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| Dalla Danimarca alla Francia, viaggio nell'Europa delle unioni civili. Da Liberal |
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| E DA NOI? NOZZE RIMANDATE...... |
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| Mercoledì 20 Gennaio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Dalla Danimarca alla Francia, viaggio nell’Europa delle unioni civili
E DA NOI? NOZZE RIMANDATE......
Di Chiara Lico
Matrimoni gay? In Italia questo interrogativo e’ coperto da un pesante sipario che si alza solo quando e’ la cronaca a fare da motore. Nel resto d’Europa - e anche oltreoceano - la pressante richiesta delle comunita’ omosessuali e’ gia’ stata ascoltata da un pezzo. Leggi sulle unioni civili sono presenti infatti in Danimarca (dal 1 ottobre 1989) in
Norvegia ( dal 1 agosto 1993) in Svezia (dal 1 gennaio 1995), in Groenlandia (dall’agosto del 1995), in Ungheria (dal 21 maggio 1996),in Islanda (dal 27 giugno 1996) e in Olanda (dal 1 giugno 1998), mentre sono in corso di analisi parlamentare quelle proposte in Finlandia, Portogallo, Germania, Lussemburgo, Belgio, Spagna, Francia e nella
repubblica Ceca. Sembra invece che in Italia persone come Alessio e Giorgio, di cui ometteremo i cognomi, che vivono assieme da otto anni nella attesa di poter ufficializzare civilmente a loro unione, siano costrette a una attesa dall’incerta scadenza. Risale infatti allo scorso
12 marzo l’ultima proposta di legge avanzata dalla Camera, nella quale all’articolo 1, relativo alle unioni omosessuali, si chiede il riconoscimento dell’unione fra due persone di maggiore eta’, dello stesso sesso, legate da vincoli affettivi, di solidarieta’ e di reciproca assistenza, morale e materiale. Ancora lontano dall’essere un punto di partenza, questo traguardo rappresenterebbe in realta’ il punto di arrivo di un percorso alla cui base dovrebbero esservi tolleranza e atteggiamenti non discriminatori. Non a caso l’articolo 8 del disegno di
legge relativo all’educazione sessuale prevede che “nelle scuole di ogni ordine e grado sa vietata ogni manifestazione di intolleranza, dileggio, disprezzo, discriminazione o colpevolizzazione che possa risultare
traumatica o che sia in grado di turbare lo sviluppo di scolari o studenti omosessuali”.
Ma se e’ vero, come affermava Mario Mieli, che “qualunque autentica trasformazione rappresenta in ogni modo una vera e propria rivoluzione”, cio’ per cui si sta lavorando e’
davvero una “critica alla maschilita’ egemonica”(come sostiene Robert Connel) o si tratta piuttosto della volonta’ vera di affermare una Cultura della differenza?
In ogni caso resta fermo l’atteggiamento di alcuni stati che, pur continuando a lavorare sull’accettazione legame dei matrimoni gay, hanno visto le singole organizzazioni accordarsi su “proposte di convivenza”.
E’ accaduto, per esempio in Svizzera, dove le due maggiori associazioni omosessuali hanno chiesto non solo la legalizzazione delle unioni, ma anche quella di ogni forma di convivenza finalizzando tale richiesta
alla garanzia degli stessi diritti riservati alle coppie sposate.
Qualcosa di analogo si e’ avuto anche negli Stati Uniti;, grazie agli attivisti che hanno fondato la Federazione Interstatale delle Associazioni Politiche Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. Questo articolo ha ricevuto 205 visite.
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