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| Bologna, "Unioni Affettive", i popolari minacciano di uscire dalla maggioranza di centrosinistra se passa l'odg in Consiglio Comunale. |
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| Il Ppi: "Quelle non sono famiglie e non si possono equiparare al matrimonio". Di seguito pubblichiamo l'articolo di Repubblica, cronaca di Bologna. |
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| Lunedì 18 Gennaio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Da “La Repubblica” di Bologna di lunedì 18 gennaio 1999
“Unioni Civili, Ulivo diviso”
“Il Ppi dice: “Lasciamo la maggioranza”
BUFERA a palazzo sulle unioni civili, quindi anche delle coppie gay. Tema in discussione nel consiglio comunale dì oggi (due gli ordini del giorno presentati). Il capogruppo della Quercia Carlo Castelli attacca la giunta e il popolare Paolo Mengoli minaccia di uscire dalla maggioranza. 1 due sono insoddisfatti della «mediazione» del vicesindaco Luigi Pedrazzi, sabato in commissione, che ha trasformato le unioni civili in “unioni per affetto” senza valore giuridico ma solo anagrafico. Il Polo ritiene che l'escamotage serva solo a far rientrare dalla finestra ciò che non è passato dalla porta: le unioni tra persone dello stesso sesso. Dibattito non nuovo, ma sempre esplosivo, che in tanti nel centrosinistra preferirebbero evitare. Lo fa capire Castelli: «Non vedo il bisogno di tornare in aula - dice - per le unioni d'affetto bastava che il dirigente responsabile del settore firmasse la delibera, essendo un atto prettamente amministrativo, senza ulteriori passaggi». Ma non sarà così, proprio oggi infatti il caso torna alla ribalta. Mentre il capogruppo vorrebbe evitare l'aula due consiglieri diessini - Zanotti e Malagrinò - hanno firmato un OdG insieme a Verdi e Rifondazione proprio per tornare sull'argomento (il secondo OdG è di Alleanza nazionale). Tutto sembrava essersi risolto sabato in commissione, quando Pedrazzi per mettere tutti d'accordo ha riesumato una normativa che parla di «unioni d'affetto», una sorta di certificazione solo anagrafica che figurerebbe in qualche modo a arte (senza però valore giuridico). Cavilli che sembravano aver sopito i malumori di Mengoli. Invece ieri il consigliere Ppi ha detto di essere pronto a salutare la maggioranza di centrosinistra. «Non capisco cosa siano le unioni d’affetto - dice - mi sembra una trovata che non avrà alcun beneficio amministrativo per queste persone, ne per l'assegnazione di alloggi pubblici, né per l'aspetto sociosanitario. Dunque, di cosa sta parlando Pedrazzi? Se, passa l’OdG della sinistra esco dalla maggioranza». La sfuriata di Mengoli costringe Castelli a definire il vicesindaco «incauto» perché «nessun compromesso tra Verdi e Popolari è stato su questo punto raggiunto». «Vendi e diessini sono d'accordo -dice - Mengoli no. Non contesto l’idea in sé delle “unioni d'affetto”, ma il significato che si vuol dare a questa scelta che, ripeto, ha solo un valore amministrativo». (a.ch.) Questo articolo ha ricevuto 149 visite.
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