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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Coppie gay e attacco papale: la reazione delle organizzazioni omosessuali
Coppie gay e attacco papale: la reazione delle organizzazioni omosessuali
Pubblichiamo le agenzie di giovedì 21 gennaio in risposta alle posizioni cattoliche contro le famiglie di fatto
Giovedì 21 Gennaio 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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ADNKRONOS



PAPA: ARCIGAY, SI INTROMETTE NELLA VITA LEGISLATIVA ITALIANA = IMPEDISCE CHE VENGANO RICONOSIUTI AI GAY DIRITTI CIVILI



Roma, 21 gen. (Adnkronos) - L'Arcigay scende in campo contro il Papa per avere condannato le coppie omosessuali in un discorso pronunciato davanti al Tribunale della Rota Romana. ''I cattolici -ha detto all'Adnkronos Franco Grillini- possono pensarla come vogliono:

noi pero' non riconosciamo il diritto alla gerarchia cattolica di intromettersi nella vita legislativa italiana impedendo che siano riconosciuti determinati diritti civili a cittadini di un altro Stato. Il Vaticano cerca sempre di imporre la propria dottrina anche a chi cattolico non e'. E' vergognoso''. Grillini, fondatore del movimento omosessuale italiano, per anni segretario dell'Arcigay (ora

e' il presidente onorario), e' uno degli esperti nominati dal ministro Laura Balbo per creare, all'interno del Ministero, un apposito ufficio per le pari opportunita' dei gay. ''In tutta Europa -ha continuato Grillini- stanno discutendo e approvando leggi che riguardano le famiglie di fatto, comprese quelle gay. L'ultima e' avvenuta in Francia col Pacs, patto civile di solidarieta': cio' vuol dire che entro il 2000 quasi tutti i Paesi

dell'Ue avranno riconosciuto in termini giuridici i diritti delle famiglie di fatto. Solo l'Italia purtroppo rischia di rimanere senza una legislazione civile in tal senso''.

''Le ragioni -ha aggiunto- stanno nell'opposizione della gerarchia cattolica. Ragioni che sono state ribadite anche oggi in un intervento papale. Noi esprimiamo il piu' profondo dissenso nel merito del discorso di Giovanni Paolo II perche' la Chiesa si ostina a far finta che esista ancora una presunta eta' dell'oro della famiglia tradizionale. Ormai la famiglia si puo' declinare solo al

plurale. Le persone, infatti scelgono il tipo di famiglia e di relazione affettiva piu' coerente ai propri bisogni, ai propri desideri, ma soprattutto ai propri affetti''.

PAPA: LO GIUDICE (ARCIGAY), ATTACCO CONTRO DIRITTI UMANI =



Roma, 21 gen. (Adnkronos) - ''Un passo indietro di due secoli, da quando si e' fatta strada una concezione del matrimonio basato sul sentimento e sulla libera comunione tra due persone che ha sostituito la tradizionale concezione di un contratto fondato sulla trasmissione

del patrimonio e dei beni a figli dalla certificata legittimita'''. E'quanto afferma Sergio Lo Giudice presidente nazionale dell'Arcigay commentando le parole di Giovanni Paolo II contro le unioni di fatto.

''Queste parole rappresentano una pesante involuzione della posizione della Chiesa su questo tema. Il Papa fa affermazioni strabilianti affermando che il rapporto tra due persone non va fondato sull'amore ma sulla volonta' -ha aggiunto- Ad una concezione sentimentale del rapporto di coppia si sostituisce un modello di relazione che,

prescindendo dai sentimenti concepiti dal pontefice come

eccessivamente legati alla mutevolezza dell'animo umano, si fonda sulla volonta', cioe' su una decisione razionale assunta a prescindere dalle ragioni del cuore''.

Adnkronos) 21-GEN-99 17:14



ANSA



PAPA: UNIONI GAY; ASSOCIAZIONI, E' UN ATTACCO ALL'AMORE

(V. ''PAPA: NON CI PUO' ESSERE ...'' DELLE 14.00 CIRCA)



(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Il Papa fa un passo indietro di due secoli: ''attacca'' il ruolo dell'amore ''affermando che il rapporto fra due persone non va fondato sull'amore ma sulla volonta'''. Cosi' il presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice interpreta la posizione di Papa Giovanni Paolo II contro le unioni fra gay. Le sue parole contro il riconoscimento delle coppie omosessuali - dice - sono ''una pesante involuzione della

posizione della stessa Chiesa cattolica su questo tema. Il Papa fa affermazioni strabilianti. Ad una concezione sentimentale del rapporto di coppia si sostituisce un modello di relazione che, prescindendo dai sentimenti, concepiti dal Pontefice come eccessivamente 'legati alla mutevolezza dell'animo umano' si fonda sulla 'volonta'' cioe' su una decisione irrazionale assunta a prescindere dalle ragioni di cuore''. Cosi' facendo, il Papa, per il presidente dell'Arcigay, ''apre la strada alla

