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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Adozioni ai gay. Mancuso critica Fassino che risponde
Adozioni ai gay. Mancuso critica Fassino che risponde
Mancuso: lascio i Ds. Fassino, ripensaci, difendiamo i diritti
Sabato 16 Dicembre 2006
di l'Unità
in Vita di coppia

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Caro Fassino,

con questa mia, per quanto ciò possa valere, ti informo che non rinnoverò la tessera ai Democratici di Sinistra.



E’ una decisione sofferta, assunta dopo 25 anni ininterrotti di iscrizione al più grande partito della sinistra italiana.



Le tue dichiarazioni sulle adozioni alle persone omosessuali, sono l’ultima offesa, di una lunga serie di atti formali, che non mi permettono più di essere iscritto ad un partito, che individua nel nostro vissuto un tema da cui rifuggire, mentre tutti i giorni le gerarchie cattoliche, i teo dem, la destra non perdono occasioni per alimentare un clima di odio e discriminazione, che è pagato direttamente, anche attraverso violenze fisiche e verbali, da milioni di cittadini e cittadine gay e lesbiche.



Proprio nel giorno in cui scopriamo, che il relatore della Finanziaria in Senato, è riuscito a cancellare dalla dicitura del nuovo Osservatorio contro le violenze "l’orientamento sessuale", il segretario dei DS si scaglia contro la genitorialità omosessuale, argomento fino ad oggi utilizzato dalla destra.



Come militante della sinistra italiana, ti esprimo la mia profonda delusione e la presa d’atto, che la classe dirigente dei DS non può comprendere cosa avviene concretamente nella società, perché non conosce, non approfondisce i temi, tratta questioni delicate con superficialità.



Infatti, se tu fossi stato più accorto ed informato, avresti saputo che esistono nel nostro paese diverse centinaia di migliaia di genitori omosessuali, e da tempo sono presenti anche famiglie omogenitoriali, soprattutto formate da due donne. Dal tenore delle tue dichiarazioni ("i bimbi non possono crescere con due persone dello stesso sesso") si evince che la prossima frontiera sarà quella di predisporre una legge che tolga alle madri lesbiche la potestà dei propri figli, per affidarli alle amorevoli cure di famiglie eterosessuali, possibilmente sposate in chiesa!



Se lo sguardo si volge fuori dallo spazio nazionale, il baratro tra le politiche messe in campo dai partiti del socialismo europeo e le posizioni tue e di altri leader dei DS è per ora non colmabile: prendete la parola per marcare lontananze, per evocare recinti etici, per mettere in guardia rispetto ai processi reali della società moderna. Per questo stai zitto quando i nostri fratelli e sorelle sono violentati, picchiati, derisi. Per questo pensi che il tema del riconoscimento della dignità lgbt sia una concessione "difficile" e, non la logica concretizzazione dei valori della sinistra. Rassicuri tutti i giorni la gerarchia cattolica perché entrambi condividete l’idea che esista un primato morale da rispettare, che invece la sinistra ha combattuto e che grazie ai movimenti delle donne, dei diritti civili, ha dovuto lasciare il passo all’autodeterminazione delle persone, alle libertà democratiche.



Naturalmente nei Democratici di Sinistra, si impegnano donne e uomini, che quotidianamente sono al nostro fianco, che negli anni hanno dimostrato concretamente la propria vicinanza, ma tu hai deciso di non rappresentarli e di scegliere il campo del confessionalismo progressista.



Avevo riposto, dopo Pesaro, molta fiducia nei tuoi confronti, conoscevo la tua serietà e determinazione. Negli ultimi tempi, forse a causa del fatto che il progetto del Partito Democratico prevede un mutamento genetico della sinistra riformista di cui sei il massimo rappresentante, le tue promesse sui Pacs, sulle norme anti discriminatorie, sul riconoscimento della cittadinanza gay e lesbica, sulla salvaguardia della laicità, si sono perse e con loro la fiducia di tanti e tante di noi.



E’ bene, quindi, segnare una marcata distanza tra il mio impegno personale dentro il movimento lgbt e un partito che sembra aver smarrito il senso dell’umanità e del socialismo democratico.



Aurelio Mancuso



(Segretario nazionale Arcigay)





Milano 15 dicembre 2006







La risposta di Fassino



Caro Aurelio,

non credo che il tuo disagio nasca dalle mie parole,ma dalla campagna di ostilità e pregiudizio promossa da settori clericali e conservatori nei

confronti degli omosessuali. È

una campagna contro la quale, oggi come ieri, abbiamo il dovere di reagire.

La società italiana, infatti, da

molto tempoha maturato pieno rispetto

per le scelte sessuali delle persone, riconoscendo a ciascuno il diritto di vivere liberamente la propria vita. Ed è, dunque, del tutto naturale che

anche sul piano normativo e legislativo l’Italia - così come è

accaduto da tempo in molti Paesi

democratici - si doti di leggi

strumenti che riconoscano i diritti di coloro che, del tutto consapevolmente e liberamente,hanno scelto la convivenza di fatto. E questi diritti devono essere riconosciuti a coppie di

fatto eterosessuali e omosessuali

senza alcuna discriminazione.

È una battaglia che i Ds - grazie

anche al contributo tuo e di

compagne e compagni omosessuali

- hanno sempre sostenuto e

continuano a sostenere con convinzione.

I fatti lo dicono. Ti ricordo che sono stato il primo Segretario dei Ds a partecipare ad un Congresso di Arci Gay. Che i Ds hanno depositato nel 2004 un progetto di legge - primi firmatari Fassino e Pollastrini (in realtà secondi firmatari, essendo Grillini il primo nonchè l'autore della legge presentata nel 2002, ndr) - per l’introduzione dei Pacs in Italia.

Che abbiamo dato riconoscimento

statutario nella vita del nostro partito a Gayleft, organizzazione degli

omosessuali iscritti ai Ds. E oggi siamodeterminati a far sì che sia rispettato l’impegno assunto da Prodi e

dai capigruppo del centrosinistra

per una rapida approvazione in Parlamento della legge per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.

Di tutte, sia eterosessuali che

omosessuali.E ti assicuro che non acceteremo veti fondati sul pregiudizio

e la discriminazione e cercheremo di

costruire in Parlamento le condizioni

perché quella legge possa essere

approvata con il più ampio consenso.

Quanto al tema delle adozioni - che

in ogni caso non sarebbe oggi oggetto

della legge sulle coppie di fatto -

non mi sfugge affatto che esistono

anche in Italia genitori omosessuali,

così come esistono famiglie omogenitoriali.

E ho verso di loro assoluto e massimo rispetto. Non sfuggirà a te che l’adozione da parte di coppie gay è fenomeno ancora diverso e che investe una complessità e una delicatezza che non si possono liquidare sbrigativamente.

Personalmente - e ovviamente questa mia

opinione non impegna altri - ho molte perplessità e non ho maturato fin qui un’opinione favorevole.

Rispetto naturalmente ragioni e

opinioni diverse e sono interessato a

discuterne nel modopiù aperto possibile.

In ognicaso credo che una discussione

su questo tema debba muovere dalla consapevolezza che al centro di qualsiasi adozione sta il bambino

e le sue esigenze di serenità e crescita e che ad esse debba essere vincolata l’aspirazione, del tutto legittima a essere genitore.

Comunquedi tutto ciò potremo ancora

discutere, tanto più se - come

auspico - continueremo a lavorare

insieme nei Democratici di Sinistra.

Difesa dei diritti siamo in prima fila.

In amicizia

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