguito per mesi. In macchina sembrava da solo. Poi abbiamo capito: la signora si sdraiava sul tappetino dell'auto e lui girava per Sassari così, lei sbucava fuori solo arrivati a destinazione. A volte si fanno cose incredibili. Ma di una cosa sono certo. La donna quando tradisce non torna indietro. Si innamora. L'uomo invece è un bamboccione. Si vuole sentire giovane e si fa scoprire in fretta».

MARIELLA CAREDDU

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