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| Verona Fedele continua la sua campagna omofobica. Una proposta e una lettera di Roberta Calì |
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| Per chi vuole inoltrare la sua protesta può scrivere direttamente al settimanale diocesano che ha organizzato una campagna di cupon contro il ministro Blbo. La e mail è vrfedele@tin.it |
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| Lunedì 29 Marzo 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Caro Franco, Zeno Menegazzi mi ha avvisato che "Verona Fedele" ha pubblicato una mia lettera, in risposta a quanto avevano precendentemente pubblicato. La risposta, gravissima anche se scontata e':
"Se qualcuno aveva qualche dubbio sulla bontà della causa che stiamo portando avanti credo che adesso lo abbia sciolto. L'unico dispiacere è ovviamente per i figli che si trovano ad avere certi genitori".
Invito tutti i lettori di NOI a protestare contro questo giornale, la cui e-mail e':
vrfedele@tin.it
Egregio direttore,
ho letto l'articolo pubblicato sul vostro giornale,
"Verona fedele", a proposito di una protesta
da indirizzare al ministro Laura Balbo, e volevo
fare alcune considerazioni a riguardo.
Si continua a parlare dell Famiglia, con la "F" maiuscola.
Se ne parla come se il modello di famiglia occidentale
attuale, fosse statico e immutabile nel tempo, e non avesse
invece subito una costante e continua evoluzione nel
corso dei millenni. L'idea di paternita' era addirittura
sconosciuta fino a poche migliaia di anni fa. Gli esseri umani
non associavano l'atto sessuale al suo frutto, evento che
avveniva troppo distanziato nel tempo. Se ne sono accorti
quando hanno iniziato ad allevare animali, e hanno visto che,
separando maschi e femmine, non nascevano piu' cuccioli.
La religione mussulmana prevede la poligamia, in alcune
tribu' polinesiane e' previsto invece che sia la donna ad
avere due mariti.
In alcune tribu' indiane il numero dei "generi" (intesi
come generi sessuali), invece che essere due, come da noi,
puo' arrivare fino a 7, a seconda delle abitudini di vita
e sessuali.
Per non andare troppo lontano nel tempo e nello spazio,
fino a non molti anni fa, la struttura della famiglia
italiana, non era di certo mononucleare, ma era una famiglia
patriarcale dove convivevano moltissimi individui, variamente
imparentati tra loro.
Veniamo poi al discorso "contro-natura". Cosa significa?
La maggior parte delle cose che noi facciamo nella nostra
giornata sono contro natura, anche solo prendere un aereo,
non e' certo nella nostra natura volare!
L'omosessualita' e' contro natura? Ma andiamo! E' pieno
di esempi di omosessualita' in natura. E poi, che senso
ha paragonarci col comportamento animale? Per un leone
(e per molti altri mammiferi) e' "naturale" uccidere i
cuccioli di una leonessa, per potercisi accoppiare lui,
ma se lo facesse un uomo lo metteremmo in galera!
Si dice che un bambino "debba" avere una mamma e un
papa', io non ho ancora capito perche' sia cosi'
strettamente necessario. A parte che molti padri,
sono talmente presi dal loro lavoro, che praticamente
non esistono nella vita dei figli, che significato hanno,
nella nostra societa', termini come modello maschile e
femminile? Quando io ed il mio ex-marito vivevamo
ancora insieme, non mi sembra che dessimo ai bambini
due modelli differenti, anzi, se proprio vogliamo
guardare agli stereotipi, forse rappresentava piu'
lui il "modello" femminile di quanto lo rappresenti
io. E ora, che vivo con la mia compagna, forse stanno
vivendo con due modelli "maschili", sempre secondo
gli stereotipi.
Un'altra cosa non capisco nel vostro accanimento.
Nessuno vietera' mai ai cattolici di continuare a
costruire le proprie famiglie come piu' aggrada loro,
che cosa vi cambia se un misero 5% della popolazione
decide uno stile di vita diverso? Come puo' un
numero cosi' basso di persone portare alla disgregazione
della famiglia, cosi' come la intendete voi? Perche'
invece non vi interrogate sui reali motivi per cui
la famiglia e' in crisi, che non dipendono certo dal
fatto che ci siano famiglie omosessuali? Perche' non potete
semplicemente accettare che l'amore puo' esprimersi in modi
diversi? E con accettare non intendo che dobbiate
condividere scelte che non sono in linea con le vostre
idee, ma che allo stesso tempo non potete vietare alle
persone di vivere la propria vita, fino a tanto che
questa vita viene vissuta nel rispetto della legge
e delle scelte altrui. Io non sono credente, per mia
fortuna, ma non impedisco di certo a mio figlio di
fare il chirichetto, perche' questa e' una scelta
di fede sua. E lo faccio nonostante gli vengano
inculcate idee che non condivido, e nonostante la
Chiesa Cattolica continui a considerarmi uno scarto
della societa'. Questo si chiama rispetto.
Per concludere rimango del parere che la cosa veramente
importante, sia che i figli siano stati desiderati, amati,
e vengano allevati cercando di rispettarli come persone.
E scusate se e' poco.
Cordiali saluti,
Roberta Cali' - Milano
e-mail franrob@tin.it
P.S. Sto traducendo una ricerca fatta all'Universita' di
Cambridge, su di un gruppo di famiglie formate da donne
lesbiche e dai loro figli (in Inghilterra la fecondazione
assistita e' concessa loro), da cui risulta che sono
famiglie molto stabili ed equilibrate, e si conclude
addirittura invitando le famiglie "normali" a prendere
esempio da loro nella condivisione dei compiti domesticie
dell'allevamento dei figli. Che ne dite di questo? Questo articolo ha ricevuto 191 visite.
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