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| Gay sì etero no. Riportiamo una interessante lettera pubblicata nella relativa rubrica di Repubblica, sabato 6 marzo '99 che sostiene una tesi molto dibattuta anche all'interno del movimento gay |
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| Riconosciamo i diritti delle coppie gay, ma gli etero si sposino. |
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| Sabato 06 Marzo 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Margherita Weiss
Leggo, allibita, l'articolo "Noi famiglie dai diritti negati" e mi chiedo perché queste coppie di fatto che per libera scelta (il nostro paese prevede il divorzio e la possibilità di nuove nozze) hanno deciso di rinunciare ai diritti e doveri insiti nel matrimonio, abbiano poi la pretesa, quando fa loro comodo, di veder riconosciuta quella famiglia che essi per primi hanno negato non assumendosene, con le nozze, la responsabilità. Perché mai si dovrebbe affidare un bambino adottivo a due che si sentono così precari da non affrontare la responsabilità di un'unione legalmente sancita?
Molto diverso è il discorso sulle coppie cui la legge vieta di sposarsi (gay, coppie di familiari conviventi) cui andrebbero riconosciuti quei diritti derivanti da un matrimonio cui non possono accedere, ma chi ha la possibilità di sposarsi e non vuole farlo, perché poi invoca quei diritti che ha rifiutato non sposandosi?
Perché la signora di Roma, che ha convissuto dieci anni prima di essere brutalmente mollata dal compagno, non ha garantito i suoi figli sposandone il padre? L'aumento delle coppie di fatto indica, secondo me, un desiderio di deresponsabilizzazione e la pretesa che sia lo Stato ad assumersi quegli oneri che l'individuo rifiuta. Non è troppo comodo? Questo articolo ha ricevuto 228 visite.
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