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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
I
I "padri di famiglia" sfileranno a Como il 22 maggio per le Unioni Civili. Di Yuri Guaiana
Venerdì 14 Maggio 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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"Finalmente ho capito perché si manifesta il 22 maggio". Questo il commento più diffuso giovedì sera alla circoscrizione 7 di Como alla fine della presentazione della manifestazione per le Unioni Civili.



L'intervento di presentazione spetta, naturalmente, a Marco Caporali, il volontario dell'Arcigay lariano aggredito venerdì scorso.



Dopo aver ribadito che ormai un percorso di visibilità a Como è iniziato e non sarà più possibile interromperlo, Marco ha voluto affermare il "diritto di chiedere", il diritto di dialogare in modo civile e democratico che oggi, alle soglie del 2000, qualcuno vuole ancora negarci con violenze, minacce ed intimidazioni.



"Quando il ragazzo col quale ho condiviso per anni una casa, gli affetti … la vita è morto di AIDS - ha continuato Marco - io non ho avuto la possibilità di ereditare nulla delle nostre cose né di continuare ad abitare nella nostra casa. Ecco, tra l'altro, perché è importante una legge sulle Unioni Civili, per riconoscere il diritto all'eredità".



Il secondo oratore è stato Giovanni Dall'orto che in un articolato intervento ha spiegato che noi omosessuali, non abbiamo la benchè minima intenzione di scippare l'istituto matrimoniale ai cattolici, ma che rivendichiamo semplicemente i diritti che tutti gli altri già hanno, tenendo anche conto - ha sottolineato Dall'Orto - che quando si tratta di pagare le tasse, allora sì, le coppie di fatto assumono un valore giuridicamente rilevante e il reddito, per esempio, di due conviventi dello stesso sesso deve essere cumulato.



"Noi chiediamo a mons. Maggiolini di pronunciarsi sulle cose concrete", esordisce, invece, Fracno Grillini. "Ci dica se gli pare giusto o no che anche gli omosessuali abbiano il diritto di assistere il proprio partner ricoverato in ospedale". E subito dopo afferma: "la nostra non è una manifestazione contro qualcuno o qualcosa, la nostra è una manifestazione propositiva. Abbiamo scelto Como perché è nelle città di provincia che occorre oggi stimolare il dibattito". E, visto il numero di articoli usciti sulla stampa locale sembra proprio che l'obbiettivo sia stato centrato.



Numerose anche le presenze e le adesioni delle forze politiche locali. Tra tutte spiccava certamente quella di Gigi Ciullo, consigliere comunale dei DS, che celebrerà le Unioni Civili simboliche sabato 22 maggio e che ha annunciato l'intenzione di lanciare una raccolta di adesioni individuali tra i suoi colleghi. "Sono lusingato - ha concluso Ciullo - di essere stato contattato dagli organizzatori".



Di grande interesse, poi, l'intervento di Gianni Geraci, Presidente de "Il Guado" e ex allievo mons. Maggiolini all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "La chiesa cattolica corre il rischio di islamizzari, mentre la gerarchia ecclesiastica si scaglia contro le coppie di fatto, i cattolici intervistati da Famiglia Cristiana si dicono favorevoli al 80%, mentre la gerarchia condanna l'aborto, il divorzio e la contraccezione, i cattolici abortiscono, divorziano e usano il preservativo". Si sta stravolgendo il messaggio evangelico, che è un messaggio d'amore, continua Geraci che ammonisce: "il caso di Alfredo Ormanno è stato eclatante, ma purtroppo non è un caso isolato".



Infine, Marco Volante, vicepresidente di GayLib rivendica anche per gli omosessuali il diritto alla famiglia e invita il Sindaco di Como ad aderire a questa manifestazione "visto che in campagna elettorale ha dichiarato efficacemente di condividere questa battaglia, perché è una questione di libertà".



In una atmosfera serena e gioiosa, si sono confrontate molte anime del movimento omosessuale, tutte coagulate attorno all'obbiettivo comune, il diritto di amare.



Ma forse, la notizia più bella è arrivata dal pubblico: " si sta organizzando spontaneamente in città un gruppo di papà che sfilerà con i propri bambini in spalla il 22 maggio", a dimostrare ancora una volta che, per fortuna, non tutti i "padri di famiglia" sono uguali.







Yuri Guaiana

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