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| Il Papa si scaglia per l'ennesima volta contro le coppie gay in occasione dell'incontro con gli avvocati della "sacra rota". Con ogni probabilità è proprio la decisione di dar vita alle "unioni affettive" a Bologna ad aver scatenato l'ennesima sfuriata. |
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| Pubblichiamo il testo delle agenzie di stampa sull'intervento papale. La presa di posizione contro le unioni dello stesso sesso di G.P. 2 ripresa anche dalle agenzie estere |
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| Giovedì 21 Gennaio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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ADN Kronos giovedì 21gennaio '99
Citta' del Vaticano, 21 gen. (Adnkronos) - Altola' del Papa alle unioni gay. All'indomani dell'approvazione da parte del Comune di Bologna di un registro per le unioni di fatto, Giovanni Paolo II non esita nuovamente a mettere in guardia la societa' sui danni che provoca la parificazione, sul piano giuridico, del matrimonio cristianamente inteso alle unioni di fatto. ''Si rivela quanto mai incongrua la pretesa di attribuire una realta' coniugale all'unione
fra persone dello stesso sesso -ha affermato il pontefice in un discorso pronunciato davanti al Tribunale della Rota Romana in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario- Vi si oppone, innanzitutto, l'oggettiva impossibilita' di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita, secondo il progetto di Dio nella stessa struttura dell'essere umano. E' di ostacolo, inoltre, l'assenza di presupposti per quella complementarieta' interpersonale che il Creatore ha voluto, tanto sul piano fisico-biologico quanto su quello eminentemente psicologico, tra il
maschio e la femmina''.
Mai prima d'ora il pontefice e' intervenuto cosi' duramente su questo argomento per difendere l'istituto del matrimonio. ''E' solo nell'unione -ha insistito Wojtyla- fra due persone sessualmente diverse che puo' attuarsi il perfezionamento del singolo, in una sintesi di unita' e di mutuo completamento psico fisico''. Solo in questa prospettiva ''l'amore non e' fine a se stesso e non si riduce all'incontro corporale tra due esseri, ma e' relazione interpersonale profonda che raggiunge il suo coronamento nella donazione reciproca piena e nella cooperazione con Dio''.
PAPA: ARCIGAY, SI INTROMETTE NELLA VITA LEGISLATIVA ITALIANA = IMPEDISCE CHE VENGANO RICONOSIUTI AI GAY DIRITTI CIVILI
Roma, 21 gen. (Adnkronos) - L'Arcigay scende in campo contro il Papa per avere condannato le coppie omosessuali in un discorso pronunciato davanti al Tribunale della Rota Romana. ''I cattolici -ha detto all'Adnkronos Franco Grillini- possono pensarla come vogliono: noi pero' non riconosciamo il diritto alla gerarchia cattolica di
intromettersi nella vita legislativa italiana impedendo che siano riconosciuti determinati diritti civili a cittadini di un altro Stato. Il Vaticano cerca sempre di imporre la propria dottrina anche a chi cattolico non e'. E' vergognoso''. Grillini, fondatore del movimento omosessuale italiano, per anni segretario dell'Arcigay (ora
e' il presidente onorario), e' uno degli esperti nominati dal ministro Laura Balbo per creare, all'interno del Ministero, un apposito ufficio per le pari opportunita' dei gay.
''In tutta Europa -ha continuato Grillini- stanno discutendo e approvando leggi che riguardano le famiglie di fatto, comprese quelle gay. L'ultima e' avvenuta in Francia col Pacs, patto civile di solidarieta': cio' vuol dire che entro il 2000 quasi tutti i Paesi dell'Ue avranno riconosciuto in termini giuridici i diritti delle
famiglie di fatto. Solo l'Italia purtroppo rischia di rimanere senza una legislazione civile in tal senso''.
''Le ragioni -ha aggiunto- stanno nell'opposizione della gerarchia cattolica. Ragioni che sono state ribadite anche oggi in un intervento papale. Noi esprimiamo il piu' profondo dissenso nel merito del discorso di Giovanni Paolo II perche' la Chiesa si ostina a far finta che esista ancora una presunta eta' dell'oro della famiglia tradizionale. Ormai la famiglia si puo' declinare solo al
plurale. Le persone, infatti scelgono il tipo di famiglia e di relazione affettiva piu' coerente ai propri bisogni, ai propri desideri, ma soprattutto ai propri affetti''.
