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| Pacs, l'attuale dibattito parte dell'incidente al Senato sulle successioni proposte dal sottosegretario Grandi e dal laico Visco |
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| Il sottosegretario si è rifiutato di ritirare l'emendamento del Governo e ha fatto obiezione di coscienza uscendo dall'aula della Commissione e facendosi sostituire da Sartor |
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| Domenica 10 Dicembre 2006 |
| di l'Unità |
| in Vita di coppia |
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SUCCESSIONI
E il sottosegretario Grandi
protesta: «Diritti subito»
Pacs, fecondazione, etica: l’Italia è già cambiata
Le statistiche rivelano un Paese molto più avanti delle sue leggi e della sua classe dirigente
Ma il programma dell’Unione fa i conti con le resistenze dei cattolici più oltranzisti
Quando in commissione è arrivato il momento di annunciare il ritiro da parte del governo dell’emendamento sulle successioni per i conviventi «more uxorio» il sottosegretario Alfiero Grandi ha fatto obiezione di coscienza ed è uscito. Aveva già chiesto al suo collega Nicola Sartor di sostituirlo in quel compito, visto che non era d’accordo con la decisione presa.
«Nulla contro l’ordine del giorno, che anzi condivido - spiega Grandi all’uscita dall’Aula della commisisone - spero che si faccia al più presto una legge buona e moderna. Ma siccome considero la norma fiscale studiata era positiva, non modificava il codice civile e non faceva altro che riconoscere quello che già c’è, allora per me non c’è relazione alcuna tra l’ordine del giorno e l’emendamento. Rispetto l’intesa raggiunta tra governo e maggioranza, ma non posso andare contro la mia coscienza». Per il sottosegretario all’Economia l’Italia non può più attendere. La legge ci vuole e ci vogliono nuovi diritti. «Penso che dopo gli episodi della vedova di Nassiriya tenuta lontana dalle commemorazioni della morte dei caduti - dichiara - il Paese debba porre rimedio ad una situazione di palese ingiustizia». L’emendamento «incriminato» e poi «affondato» prevedeva che ai conviventi fosse riservato lo stesso trattamento fiscale che si riconosce al coniuge o ai figli nelle successioni. In particolare, con le nuove norme i regolarmente sposati godono di una franchigia di 100mila euro e di un’aliquota ridotta al 4%. I fratelli mantengono la franchigia ma hanno un’aliquota al 6%. Questo articolo ha ricevuto 176 visite.
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