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| Coppie di fatto, pronta la legge un patto che tutela i conviventi |
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| L'approvazione del ddl prevista per la prossima settimana. Interessate un milione di persone. Da Repubblica di venerdì 1 settembre 2000 |
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| Venerdì 01 Settembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
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di GIOVANNA CASADIO ROMA - Manca la firma del Guardasigilli, Piero Fassino. Ma il ministro delle Pari Opportunità, Katia Bellillo è decisa: il disegno di legge sulle coppie di fatto non può aspettare ancora. Doveva già essere liquidato dal governo prima delle ferie, oggi in consiglio dei ministri non è arrivato. Se ne parlerà alla riunione della settimana prossima. È pronto. Cinque articoli brevi che disegnano la via italiana alla tutela dei conviventi, siano essi etero o omosessuali. Nulla a che fare con i Pacs francesi, i patti civili di solidarietà, ultimo esempio europeo di riconoscimento legale delle unioni libere. Piuttosto il disegno di legge del governo è simile al living together agreement, cioè agli accordi che regolano negli Usa le questioni patrimoniali e non solo. La traduzione politica italiana è più attenta a non invadere il terreno dei rapporti dei conviventi con le istituzioni o il mondo del lavoro. Il disegno di legge del governo regolamenterà i patti patrimoniali che i conviventi stipuleranno tra di loro. Davanti a un notaio e quindi per iscritto, ma anche verbalmente di fronte a testimoni. "I quadri, i mobili, ma anche le azioni... sono tuoi". Oppure: "Stabilisco sin d'ora un assegno di mantenimento per te, di destinarti il diritto di locazione...". Tutele inesistenti finora, o almeno lasciate alla discrezionalità del giudice. Non sempre gli accordi tra i conviventi sono convalidati dai magistrati anche se è pressoché scomparsa la motivazione con cui fino a qualche anno fa li si cassava: perché sarebbero andati a remunerare la prestazione sessuale. E quindi, i "contratti" forniscono un corrimano sicuro su alcune questioni. Anche se rappresentano una strada parallela rispetto alle proposte di legge ferme in Parlamento sul riconoscimento delle unioni di fatto. Né si entra nel merito della questione dei registri civili per i conviventi. Attualmente alcuni Comuni hanno deliberato l'istituzione di registri per le unioni di fatto. Fece da apripista Empoli nel 1993, e altri ne hanno seguito l'esempio che ha soprattutto il valore di un segnale. Alcuni diritti fino a qualche anno fa esclusivo appannaggio di chi è coniugato, le coppie di fatto se li sono visti riconoscere dopo sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione. Esempio? Il partner può succedere al contratto d'affitto se il titolare del contratto muore. Ma non ha alcun diritto di mantenimento in caso di rottura della convivenza. Dagli uffici legislativi dei ministeri competenti ci tengono a far sapere che la legge non va a confliggere con l' istituto del matrimonio, che mira a rendere validi i patti tra privati conviventi. E in Italia i conviventi sono un milione, ma secondo dati Istat tre milioni hanno sperimentato la convivenza. Sono coppie eterosessuali che decidono di non sposarsi; divorziati o separati; coppie omosessuali a cui l'Italia vieta l'unione civile. Già quando il ddl sui contratti di convivenza iniziò il suo iter, i cattolici levarono gli scudi. La navigazione si annuncia travagliata. Questo articolo ha ricevuto 153 visite.
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