ANSA
PAPA: NON CI PUO' ESSERE 'MATRIMONIO' DI FATTO O TRA GAY
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN - E' ''incongrua'' la pretesa di attribuire ''una realta' 'coniugale' all'unione tra persone dello stesso sesso'', soprattutto perche' e' solo ''nell'unione fra due persone sessualmente diverse che puo' attuarsi il perfezionamento del singolo, in una sintesi di unita' e di mutuo completamento psico-fisico''. Con questi termini Giovanni Paolo II ha oggi motivato il suo nuovo ''no'' alle unioni omosessuali. Occasione dell'intervento papale, che ha ribadito anche l'opposizione al dare ''dignita' matrimoniale'' alle unioni di fatto, l'udienza data a 'officiali' e avvocati del tribunale della ''Rota Romana''.
A coloro che nella Chiesa si occupano sopratutto di problemi di nullita' matrimoniale, il Papa ha parlato della ''natura del matrimonio'' e dell'''autentico concetto di amore coniugale'', che non e' solo sentimento e non va confuso ''con un vago sentimento od anche una forte attrazione psico-fisica''. ''Il semplice sentimento - ha spiegato Giovanni Paolo II - e' legato alla mutevolezza dell'animo umano; la sola reciproca attrazione
poi, spesso derivante soprattutto da spinte irrazionali e talora aberranti, non puo' avere stabilita' ed e' quindi facilmente, se non fatalmente, esposta ad estinguersi''. L'amore coniugale, invece, ''non e' solo ne' soprattutto sentimento; e' invece essenzialmente un impegno verso l'altra persona, impegno che si assume con un preciso atto di volonta'''. ''Una volta dato ed accettato l'impegno per mezzo del consenso, l'amore diviene coniugale, e mai perde questo carattere. Qui entra in gioco la fedelta' dell'amore, che ha la sua radice nell'obbligo liberamente assunto''. Uomo e donna, insomma, ''liberi sono di
celebrare il matrimonio, dopo essersi vicendevolmente scelti in modo altrettanto libero, ma nel momento in cui pongono questo atto essi instaurano uno stato personale in cui l'amore diviene qualcosa di dovuto, con valenze di carattere anche giuridico''. E' alla luce di questi principi che Giovanni Paolo II ha riaffermato ''l'essenziale differenza esistente tra una mera
unione di fatto, che pur si pretenda originata da amore, e il matrimonio, in cui l'amore si traduce in impegno non soltanto morale, ma anche giuridico'' e nel quale ''il vincolo, che reciprocamente si assume, sviluppa di rimando un'efficacia corroborante nei confronti dell'amore da cui nasce''. Quanto alla definizione di ''realta' 'coniugale''' all'unione tra persone dello stesso sesso, vi si oppongono ''l'oggettiva impossibilita''' della ''trasmissione della vita, secondo il progetto iscritto da Dio nella stessa struttura dell'essere umano'' e ''l'assenza dei presupposti per quella complementarieta' interpersonale che il Creatore ha voluto, tanto sul piano fisico-biologico quanto su quello eminentemente psicologico, tra maschio e femmina''.
PAPA: "ASSURDO IL MATRIMONIO TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO" =
(AGI) - CdV, 21 gen. - Una "pretesa incongrua". Papa Wojtjla bolla cosi' l'aspirazione dei gay a qualche forma di matrimonio.
E critica "le insistenti campagne di opinione volte a ottenere dignita' coniugale ad unioni fra persone appartenenti allo stesso sesso".
Nel discorso alla Rota Romana, ricevuta oggi per l'apertura dell'anno giudiziario, il Papa spiega che alla richiesta di attribuire dignita' coniugale a queste unioni "si oppone innanzitutto l'oggettiva impossibilita' di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita, secondo il progetto inscritto da Dio nella natura stessa dell'essere umano".
Per Giovanni Paolo II, al riconoscimento di un matrimonio tra gay, "e' di ostacolo, inoltre, l'assenza dei presupposti per quella complementarieta' interpersonale che il Creatore ha voluto, tanto sul piano fisico-biologico quanto su quello eminentemente psicologico, fra il maschio e la femmina".
"E' soltanto nell'unione fra due persone sessualmente
diverse - afferma infatti Wojtyla - che puo' attuarsi il
perfezionamento del singolo, in una sintesi di unita' e di mutuo completamento psico-fisico". Una prospettiva, iinsomma, nella quale "l'amore non e' fine a se stesso, e non si riduce all'incontro corporale fra due esseri, ma e' una relazione interpersonale profonda, che raggiunge il suo
coronamento nella donazione reciproca piena e nella cooperazione con Dio Creatore, sorgente ultima di ogni nuova esistenza umana".
Ne' il Papa accetta che le richieste di un iconoscimento di queste unioni omosessuali vengano mosse in nome della liberta'. "Queste deviazioni dalla legge naturale iscritta da Dio nella natura della persona, vorrebbero trovare - rileva - la loro giustificazione nella liberta' che e' prerogativa dell'essere umano". Per lui si tratta di una "giustificazione pretestuosa". (AGI)
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