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| Berlino, "sì" alle unioni gay la Chiesa promette battaglia |
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| Pubblichiamo la rassegna stampa sull'approvazione della legge per i diritti delle coppie gay e lesbiche in Germania. Repubblica, Corriere, Stama, Resto del Carlino di sabato 11 novembre 2000 |
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| Sabato 11 Novembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
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La Repubblica dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - Alba della libertà per i gay in Germania. Con i voti della maggioranza Spd-Verdi, il Bundestag ha approvato ieri la legge voluta dagli ecologisti che conferisce pari dignità alle coppie omosessuali e lesbiche, consente loro di registrare l'unione davanti agli ufficiali di Stato civile, garantisce loro gli stessi diritti degli eterosessuali quanto a tasse, eredità, diritti alla previdenza e all'insieme del welfare, diritto alla coesione familiare in caso un coniuge sia straniero. Dopo la cittadinanza aperta agli stranieri, la riforma fiscale, l'addio al nucleare, Schroeder vara con successo un'altra modernizzazione del costume e della cultura della prima potenza europea. "E' uno scandalo, è una legge estranea alla nostra cultura", tuona l'opposizione cristiano-conservatrice, e promette ricorso alla Corte costituzionale e ostruzionismo al Bundesrat, la Camera delle Regioni. "I cristiani non possono accettarla", grida la Chiesa cattolica. Ma per omosessuali e lesbiche della Berliner Republik questo freddo venerdì di novembre è stato un giorno di festa: dopo secoli di oppressione e di oscurantismo, assaporano la grande vittoria. "Proprio il giorno dopo il grande corteo della maggioranza per bene dei tedeschi contro la barbarie neonazista", sottolineano al Lesben und Schwulenverband, la più influente associazione per i diritti dei gay. Cominceranno già da lunedì, adesso, a mettersi in fila davanti ai pubblici uffici per chiedere la pubblicazione dell'annuncio della loro unione e la loro registrazione come Lebenspartnerschaft, coppia per una vita. Molti di loro cominciarono a lottare sull'onda del '68, e solo nel 1994 ottennero la cancellazione dai codici dei mostruosi articoli di legge risalenti al Kaiser o a Hitler che contemplavano la punibilità penale dell'omosessualità come reato contro la persona. C'è stato chi - come alti ufficiali della Bundeswehr, o come il giudice costituzionale Manfred Bruns - ha dovuto rinunciare alla carriera, perché denunciato ed emarginato come "anormale". E molti di loro si sono battuti per la pari dignità riuscendo a diventare ricchi e famosi nella tv e nello spettacolo, e dichiarando la loro condizione: da Alfred Biolek, forse il più bravo conduttore tedesco, al defunto regista Rainer Werner Fassbinder, da Ulrike Folkerts, commissario in un telegiallo, al cantante folk Patrick Lindner, che dopo una lunga battaglia insieme al suo compagno ha potuto adottare un bimbo orfano. Sono realtà sataniche, tuona l'ala conservatrice del clero cattolico, con le spalle coperte dalla Curia. La riforma è anticostituzionale, insiste l'opposizione cdu-csu. No, anticostituzionali sono le discriminazioni, ha replicato parlando nell'aula del Reichstag il ministro della Giustizia, signora Herta Daeubler-Gmelin (Spd): "Una società moderna deve rispettare forme di vita e convivenza diverse e promuovere le relazioni durature". Ha incalzato Kerstin Mueller dei Verdi: "Di cosa vi scandalizzate mai? Paesi che confinano con il nostro hanno già adottato leggi simili, e non mi risulta che a casa loro la civiltà cristiana e occidentale sia crollata". La legge è scritta in modo da ridurre al minimo il rischio di una bocciatura al Bundesrat. Una parte di essa è infatti formulata in modo da esentarla dall'esame della seconda Camera. Ecco cosa prevede: 1) Le autorità competenti sono chiamate a registrare le unioni gay secondo il nuovo istituto della eingetragene Partnerschaft, la convivenza di coppia per scelta dichiarata d'amore, ogni volta che una coppia lo richieda. 2) Le coppie gay hanno il diritto a un unico nome di famiglia come quelle etero. 3) I (o le) partner hanno il dovere di aiuto e sostegno reciproco come marito e moglie. 4) L'unione dà diritto ai vantaggi degli sposati nella ricerca della casa. 5) L'unione è equiparata a un matrimonio per il diritto dell'eredità e per il diritto alle prestazioni del welfare. La parte della legge che dovrà essere sottoposta al Bundesrat proclama l'uguaglianza delle coppie gay con quelle etero anche rispetto al diritto fiscale (in Germania chi è sposato con partner a carico paga molta meno irpef di un single), alle tasse sulle eredità, ai diritti a lavorare nei pubblici uffici.
