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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Ferrara approva il registro delle Unioni Civili. L'arcivescovo Caffarra:
Ferrara approva il registro delle Unioni Civili. L'arcivescovo Caffarra: "ci siamo alleati con la morte".
Lunedì 23 dicembre il Consiglio Comunale di Ferrara ha approvato il registro delle Unioni Civili. La mozione era stata presentata dal Verde Alberto Ronchi ed è stata approvata a grande maggioranza (22 contro 10 e un astenuto) Pubblichiamo il testo della mozione e l'intervento dell'arcivescovo.
Giovedì 17 Dicembre 1998
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA



PREMESSO



che il fenomeno delle "unioni civili" o "unioni di fatto" trova un sicuro fondamento costituzionale negli articoli 1, 3 e 29 della Costituzione in quanto l'unione civile non si pone in contrasto con la famiglia così come riconosciuta e garantita dalla Costituzione all'art, 29. Posto che la “Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" e pertanto, nel riconoscere e sottolineare il valore e l'importanza della famiglia, non esclude all'evidenza il sorgere o l'esistenza d'atti e formazioni sociali (previste e tutelate dall'art. 3 della Costituzione) le cui finalità siano ritenute meritevoli di tutela e non contrastanti con i principi costituzionali;



CONSIDERATO



che già da tempo è stato ritenuto che l'ambito di operatività e quindi di riconoscimento e tutela costituzionale dell'art. 2 della Costituzione si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto dal momento che, come rilevato dieci anni orsono dalla Corte Costituzionale "un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare anche a sommaria indagine costituzionalmente irrilevante quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali e alle conseguenti intrinseche manifestazioni solidaristiche (art 2 Cost.) (2 Corte Cost. 18/11/1986 n. 237);



CONSIDERATO, ALTRESI,



che ancorché la creazione di un nuovo status personale non può certamente che spettare al legislatore statale, deve riconoscersi al Comune, in proposito, la possibilità di operare in materia nell'ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale e per le finalità ad esso assegnate dall'ordinamento;



RILEVATO, PERTANTO



che fermi restando i registri previsti dalla legge e dal regolamento anagrafico, il Comune possa istituire uno o più elenchi per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell'anagrafe organizzati secondo dati ed elementi obbligatoriamente contenuti nei pubblici registri anagrafici;



CONSIDERATO, PERTANTO,



che l'iscrizione in tali elenchi Particolari non viene affatto ad assumere carattere costitutivo di status ulteriori e quindi riconoscimento di poteri o doveri giuridici diversi da quelli già riconosciuti dall'ordinamento agli stessi soggetti, ma solo un effetto di pubblicità ai fini ed agli scopi che l'Amministrazione comunale ritiene meritevoli di tutela



RITENUTA, PERTANTO,



l'opportunità per i motivi innanzi espressi di disporre la tenuta, presso un apposito ufficio, di un elenco dove iscrivere, seguendo la distinzione operata dalla legge, le persone legate da vincoli non “legali”

(matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela) ma solamente da "vincoli affettivi";



ESSENDO, STATO,



detto elenco già approvato nei Comuni di Pisa, Empoli, Firenze, Voghera, Reggio Emilia e in discussione a Torino, Roma, Napoli e Bologna



IMPEGNA LA GIUNTA



- per le motivazioni esposte in premessa ad al fine di conseguire il pieno sviluppo della persona umana ad istituire un elenco delle unioni civili presso un apposito Ufficio Comunale, individuato entro 30 giorni dalla data di esecutività della corrispondente deliberazione di Giunta;



- a dare atto che l'elenco sopracitato non ha alcune relazione o interferenza con i registri anagrafici e di stato civile o alcune connessione con l'ordinamento anagrafico o di stato civile;



- a fissare i seguenti criteri ai quali la Giunta medesima dovrà attenersi nel regolare la tenuta dell'elenco;



- l'iscrizione nell'elenco può essere chiesta da:



- due persone non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, ma da vincoli affettivi, coabitanti da almeno un anno aventi dimora abituale nel Comune di Ferrara,



- due persone coabitanti da almeno un anno per motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale ed aventi dimora abituale nel Comune di Ferrara;



