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| Le famiglie di fatto in Lombardia. Di Marco Volante |
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| Milano, Sondrio, Desio, Sesto San Giovanni, Voghera. Somo molti i comuni lombardi che hanno approvato o stanno approvando le convivenze sono sempre più numerosi. |
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| Martedì 02 Febbraio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Contemporaneamente alle deflagranti novità bolognesi, anche Milano, Desio e Sesto S. Giovanni hanno ripreso l'attività tesa al riconoscimento giuridico-amministrativo delle affettività omosessuali.
A Milano una breve pausa di riflessione del Consiglio Comunale, dopo la presentazione alla stampa della proposta di delibera sottoscritta dall'opposizione (compresi due Consiglieri del Blocco Padano-Lega Nord) e da parte della maggioranza (cinque sottoscrizioni da parte di Forza Italia), altri due Consiglieri di F.I., Antonella Maiolo, sulle orme della sorella Tiziana, e Paolo Massari, hanno sottoscritto la proposta di delibera prima che fosse depositata da Fabrizio De Pasquale (F.I.). Uno dei punti salienti della proposta milanese è la richiesta di certificazione delle convivenze che, grazie alla strada aperta dalla delibera bolognese, non troverà certo
ostacoli amministrativi, essendo null'altro che l'applicazione di una legge dello Stato. Per la discussione sul merito del registro delle unioni civili,
invece, si prospetta battaglia tra le forze conservatrici e la trasversale energia riformista e progressista della Città.
Poco distante, a Sesto San Giovanni, il Consiglio Comunale, a maggioranza di centro-sinistra, ha approvato un ordine del giorno che prevede l'impegno di due commissioni consiliari, nello specifico la prima sugli affari
istituzionali e la quarta sugli affari sociali, a "valutare l'opportunità e la possibilità di formulare, entro Giugno 1999, una proposta di delibera per istituire, accanto ai registri ufficiali (...) uno o più registri diversi e
ulteriori rispetto a quelli propri dell'anagrafe". La mozione, sottoscritta da Marco Brambilla, Enrico Boni, Davide Longo e Alessandro Piano è stata approvata con 14 voti (D.S., Verdi, R.C., PPI e lista civica) contro 10
(F.I., A.N. e gruppo misto), con due significative astensioni, Eberini dei D.S. e Coronelli del PPI. Ovviamente quella di Sesto San Giovanni è una
posizione interlocutoria in attesa delle decisioni delle commissioni adite.
Posizione in parte simile è stata adottata da Desio, ove un Ordine del Giorno presentato dal Consigliere Fabio Bazzoni (già di R.C.), ben più corposo in quanto riguardante l'istituzione di un registro anagrafico delle
unioni di fatto e l'apertura dei "futuri bandi di assegnazione di alloggi comunali alle unioni di fatto senza alcuna distinzione degli orientamenti sessuali" è stato ritirato (insieme alla contro-mozione dei Consiglieri di
A.N. che "prudentemente" avevano nel frattempo dato azione al diktat di Fini di presentare in ogni Comune dello Stato una mozione contro l'istituzione di qualsiasi riconoscimento giuridico-amministrativo alle unioni di fatto). Il motivo del reciproco ritiro delle mozioni è l'appello del vicesindaco Elisabetta Dell'Orco (PPI) che si è impegnata a redigere un documento da presentare alla commissione affari istituzionalial fine di studiare con la
stessa commissione una mozione da presentare al voto del Consiglio.
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