"Ora potremo vivere il futuro senza paura"
Il leader dell'associazione omosex
-------------------------------------------------------------------------------- BERLINO (a.t) - Michael Schmidt, consulente aziendale e imprenditore, leader dell'associazione degli omosessuali tedeschi, cosa significa per lei questa legge? "E' un giorno storico, per il movimento, per l'uguaglianza dei diritti, e anche per ognuno di noi personalmente". A cosa pensa quando parla di motivi personali? "Ora il mio partner e io possiamo realisticamente pensare di sposarci. Grazie a questa legge l'idea di un matrimonio diventa per noi simile a quel che è per gli etero: speranze, preoccupazioni, progetti comuni, eredità. Il modo di pensare insieme al futuro diventa a pari dignità. E questa svolta arriva all'indomani della grande manifestazione antinazista di Berlino: sul piano emozionale ciò è grande". Fino ad oggi, Lei e il suo compagno come avete vissuto la mancanza di questa legge? "In tempi remoti con paure: solo dal 1994 essere omosessuali da noi è ufficialmente depenalizzato. Poi con il senso di emarginazione, e con paure terribili, di cui ora questa legge rossoverde ci libererà, se tutto andrà bene in porto". Quali paure? "Un anno fa, ad esempio, fui ricoverato a lungo in terapia intensiva dopo un grave incidente. Invano il mio compagno chiese di venirmi a trovare: non gli venne riconosciuto il diritto dei familiari a entrare nei reparti speciali degli ospedali. Furono giorni terribili: temevamo di non vederci più, di non poterci nemmeno dire addio con le parole né con lo sguardo, se io fossi peggiorato". E adesso? "Adesso non solo pensiamo a un matrimonio, ma anche a fondare un'azienda insieme, secondo il diritto delle imprese familiari che la nuova legge estende ai gay".
Il Resto del Carlino
Il parlamento tedesco approva i 'matrimoni' fra gay Giornata storica per i diritti degli omosessuali: passa al Budestag la legge sulle unioni omosessuali
BERLINO, 10 NOVEMBRE - Il parlamento tedesco ha varato la legge che introduce in Germania il 'matrimonio omosex', e l'associazione che riunisce gay e lesbiche - insieme ai Verdi, il partito maggiormente impegnato per l'adozione del provvedimento - ha subito parlato di una 'giornata storica'.
La legge approvata dal Bundestag parla in effetti di 'convivenza registrata'à (Eingetragene Lebenspartnerschaft) fra coppie omosessuali, evitando il termine 'matrimonio' (Ehe), del quale tuttavia riproduce in massima parte il sistema di diritti e doveri fra le due parti. L'obiettivo primo, hanno detto i promotori, è quello di abolire le discriminazioni delle coppie fra persone dello stesso sesso, conferendo una cornice giuridica alla loro relazione.
«È una giornata storica», ha detto un rappresentante dell'Associazione degli omosessuali tedeschi (Lsvd), mentre le opposizioni conservatrici hanno condannato il provvedimento, annunciando battaglia al Bundesrat, la Camera alta delle Regioni che si pronuncerà prossimamente sulla legge. E la Baviera - il ricco Land meridionale dominato dalla Csu (unione cristiano sociale)- ha già annunciato per bocca del ministro della Giustizia Manfred Weiss il suo voto contrario.
«Questa legge è anticostituzionale e contro la nostra cultura», ha tuonato il deputato Csu Norbert Geis, che ha ricordato come in passato anche il ministro dell'Interno federale avesse espresso dubbi di costituzionalità. Al voto del Bundesrat verrà sottoposta la parte fiscale e tributaria del testo di legge, relativa fra l'altro a contributi e aiuti sociali, mentre lo statuto generale che enuncia i principi fondamentali del provvedimento è già definitivo.
In base ad esso, le coppie di gay e lesbiche potranno unirsi dinanzi a un ufficiale dello stato civile, e come nel caso del matrimonio tradizionale ognuno dei due partner si impegna a sostenere l'altro. Sarà possibile inoltre per i partner prendere il cognome dell'altro o optare per un doppio cognome. Le coppie omosessuali beneficeranno dei medesimi vantaggi dei matrimoni tradizionali per ciò che concerne eredità, donazioni, trasmissione di proprietà, disoccupazione e casse malattia.
È prevista la separazione, che si farà dinanzi a un tribunale, con la possibilità di percepire un'eventuale pensione. «Si tratta di un giorno storico per i gay, per le lesbiche, per i loro genitori e amici», ha detto la capogruppo verde Kertsin Mueller, secondo la quale «finalmente è finita la discriminazione». Il provvedimento è stato difeso dal ministro della Giustitia Herta Daeubler-Gmelin (Spd), che ha respinto le accuse di incostituzionalità. La convivenza omosex, ha detto, non copia il matrimonio, ma si pone come una istituzione autonoma nel campo del diritto di famiglia.
