HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Coppie di fatto: una questione etica? di Marco Volante
Coppie di fatto: una questione etica? di Marco Volante
Un dibattito alla sala comunale di Inzago. Il teologo dice: "Alle coppie di fatto possono essere concessi alcuni diritti, purché essi non interferiscano e non si confondano con i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio"
Mercoledì 24 Marzo 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia



Coppie di fatto: una questione etica. Questo il titolo dell'incontro svoltosi martedì 23 marzo alla biblioteca comunale di Inzago. Sala gremita all'inverosimile. Don Aristide Fumagalli è il relatore. Docente di Teologia

Morale al Seminario Arcivescovile di Venegono Inferiore.

La relazione è una analisi antropologica piuttosto accattivante che tende a spiegare le motivazioni che portano una coppia a non volere un legame matrimoniale. Partendo da un'analisi storico sociale delle "coppie ribelli" Don Fumagalli arriva a considerare la coppia di fatto degli ultimi anni come la "coppia debole" postmoderna i cui membri sono persone deboli che non hanno una chiara visione di se' ne' del proprio futuro e che pertanto

preferiscono non impegnarsi per la vita in un legame affettivo. La relazione critica la coppia di fatto in quanto non capace di una stabilità che invece giustificherebbe di per se' l'attenzione delle

istituzioni. La coppia di fdatto farebbe di tutto per non adeguarsi al "trend" della società di cui è parte ma non rinuncia ai diritti che le coppie integrate hanno assicurati. La precarietà e la mancanza di dichiarazione di un impegno davanti alla società sono gli ostacoli etici al riconoscimento di valore alla coppia di fatto.

Naturalmente la mancanza di valore non è assoluta. Ciò che appare chiaro dalla relazione di Don Fumagalli è che la famiglia fondata sul matrimonio ha una priorità assoluta nella scala dei valori etici perché implica stabilità

e perché, naturalmente, è l'unica forma di famiglia che possa assicurare l'equilibrato sviluppo di una prole.

Tutte le considerazioni svolte, benchè il relatore si sia sforzato di integrare le sue affermazioni di principio con accenni alle coppie omosessuali, sono decisamente e solamente relative alla realtà delle coppie

eterosessuali le quali hanno una reale possibilità di scelta sul tipo di relazione che la coppia debba avere con le istituzioni e con la società. All'appunto fatto dal pubblico sulla impossibilità di scelta per gli

omosessuali, per esempio nell'assistenza ospedaliera al partner ricoverato, Don Aristide ha accennato, dopo un breve momento di disorientamento, ad un disappunto per la situazione attuale, pur chiarendo che non conosce in

specifico la legislazione in materia. Alle coppie di fatto possono essere concessi alcuni diritti, purché essi non interferiscano e non si confondano con i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio. Ciò vale soprattutto

per il diritto alla genitorialità. La fecondazione assistita può essere una terapia contro la fertilità, ma

occorre che la donna che vi si sottopone faccia precise scelte etiche. Don Fumagalli accenna anche alla volontà di autodeterminazione definendo un'ingenuità la voglia di distinguere tra corporalità e spiritualità. Il

corpo non può essere oggetto di studi e applicazioni scientifiche se non è considerato come parte della persona e quindi legato ad un'etica. L'etica come substrato di ogni fatto umano. Questo è il messaggio di Don Aristide Fumagalli in relazione alla questione delle coppie di fatto. La negazione dell'individuo come centro della vita, l'immagine della società come una rete di individui distinti non pare possibile perché la sola relazione tra gli stessi contraddice l'importanza del singolo, il quale non può aspirare a dignità di motore dell'etica, di soggetto di "diritti morali". Don Fumagalli accenna anche alla funzione pedagogica della Legge, nel senso

di auspicare che la stessa non voglia forzare le tappe, col riconoscimento delle coppie di fatto, perché ciò inevitabilmente porterebbe l'opinione pubblica a posizioni sempre più aperte verso questo tipo di famiglia.

L'apertura è ciò che veramente spaventa Don Fumagalli e la Chiesa, il cambiamento. L'etica viene considerata una specie di collante per i pezzi di società che diversamente si distanzierebbero dal dogma andando ognuno dietro

alla propria esperienza ed alla propria etica. Resta da comprendere come mai la Chiesa si ostini a considerare "non etica" l'unione di due omosessuali che stabilmente convivono in un rapporto affettivo e di reciproca

solidarietà morale e materiale, uniti nel corpo e nello spirito anche nonostante l'ostilità evidente e crudele di tanta parte di società. Marco Volante

Questo articolo ha ricevuto 305 visite.



Articoli correlati...

3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio
È ciò che pensa il 75% delle persone intervistate dal sociologo Raffaele Lelleri e dal docente dell'Università di Bologna Luca Pierantoni, in uno studio voluto dal Pride nazionale
di Lettera43
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale Spettacoli
Sabato 26 Maggio 2012
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale
26 paesi in gara, 1 solo vincitore. I favoriti sono Svezia, Serbia, Russia, Spagna e Italia (nella foto Nina Zilli nella Generale). I video dei brani in ordine di uscita (video)
di La redazione - Daniel N. Casagrande
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing» Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing»
La 39enne è presidente di Polis, associazione LGBT: «Chi porta la divisa ha ancora paura». Polis nasce nel 2005, ma gli iscritti sono solo 56 a fronte di oltre 200 contatti
di Corriere.it
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali Primo piano
Venerdì 25 Maggio 2012
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali
Dalla Bosnia al Kosovo, dalla Serbia alla Croazia al Montengro. A preoccupare sono anche i maltrattamenti della polizia in molte carceri albanesi
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI