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| Famiglie di Fatto: se ne discute anche a Tarquinia. Riportiamo gli articoli del Messaggero a proposito della discussione in Consiglio Comunale di una delibera sulle Famiglie di Fatto proposta dal Consigliere dei Ds, Augusto Piccioni |
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| Il vescovo di Civitavecchia, quello delle lacrime sanguinose della madonna, ha detto che "tutti i consiglieri cattolici, a qualunque partito appartengano (Ds compreso), respingano dignitosamente tale proposta". |
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| Venerdì 30 Aprile 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Il Messaggero 16 aprile 1999
La proposta in Consiglio comunale Coppie di fatto a Tarquinia Anatema del vescovo Grillo
Esplode il caso ”coppie di fatto” a Tarquinia. Non solo la proposta di istituire un registro - anche per le coppie dello stesso sesso - in Comune, presentata dal consigliere dei Ds, Augusto Piccioni, ha messo in difficoltà la sua maggioranza di centro sinistra, che questo pomeriggio dovrà affrontare l’argomento con non poco imbarazzo in Consiglio comunale.
Ma proprio ieri si è aggiunta una durissima presa di posizione del vescovo di Civitavecchia, Girolamo Grillo, a cui il clero di Tarquinia (la città fa parte del suo vescovado) ha chiesto di intervenire. Monsignor Grillo fa sapere: «Sono veramente rammaricato che nell’ambito del consiglio comunale di Tarquinia, alcuni consiglieri non cattolici abbiano preso l'iniziativa di discutere un eventuale riconoscimento delle cosiddette ”coppie di fatte”. Auspico pertanto che tutti i consiglieri cattolici, a qualunque partito appartengano (Ds compreso), respingano dignitosamente tale proposta».
Sarà interessante dunque valutare come si schiererà, oggi pomeriggio, il Consiglio comunale. Per la verità Tarquinia non sarebbe la prima città a riconoscere le coppie di fatto. E’ un tema che ha ovunque accende forti polemiche per i risvolti anche giuridici e non solo etici che comporta. Per la maggioranza, dunque, la proposta di Piccioni rischia di diventare un patata molto, molto bollente.
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Il Messaggero 17 aprile 1999
Cade e si fa male il Ds Picccioni, slitta un dibattito che spacca la maggioranza
Diavolo di un vescovo: lancia l’anatema e a Tarquinia
il consigliere delle coppie di fatto finisce in ospedale
di FRANCESCA BIAGIOLA
A Tarquinia Piccioni è infortunato, la discussione sulle coppie di fatto in Consiglio comunale deve attendere. La maggioranza è insicura, e tira un sospiro di sollievo. E il consigliere, autore della proposta finita nella bufera, se la prende con il vescovo di Civitavecchia, monsignor Girolamo Grillo, che aveva lanciato l’anatema contro l’idea di istituire un registro delle coppie di fatto: «Porta jella».
All'ordine del giorno di ieri, bilancio di previsione per l'esercizio '99, quello pluriennale per il triennio '99/2001, e appunto la proposta del consigliere Ds Augusto Piccioni. Una patata tanto bollente da far passare in secondo piano pure i piani economici. Un argomento così spinoso da far scomodare il vescovo con un'uscita pubblica il giorno prima sul Messaggero: «Sono molto rammaricato dell'iniziativa di alcuni consiglieri non cattolici, «auspico che tutti quelli cattolici, a qualsiasi partito appartengano, la respingano». Da far tremare i polsi.
Ma i problemi erano già nell'aria, e poichè il bilancio bisognava necessariamente votarlo (i due popolari in maggioranza sono orientati al no), la discussione viene messa all'ultimo punto (magari sarebbe slittata). Fatica inutile, visto l’improvviso infortuinio di Piccioni. «Il vescovo porta jella!» scherza Piccioni da una camera d'ospedale: rottura di tibia e perone, forse occorrerà un'operazione. Uno scivolone alla stazione Roma San Pietro (non è uno scherzo) appena sceso dal treno, mentre discuteva dell'articolo del vescovo con alcuni pendolari.
«E pensare - dice il consigliere dolorante per più di un motivo - che con il registro delle coppie di fatto si regolarizzerebbe pure la posizione di preti e perpetue!». «La prossima volta proporrò la votazione segreta» decide, per non esporre altri ad eventuali anatemi. Peccato, l'opposizione si era già preparata allo scontro. Per l'Udr, l'iniziativa resta comunque «solo un modo per farsi notare». Voterà dunque no, Pierangelo Conti.
«E' la solita "Piccionata"» per An, rappresentata in consiglio da Mario Rotatori. «Ddopo le parole del vescovo perderanno i Popolari». Anche An aveva chiesto al consiglio, con un'interrogazione, di prendere posizione ovviamente contro il registro... «Daremo battaglia, contro il rischio di una disgregazione giuridica e sostanziale della società fondata sul matrimonio, contro l'ennesimo attentato alla famiglia».
Giancarlo Giulivi (Rinnovamento italiano), pur cattolico non si lascia colpire da monsignor Grillo: «La decisione deve essere personale, voglio sapere meglio da Piccioni cosa comporta il registro, ma mi pare un segno civiltà. Si, al 90 per cento».
E i Popolari? «Siamo contrari, ma è una decisione che avevamo già maturato da tempo, prima dell’intervento del vescovo Grillo». Questo articolo ha ricevuto 175 visite.
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