La Stampa
L’arcivescovo di Colonia: si distruggono i valori della società Berlino, passata la legge dei diritti alle coppie gay BERLINO Il Bundestag ha varato la legge che legalizza le unioni gay e le equipara in pratica al matrimonio eterosessuale. Ricorrendo ad un artificio legislativo per evitare il blocco della legge al Bundesrat, dove non ha la maggioranza, il governo rosso-verde ha diviso in due il pacchetto normativo, delegando alla Camera Alta dei Laender di decidere solo sui problemi relativi al diritto fiscale, alla richiesta della «Sozialhilfe», il sussidio di sussistenza, al contributo per il pagamento dell’affitto per gli indigenti e al diritto di un partner gay di godere privilegi derivanti dall'unione con un funzionario dello Stato, come la pensione di reversibilità. La norma che sta per essere approvata dall'assemblea legislativa prescrive che le coppie gay «possono farsi registrare presso le autorità competenti», senza tuttavia precisare quali. Ciò viene demandato ai Laender, anche se risulterà inevitabile che siano gli uffici di Stato civile a registrare i matrimoni omosessuali che, pur non venendo chiamati così, di fatto lo sono. Sono questi uffici, infatti, gli unici in grado di verificare se i partner gay non risultano già sposati. L'approvazione della legge da parte del Bundestag sancisce l'equiparazione con il matrimonio eterosessuale in materia di eredità, di diritto all'assistenza sanitaria e di diritto di tutela dei minori. Ripercussioni notevoli avrà la legge per quanto riguarda gli stranieri. Un partner straniero in una coppia omosessuale «registrata» potrà chiedere ed ottenere la residenza in Germania. Critico il Cardinale arcivescovo di Colonia, Joachim Meisner che sulla «Bild» scrive: «le unioni omosessuali vengono equiparate al matrimonio. Il governo tedesco partecipa alla distruzione dei già vacillanti valori fondamentali della nostra società», scrive l'alto prelato. Il Correre della Sera
I cristiano-democratici: è incostituzionale
La Germania approva la legge sui matrimoni tra omosessuali
La «convivenza registrata» equiparata alle nozze
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO - Sono stati moralmente risarciti, proprio nella città che li osannò negli Anni Venti, prima di discriminarli con una stella rosa al braccio e poi perseguitarli, fino all’annientamento fisico nei lager nazisti. Da ieri, in Germania, la legge riconosce e concede pieni diritti alle coppie omosessuali. Il Bundestag, la Camera bassa del Parlamento tedesco, ha approvato il disegno di legge del governo rosso- verde sulla «Eingetragene Lebenspartnerschaft», la convivenza registrata, che dal 1° gennaio prossimo permetterà alle coppie lesbiche e gay di celebrare la loro unione davanti all’ufficiale di Stato civile, esattamente come un matrimonio tra persone di sesso diverso. «Un giorno storico per gli omosessuali, le loro famiglie e i loro amici», ha commentato la presidente dei deputati Verdi, Kerstin Mueller, che ha guidato la lunga battaglia degli ecologisti per imporre la storica legge, anche di fronte ad alcune riserve di una parte degli alleati socialdemocratici. Di una «legge contraria alla nostra cultura» ha parlato invece Norbert Geis, parlamentare della Csu bavarese, che ha già annunciato un probabile ricorso alla Corte Costituzionale di Karlsruhe. Lo scorno della Cdu-Csu è tanto più grande in quanto, per evitarne la scontata opposizione al Bundesrat, la Camera delle regioni dove i rosso-verdi sono in minoranza, il governo ha diviso il provvedimento in due parti distinte: di queste, soltanto una dovrà ancora superare l’esame dei delegati dei Laender, mentre l’altra è già acquisita ed entrerà in vigore dal prossimo anno. Così, fra le altre cose, viene assicurato ai cosiddetti «conviventi registrati» il diritto a sposarsi e a portare lo stesso cognome, viene stabilito il loro dovere al reciproco mantenimento, mentre le coppie omosessuali vengono riconosciute come tali, anche nel caso uno dei partner sia straniero, nelle eredità e nella stipulazione di contratti d’affitto e di polizze di assicurazione sulla vita e sulle malattie. La parte che dovrà passare il test del Bundesrat riguarda invece il riconoscimento del «matrimonio omosessuale» in materia fiscale, a cominciare dalle tasse sull’eredità e sul reddito, nonché dei diritti economici e sociali dei partner di funzionari statali, sia di quelli impegnati in Germania che quelli in servizio all’estero, come diplomatici e assistenti allo sviluppo. La Csu bavarese ha già annunciato il suo voto contrario. Ma non è detto che il provvedimento non possa superare l’esame dei Laender, sia pure al prezzo di qualche rimaneggiamento. Il punto centrale dell’opposizione cristiano-democratica, in questo d’accordo con i liberali della Fdp, è che la nuova legge rende di fatto la «convivenza registrata» identica in tutto e per tutto al matrimonio eterosessuale, che invece, secondo la Cdu-Csu, sarebbe specialmente protetto dalla Costituzione federale. Ma, come ha detto la ministra della Giustizia, la socialdemocratica Herta Daeubler-Gmelin, nel dibattito al Reichstag, «la convivenza registrata rappresenta un istituto nuovo e originale nel diritto di famiglia». Si trattava piuttosto, ha aggiunto la Daeubler-Gmelin, di «eliminare una discriminazione, formalizzare il rispetto per altre forme di vita e facilitare relazioni personali di lunga durata». Per Volker Beck, deputato verde e omosessuale dichiarato, uno degli iniziatori della legge, «da oggi, in Germania, lesbiche e gay non sono più cittadini di seconda classe».
Paolo Valentino Questo articolo ha ricevuto 130 visite.
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