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| Coppie di fatto: una questione etica? di Marco Volante |
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| Un dibattito alla sala comunale di Inzago. Il teologo dice: "Alle coppie di fatto possono essere concessi alcuni diritti, purché essi non interferiscano e non si confondano con i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio" |
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| Mercoledì 24 Marzo 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Coppie di fatto: una questione etica. Questo il titolo dell'incontro svoltosi martedì 23 marzo alla biblioteca comunale di Inzago. Sala gremita all'inverosimile. Don Aristide Fumagalli è il relatore. Docente di Teologia
Morale al Seminario Arcivescovile di Venegono Inferiore.
La relazione è una analisi antropologica piuttosto accattivante che tende a spiegare le motivazioni che portano una coppia a non volere un legame matrimoniale. Partendo da un'analisi storico sociale delle "coppie ribelli" Don Fumagalli arriva a considerare la coppia di fatto degli ultimi anni come la "coppia debole" postmoderna i cui membri sono persone deboli che non hanno una chiara visione di se' ne' del proprio futuro e che pertanto
preferiscono non impegnarsi per la vita in un legame affettivo. La relazione critica la coppia di fatto in quanto non capace di una stabilità che invece giustificherebbe di per se' l'attenzione delle
istituzioni. La coppia di fdatto farebbe di tutto per non adeguarsi al "trend" della società di cui è parte ma non rinuncia ai diritti che le coppie integrate hanno assicurati. La precarietà e la mancanza di dichiarazione di un impegno davanti alla società sono gli ostacoli etici al riconoscimento di valore alla coppia di fatto.
Naturalmente la mancanza di valore non è assoluta. Ciò che appare chiaro dalla relazione di Don Fumagalli è che la famiglia fondata sul matrimonio ha una priorità assoluta nella scala dei valori etici perché implica stabilità
e perché, naturalmente, è l'unica forma di famiglia che possa assicurare l'equilibrato sviluppo di una prole.
Tutte le considerazioni svolte, benchè il relatore si sia sforzato di integrare le sue affermazioni di principio con accenni alle coppie omosessuali, sono decisamente e solamente relative alla realtà delle coppie
eterosessuali le quali hanno una reale possibilità di scelta sul tipo di relazione che la coppia debba avere con le istituzioni e con la società. All'appunto fatto dal pubblico sulla impossibilità di scelta per gli
omosessuali, per esempio nell'assistenza ospedaliera al partner ricoverato, Don Aristide ha accennato, dopo un breve momento di disorientamento, ad un disappunto per la situazione attuale, pur chiarendo che non conosce in
specifico la legislazione in materia. Alle coppie di fatto possono essere concessi alcuni diritti, purché essi non interferiscano e non si confondano con i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio. Ciò vale soprattutto
per il diritto alla genitorialità. La fecondazione assistita può essere una terapia contro la fertilità, ma
occorre che la donna che vi si sottopone faccia precise scelte etiche. Don Fumagalli accenna anche alla volontà di autodeterminazione definendo un'ingenuità la voglia di distinguere tra corporalità e spiritualità. Il
corpo non può essere oggetto di studi e applicazioni scientifiche se non è considerato come parte della persona e quindi legato ad un'etica. L'etica come substrato di ogni fatto umano. Questo è il messaggio di Don Aristide Fumagalli in relazione alla questione delle coppie di fatto. La negazione dell'individuo come centro della vita, l'immagine della società come una rete di individui distinti non pare possibile perché la sola relazione tra gli stessi contraddice l'importanza del singolo, il quale non può aspirare a dignità di motore dell'etica, di soggetto di "diritti morali". Don Fumagalli accenna anche alla funzione pedagogica della Legge, nel senso
di auspicare che la stessa non voglia forzare le tappe, col riconoscimento delle coppie di fatto, perché ciò inevitabilmente porterebbe l'opinione pubblica a posizioni sempre più aperte verso questo tipo di famiglia.
L'apertura è ciò che veramente spaventa Don Fumagalli e la Chiesa, il cambiamento. L'etica viene considerata una specie di collante per i pezzi di società che diversamente si distanzierebbero dal dogma andando ognuno dietro
alla propria esperienza ed alla propria etica. Resta da comprendere come mai la Chiesa si ostini a considerare "non etica" l'unione di due omosessuali che stabilmente convivono in un rapporto affettivo e di reciproca
solidarietà morale e materiale, uniti nel corpo e nello spirito anche nonostante l'ostilità evidente e crudele di tanta parte di società. Marco Volante Questo articolo ha ricevuto 305 visite.
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