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| Patti di convivenza. L'ARCIGAY: bene gli accordi di convivenza, ma non si dimentichino le Unioni Civili. |
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| Intervengono anche i gay DS. Riportiamo le notizie d'agenzia |
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| Sabato 02 Settembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
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L'ARCIGAY
Il Ministro Belillo ha spezzato una nuova lancia in favore dei diritti dei cittadini, delle libertà individuali, della laicità dello Stato. Il disegno di legge sugli "accordi di convivenza" rappresenterà, se approvato dal governo e, quindi, dal Parlamento, il risveglio di un letargo pluridecennale della politica italiana sul tema delle coppie di fatto. La possibilità di una volontaria autoregolamentazione dei reciproci rapporti di convivenza allieverebbe, infatti, alcuni dei disagi in cui oggi si trovano le coppie non sposate. Come associazione in prima fila da anni per la promozione dei diritti delle coppie di fatto, accogliamo con soddisfazione la ripresa del dibattito su questo tema.
Contemporaneamente, invitiamo a tenere ben distinta questa proposta dai progetti di legge sulle Unioni civili e sulle Unioni affettive già presenti dei due rami del Parlamento. Il giusto ed auspicabile riconoscimento della validità di accordi privati fra partner, previsto dal ddl del Ministero per le Pari Opportunità, lascia inalterata l'urgenza di inserire nel nostro ordinamento legislativo un istituto che dia riconoscimento pubblico, legittimità giuridica e piena dignità sociale alle centinaia di migliaia di coppie gay e lesbiche a cui è proibita da una legislazione ingiusta ed eterosessista la regolarizzazione della loro unione. Si discuta, quindi, di accordi privati, ma si dia anche attuazione alla Risoluzione del parlamento europeo che, il 17 marzo scorso, ha sollecitato, per l'ennesima volta, gli Stati membri ad "adeguare le proprie legislazioni per introdurre la convivenza registrata tra persone dello stesso sesso riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri vigenti per le convivenze registrate uomo-donna".
Sergio Lo Giudice Presidente Nazionale Arcigay
COPPIE DI FATTO: MANCUSO (DS), PROGETTO BELLILLO PRIMO PASSO
AGI) - Roma, 1 set. - "Il progetto del Ministro Bellillo sul riconoscimento di alcuni diritti per le coppie di fatto e' un primo importante passo verso una piena tutela delle liberta' individuali. Insieme a questo progetto bisogna che le leggi depositate in Parlamento sulle unioni civili, che trattano tutte le norme di riconoscimento delle coppie, siano finalmente discusse". Lo afferma Aurelio Mancuso, portavoce nazionale del coordinamento degli omosessuali DS.
COPPIE DI FATTO: MUSSOLINI, NON C'E' BISOGNO DI DDL BELLILLO
(ANSA) - ROMA, 1 SET - Per gli accordi di convivenza non c'e' bisogno di una legge: se una coppia, anche dello stesso sesso, ha voglia di mettere nero su bianco le regole del loro stare insieme lo puo' gia' fare, ''non c'e' bisogno della legge Bellillo. Questa e' solo politica degli annunci''. La deputata di An Alessandra Mussolini si dice d'accordo sul principio del ddl relativo agli accordi di convivenza (''contestarlo sarebbe una violazione della liberta' personale'') su cui sta lavorando il ministro per le pari opportunita' Katia Bellillo (e' stato inviato per il concerto al collega Fassino e potrebbe essere esaminato in uno dei prossimi Consigli dei ministri), ma critica sia il suo contenuto, sia l' opportunita' politica. Il ministro Bellillo - in un' intervista a Repubblica - oggi ha ribadito che la sua ipotesi di accordo vale anche per i gay (''Se i conviventi sono dello stesso sesso o hanno o meno rapporti sessuali non e' argomento che puo' interessare uno stato laico). E' una ''legge trasparente, non ideologica - ha aggiunto il ministro - che ha come obiettivo quello di risolvere il problema di quel milione di conviventi in Italia. Questi contratti non hanno nulla a che spartire con l'istituto del matrimonio''. ''Non credo che andra' avanti questo provvedimento - ha sottolineato Mussolini -, ormai il governo sta facendo la politica degli annunci. Si sta muovendo nel sociale, ma sta arrancando. E poi, qualora fosse approvato dal governo, non potra' arrivare all' approvazione finale delle camere''. Di fatto inoltre - si chiede la parlamentare - a cosa serve una legge sugli accordi di convivenza? ''Se c'e' la volonta' - dice - di chiarire il rapporto, due persone possono farlo anche oggi. Non serve il testo Bellillo''. E poi - conclude Mussolini - ''il ministro dice che 'in questo Stato c'e' troppa Chiesa' io rispondo che ci sono troppi comunisti come lei''. Per Aurelio Mancuso, portavoce del Coordinamento degli omoessuali dei Ds, il progetto del ministro Bellillo ''e' un primo passo verso una piena tutela delle liberta' individuali. Insieme a questo progetto bisogna che le leggi depositate in Parlamento sulle unioni civili, che trattano tutte le norme di riconoscimento delle coppie, siano finalmente discusse''.
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