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| Registro dei Patti di Convivenza nel comune di Roma. Di Mauro Ciòffari |
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| Anche a Roma la destra presenta la mozione contro le famiglie di fatto aprendo la strada al dibattito in Consiglio Comunale. L'estate scorsa era stata presentata la proposta di istituire i registri dei Patti di Convivenza |
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| Venerdì 29 Gennaio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Registro dei Patti di Convivenza nel comune di Roma
Di Mauro Ciòffari
portavoce del Coordinamento Omosessuali DS
Mentre Giovanni Paolo II al tribunale della Rota romana definiva le relazioni omosessuali come "incotri corporali fini a se stessi", i Consiglieri Comunali di Alleanza Nazionale, Ccd e Forza Italia presentavano una Mozione tesa ad "affermare nei fatti il valore della famiglia così come riconosciuta dalla Costituzione e a promuovere la tutela e lo sviluppo, compatibilmente con i poteri dell'Ente Locale".
Scopo dichiarato della Mozione, che presto verrà discussa in Consiglio Comunale, è quello di "rifiutare qualsiasi formalizzazione delle coppie di fatto" e in particolare di non istituire i registri relativi alle convivenze.
Questa proposta della destra capitolina può aprire anche a Roma generose speranze.
La scorsa estate, infatti, alcuni Consiglieri Comunali della maggioranza (Di Francia, Esposito, Panecaldo, Monteforte, Foschi, Petrassi, Giulioli, D'Erme, Panatta, D'Arcangelo), hanno presentato una proposta di delibera per l'istituzione dei Registri dei Patti di Convivenza.
Finita l'estate il silenzio sembrava essere calato sopra quella interessante iniziativa.
Ma ora l'iniziativa di Alleanza Nazionale, Ccd e Forza Italia riapre la discussione e ci da modo di riaffermare le ragioni della nostra battaglia politica.
La proposta fatta l'estate scorsa dai Consiglieri della maggioranza è condivisibile nel metodo e nel merito.
Nel merito in quanto si è cercato di mettere al centro della discussione politica un problema importante che riguarda i diritti civili e non la sterile contrapposizione ideologica; nel merito in quanto si tratta di ribadire che nessuno vuole scardinare i valori di cui è portatrice la famiglia tradizionale, ma si tratta semplicemente di riconoscere e tutelare le altre forme sociali di aggregazione definite più comunemente come unioni di fatto (sia eterosessuali che omosessuali).
Non é riscontrabile, infatti, un intento provocatorio né un attentato alla famiglia nella richiesta legittima di vedere riconosciute e tutelate le unioni di fatto.
L’istituzione di un Registro dei patti di convivenza, può essere un segno tangibile della volontà politica di rivendicare la laicità dello Stato e delle istituzioni.
E' politicamente inaccettabile e intellettualmente scorretta la campagna ideologica dei Consiglieri comunali di AN, CCD e Forza Italia tesa a confondere i cittadini e ad attribuire falsi contenuti a quella che è, invece, una battaglia di civiltà e di libertà.
Le forze democratiche e liberali della città di Roma saranno presto chiamate a far valere la luce della ragione e del diritto contro l'opacità della storia e della peggiore tradizione clerico fascista.
Copia della mozione presentata a Roma nei giorni scorsi dai Consiglieri Comunali di Alleanza Nazionale, Ccd e Forza Italia
Mozione Urgente
I sottoscritti consiglieri comunali di alleanza Nazionale, Ccd e Forza Italia
Premesso che
la Costituzione Italiana art.29 riconosce "i diritti di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" e con questo collega in modo inequivoco l'esistenza della famiglia al vincolo matrimoniale, a sua volta radicato nel diritto naturale;
la stessa Costituzione all'art.31 stabilisce "misure economiche e altre provvidenze" per agevolare "la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose";
il testo fondamentale del nostro ordinamento afferma altresì all'art.30 "assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale";
Considerato che
sono in atto da tempo una serie di iniziative, sul piano culturale e legislativo, che individuato un progetto finalizzato a disgregare giuridicamente e sostanzialmente la "società naturale fondata sul matrimonio": dalla proposta del ministro per la Solidarietà Sociale, on. Livia Turco, avanzata nel mese di novembre 1997, con la quale si prospetta l'istituzione del "contratto di famiglia", sulla scia delle suggestioni francesi, teso in concreto a formalizzare la "coppia di fatto", al testo della Commissione Affari Sociali sulla procreazione assistita, con cui si introduca la maternità in vitro anche per i conviventi;
in più municipi, da ultimo quello di Firenze, è stata approvata l'istituzione del registro delle coppie di fatto , con il quale si formalizza il legame di convivenza perfino tra omosessuali:
Rilevato che
nei municipi ove tale registro è stato istituito vi hanno fatto ricorso, per la stragrande maggioranza, solo coppie omosessuali, i quali, forti di una strumentalizzazione da parte delle note associazioni a loro tutela, ne hanno fatto una battaglia di "categoria";
tale registro confligge con le menzionate disposizioni costituzionali poiché eleva a dignità tale da meritare formalizzazione, alla pari della registrazione del matrimonio, un dato meramente fattuale, costituito dalla convivenza, che per quanto viene detta "di fatto", un dato privo di certezza giuridica, dal momento che i legami sono talmente labili da renderne difficile la prova;
l'istituzione del predetto registro contrasta con le disposizioni in materia di privacy, contenute nella legge 675/96 e prima ancora sancite in disposizioni comunitarie, poiché rende pubblico un legame affettivo che , essendo "di fatto", è in se destinato alla riservatezza: è infatti impossibile documentare in modo stabile lo stato delle mutevoli relazioni di convivenza fra le persone senza esercitare un controllo indebito e penetrante sulle stesse;
Rilevato altresì che:
- la registrazione delle "coppie di fatto" rappresenta un modo arbitrario per preparare il terreno alla equiparazione giuridica fra famiglia e convivenza;
- i problemi di diritto civile, con particolare riferimento ai doveri di assistenza e alle questioni successorie, derivanti dall'esistenza di consolidati legami di convivenza, possono essere affrontati o risolti con il ricorso ad altri istituti, già esistenti all'interno dell'ordinamento giuridico italiano;
Impegna il Sindaco
ad affermare nei fatti il valore della famiglia così come riconosciuta dalla Costituzione e a promuovere la tutela e lo sviluppo, compatibilmente con i poteri dell'Ente Locale: a rifiutare qualsiasi formalizzazione delle "coppie di fatto" e in particolare a non istituire i registri relativi alle convivenze.
Roma 18 gennaio 1999
F.to: Fini, Bertucci, Mazzocchi, Baldi, Rizzo, Sabbatani Schiuma, Di Stefano, Gasperini.
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