rivalutazione del matrimonio d'interesse. E' molto preoccupante questo tentativo di restaurazione da parte di chi, per sua scelta, ha fatto voto di rinuncia ad una piena relazione affettiva con un altro essere umano''. Ironico invece il commento di un'altra associazione gay, il Circolo ''Mario Mieli'', che ''ringrazia Sua Santita' per aver cosi' egregiamente descritto l'essenza dell'amore tra una coppia omosessuale. non era nelle sue intenzioni, ma per noi questo e' stato il risultato''.Infatti - prosegue l'associazione - anche fra due persone dello stesso sesso e' possibile ''attuare il perfezionamento del singolo, in una sintesi di unita' e di mutuo completamento psico-fisico''. Queste affermazioni ''sono perfettamente speculari, valide in un contesto sia eterosessuale

sia omosessuale. Le dichiarazioni del Papa sono una nuova

intromissione in uno Stato che in teoria dovrebbe essere laico, ma in pratica non riesce a estromettere dalle proprie l'ingerenza vaticana''. In ''sintonia totale'' con il Papa si dice invece Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche familiari. ''Le parole del Papa - afferma - ricordano che la norma non puo' essere il prodotto di desideri e rivendicazioni individuali, magari, in contraddizione con il bene della societa'. D'altra parte, l'omosessualita' non e' un' alternativa all' eterosessualita' e non c'e' uguaglianza psichica fra un orientamento e l'altro. Non e' possibile fondare

un legame sociale a partire da una tendenza sessuale parziale come l'omosessualita'. Ecco il riconoscimento delle coppie gay trovera' la fermissima opposizione di An''. Pedrizzi sottolinea fra l'altro che ''la societa' e' eterosessuale e riconoscerlo non implica alcuna discriminazione. L'omossessualita' e' sempre

esistita ma senza creare diritti pubblici: e' la persona che e' soggetto di diritti e doveri''.



PAPA: UNIONI GAY; ASSOCIAZIONI, E' UN ATTACCO ALL'AMORE (3)



(ANSA) - BOLOGNA, 21 GEN - Critiche alla presa di posizione del Papa sulle famiglie di fatto anche dal presidente onorario dell'Arcigay, Franco Grillini. ''Nessuno - afferma - nemmeno il Papa, ha il diritto di interferire e di porre veti all'attivita'

legislativa dello Stato che deve essere assolutamente laico e deve riconoscere i diritti di tutti i cittadini, anche quelli che cattolici non sono''. I cattolici, ''e quindi anche il Papa'', hanno invece ''tutto il diritto di sostenere le proprie posizioni di fede, e financo la propria disciplina come diritto canonico, per quanto riguarda i cattolici''. L' Arcigay sostiene

che in base alla Costituzione ''si devono garantire i diritti fondamentali delle persone non solo come singoli'', e quindi anche alle famiglie di fatto composte da persone dello stesso sesso ''occorre riconoscere alcuni diritti fondamentali finora riservati alle coppie eterosessuali sposate, fra cui il diritto a ereditare l' abitazione, a non testimoniare contro il partner,

alla reversibilita' della pensione''. Tutto questo ''non ha nulla a che fare ne' con la religione, ne' con l' ideologia''. Solo una minoranza, rileva l'Arcigay, vive ormai nella famiglia tradizionale e il criterio di validita' di una relazione non possono essere i figli: ''Ricordiamo al Papa che in Italia oltre un milione di coppie eterosessuali sono senza figli''.



PAPA: UNIONI GAY;ARCILESBICA,NON LE CONDIVIDE MA LE RISPETTI



(ANSA) - BOLOGNA, 21 GEN - ''Non chiediamo al Papa di

condividere l' amore omosessuale ma di rispettarlo, cosi' come noi lesbiche rispettiamo l' amore fra due eterosessuali cattolici e non'': secondo l' Arcilesbica, ''la religione cattolica non ha il diritto di imporre la propria etica sulle scelte di vita di tutti i cittadini e di determinare persino gli orientamenti di uno Stato laico e democratico come il nostro,

cosi' come e' scritto nella nostra Costituzione''.

''Questo richiamo perenne del Papa e dei vertici

ecclesiastici alla politica e alle istituzioni dello Stato - prosegue la nota - e' intollerabile ed e' puntuale ogni qual volta si parli di autodeterminazione delle donne sul proprio corpo, di omosessualita' e di educazione''. Inoltre, secondo l' Arcilesbica, ''la subalternita' finora manifestata dalle forze politiche, anche di sinistra, alle pretese vaticane non fa che peggiorare la situazione''.

L' Arcilesbica ribadisce che ''nessuno vuole minacciare la famiglia fondata sul matrimonio e quanti credono in questa istituzione; chiediamo semplicemente diritti - conclude la nota - anche per le altre forme di unione affettiva, quali le famiglie di fatto, che sono migliaia in Italia. Chiediamo una legge che riconosca le unioni civili eterosessuali e omosessuali basate dal vincolo della convivenza''. (ANSA).








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