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| Patti chiari, convivenza lunga. La ministra Bellillo spiega il ddl sugli accordi di coppia: "E' uno strumento a disposizione di tutti" |
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| Amici, amanti, parenti, di qualsiasi sesso siano. Coppie di fatto non necessariamente nella vita sentimentale, ma in quella domestica. Dal manifesto di sabato 2 settembre 2000 |
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| Lunedì 04 Settembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
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MICAELA BONGI
Amici, amanti, parenti, di qualsiasi sesso siano. Coppie di fatto non necessariamente nella vita sentimentale, ma in quella domestica. Il ddl del governo sugli accordi di convivenza che, ereditato da Laura Balbo, l'attuale ministra per le pari opportunità Katia Bellillo intende portare avanti (in consiglio dei ministri arriverà tra due settimane) è cosa diversa dai Pacs francesi e dai progetti sulle unioni civili e sulle unioni affettive già depositati in parlamento. Non ha "nulla a che vedere con l'istituto matrimoniale", sottolinea poi la ministra del Pdci. Ispirati al diritto leggero, i cinque articoli di cui si compone il disegno di legge regolano i patti patrimoniali come le donazioni tra conviventi, gli assegni di mantenimento, il diritto di locazione in caso di separazione, la divisione dei beni, le disposizioni testamentarie relative al Tfr o alle assicurazioni. L'accordo può essere siglato davanti a un notaio ma è valido anche se pronunciato di fronte a un testimone. Un altro punto del ddl riguarda le decisioni relative alle cure del convivente e in generale la salute. "Si gettano le basi per il riconoscimento e la tutela di quelle coppie non regolarmente sposate ma che scelgono di vivere insieme indipendentemente dal sesso o dal legame affettivo", commenta con soddisfazione Imma Battaglia, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Soddisfatto anche Aurelio Mancuso, portavoce del coordinamento omosessuali dei Ds, e soddisfatta l'Arcigay, che pure, come Mancuso, invita a non dimenticare le proposte sulle unioni civili. Ma perché il ministero delle pari opportunità ha invece voluto privilegiare questa strada? Sostiene Katia Bellillo: "Abbiamo cercato, senza fare troppe domande e senza imporre etichette o ricette, di creare uno strumento che sia a disposizione di due o più persone per risolvere i problemi che possono derivare dal vivere insieme. Come gestire i mobili, i quadri... In Italia - continua Bellillo - un milione di persone conviventi non dispone di questi strumenti. E' una proposta leggera che non entra nel merito di quello che fanno le persone nei loro letti. Mi auguro che non ci siano, come sempre accade in questo paese quando si tratta di diritti, crociate o guerre di religione". Accordi di questo tipo sono molto diffusi negli Stati uniti, spiega ancora la ministra, sottolineando che si tratta di procedure non coercitiva ma che può attivare chi vuole: "Non si invade la sfera del privato. Mi auguro che finalmente il centrosinistra sappia cogliere il valore della libertà non solo a parole". La ministra popolare Patrizia Toia già aveva minacciato tuoni e fulmini contro questo disegno di legge, che non sembra avvicere particolarmente nemmeno la sinistra (praticamente la Bellillo si è confrontata solo con Alessandra Mussolini). Ma, appunto, la discussione riguarda anche quale sia la strada migliore da seguire per arrivare al riconoscimento delle coppie di fatto: "Questa mi sembrava la più corretta - insiste Katia Bellillo - Quando si tratta di amore sono contraria a qualsiasi contratto. Se vogliamo sono più a sinistra di tutti. La sinistra dovrebbe riflettere: non bisogna fare in modo speculare quello che dall'altra parte fanno i cattolici". Al ddl manca ancora la firma del guardasigilli, ma la scorsa settimana il ministro Piero Fassino ha raggiunto con la ministra Bellillo un accordo per dargli il via libera, dopo alcuni rinvii. Certo, difficilmente il progetto troverà accesso in parlamento, nonostante tra l'altro sia ritenuto anche una strada più facile di quella delle unioni civili. Comunque, le possibilità di vederlo approvare sono tutt'altro che elevate. Ma per il momento l'obiettivo di chi sostiene questa proposta è quello di vederla licenziare dal consiglio dei ministri. Questo articolo ha ricevuto 128 visite.
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