- le iscrizioni nell'elenco avvengono solamente sulla base di una domanda presentata congiuntamente dagli interessati all'ufficio comunale competente e corredata della documentazione relativa alla sussistenza dei requisiti sopra indicati;



- di venire meno della situazione di coabitazione e di dimora abituale nel Comune di Ferrara o della reciproca assistenza morale c/o materiale produce la cancellazione d'ufficio dall'elenco, la quale avviene altresì dietro richiesta di uno o di entrambe la persone interessate;



- per i fini consentiti dalla legge ed a richiesta degli interessati, l'Ufficio Comunale competente attesta l'iscrizione nell'elenco.



Alberto Ronchi Capogruppo Verdi Consiglio Comunale



A favore 22 consiglieri di maggioranza (DS, Verdi, Rifondazione)

Contro 10 consiglieri (PP, Forza Italia, AN, CCD)

1 astenuto



L’Osservatore Romano

Giovedì 17 dicembre 1998



«Unioni di fatto" l'arcivescovo Carlo Caffarra sull'Ordine dei giorno approvato dal Consiglio Comunale di Ferrara



Un invito a ragionare



Pubblichiamo un intervento dell'Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Carlo Caffarra in merito all'Ordine del approvato dal consiglio comunale di Ferrara che preveda l'istituzione di un registro delle «unioni di fatto».



Ho letto attentamente l'Ordine del giorno presentato dal Capogruppo dei Verdi al Consiglio Comunale di Ferrara e dal medesimo Consiglio approvato. Richiamo l'attenzione di ogni ferrarese su un fatto gravissimo, al di la di una apparentemente poco significativa istituzione di un registro pubblico. Non è una questione fra credenti e non credenti, fra progressisti ed integralisti od altre distinzioni del genere: è semplicemente una questione umana. Ed il mio vuole essere semplicemente un invito a ragionare. La progressiva equiparazione giuridica fra matrimonio e convivenze omosessuali, di cui l'istituzione dei registri è un primo passo, costituisce, una scelta contraria al bene comune della nostra società. Per una ragione assai semplice. L'eterosessualità coniugale non è un modo di esercitare la propria sessualità da considerare alla stessa stregua dell'omosessualità. Essa è la naturale e giusta modalità per generare le persone umane ed assicurare loro una conveniente educazione, garantendo così la continuità di una società. La non equiparabilità si basa su un interesse pubblico: proteggere la trasmissione della vita. Mi aspetto che questa mie parole saranno subito stravolte, attribuendo loro un significato che non hanno, quasi di intolleranza civile verso le coppie omosessuali.

Prescindendo in questo contesto da ogni considerazione etica, il problema è un altro: la coppia omosessuale e non deve essere né legittimata pubblicamente, né punita dallo Stato. Deve essere semplicemente ignorata dalle leggi civili, poiché la convivenza omosessuale non è un valore o un interesse generale.

D'altra parte, il riconoscimento delle coppie omosessuali cambia completamente la definizione stessa legale di matrimonio, del matrimonio Intendo dire fra partner di diverso sesso. Riconoscendo infatti le coppie omosessuali, il matrimonio diventa un’istituzione che, nella sua essenza pubblicamente riconosciuta, non avrebbe più nulla a che vedere colla

procreazione ed educazione dell'uomo, e sono I fatti collegati all’eterosessualità.

Il richiamo alla Costituzione funziona qui come i “uno specchietto per le allodole». Essa infatti non considera la famiglia «fondata sul matrimonio” come una delle tante formazioni sociali. La famiglia nella nostra carta costituzionale go-de di un vero e proprio privilegio per la sua particolare rilevanza sociale, per la sua precedenza rispetto allo Stato, soprattutto, per la sua insostituibile funzione di servizio all'uomo. E’ questo trattamento costituzionale che impedisce equiparazioni dei genere.

Voler riconoscere dignità legale alle coppie omosessuali significa dire che il nostro futuro non ci interessa più, che non abbiamo più speranza; che ci siamo alleati con la morte, La nostra civiltà ha bisogno di ben altri segni e dì ben altri messaggi da parte di chi ci amministra.

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