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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Tarquinia: la proposta di un consigliere comunale di discutere le unioni civili fa scandalo. Di Augusto Piccioni Consigliere Comunale di Tarquinia
Tarquinia: la proposta di un consigliere comunale di discutere le unioni civili fa scandalo. Di Augusto Piccioni Consigliere Comunale di Tarquinia
Per i funzionari comunali "la diversità di sesso è un presupposto tacitamente accolto dall’ordinamento giuridico oltre che dalla legge della natura"
Sabato 10 Aprile 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Coppie di fatto. Quando si pronunciano queste parole in pubblico sembra di bestemmiare!

E allora bestemmiamo. Quando, in consiglio comunale, prendo la parola, si fa silenzio. Sembra che tutti si aspettino da me chissà che cosa. Sono un consigliere di maggioranza, ed allora l’opposizione spera che io contesti la maggioranza, la maggioranza spera che io la faccia finita di tirare fuori questo argomento. Nessuno ha il coraggio di “sfruculiare” per paura di infognarsi in una discussione senza fine. Risultato, parlo al vento. Ma è un vento che prima o poi dovrà far capire che il riconoscimento delle coppie di fatto non è una provocazione, è un fatto di civiltà. E’ riconoscere una evoluzione della società, differenti esigenze e bisogni, un modo diverso di pensare. Ma diverso solamente, come ci insegnavano durante gli studi di fisica, in funzione del sistema di riferimento. Se cambiamo punti di riferimento, la situazione si ribalta e tutto diventa più chiaro.

La pubblica amministrazione è generalmente nota per la sua lentezza (elefantiasi congenita), per la difficoltà con cui riesce a cogliere nuove opportunità, cambiamenti rapidi della società, nuovi modi di vivere e di comportamento, esigenze aumentate e con una richiesta di maggiore qualità. Ma non è la “Pubblica Amministrazione” che è così, sono coloro che la gestiscono, che la curano maniacalmente nella sua perenne involuzione, nella stasi necessaria a non modificare nemmeno le mitiche correnti d’aria che, negli uffici, comportano la malattia per eccellenza: l’artrosi cervicale. Guai a riparare, guai a spostare. Se la scusa non c’è l’artrosi scompare, così come il lugubre lamento impiegatizio.

Ecco, in questo scenario, ho chiesto per mesi, cocciutamente, ad ogni consiglio comunale, che gli uffici preposti (si dice così nel perfido gergo burocratese), facessero una relazione tecnica sulla possibilità di istituire un registro per le coppie di fatto, sulle esperienze e sugli errori di altri Comuni, sulle proposte di legge in corso. E, finalmente, dopo nove mesi (vero!) abbiamo partorito. Gli “uffici preposti” hanno finalmente consegnato la relazione, anzi il tema. Tre pagine, ognuna siglata e, sull’ultima, firma finale per esteso con svolazzo. Ragazzi, quando si dice la classe…

Invece della relazione richiesta il funzionario ha pensato bene di svolgere un tema su quello che lui pensa delle coppie di fatto. Micidiale!

Alcuni passi: “Poiché le iniziative parlamentari in tal senso non hanno avuto, non hanno e non avranno spazio secondo il trattato Costituzionale in vigore, ecco che si cerca di far entrare dalla finestra quello che si era cacciato dalla porta”…“la diversità di sesso è un presupposto tacitamente accolto dall’ordinamento giuridico oltre che dalla legge della natura”…”Aggiungo inoltre che l’esigenza di assicurare determinate pretese economiche…”…”vorrei far notare che se fosse possibile riconoscere le unioni civili ritorneremmo duemila anni addietro, …” e chicca finale: “E’ superfluo ricordare a Lei, Signor Sindaco, ma doveroso per altri, che l’Art. 54 della Carta Costituzionale statuisce per gli amministratori oltre al dovere di fedeltà alla Repubblica anche quello di adempiere con disciplina ed onore le funzioni pubbliche ad essi affidate.” Povero Sindaco che non aveva nemmeno letto il documento!

Allora, da traditore della Repubblica, continuerò ad andare avanti, porterò una bozza di delibera in consiglio, insisterò, forse non riuscirò, ma sicuramente non abbandonerò quella che mi sembra una battaglia sacrosanta in difesa dei diritti di tutti i cittadini, non solamente di quelli classificabili come sposati non sposati, cristiani non cristiani, ricchi poveri, rossi o neri, ecc., ecc.





Augusto Piccioni Consigliere Comunale di Tarquinia

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