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| Famiglie di Fatto: il Ministero degli Interni "vieta" ai Comuni le delibere sui registri delle convivenze. |
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| Pubblichiamo la lettera aperta del Direttore di NOI Franco Grillini al Ministro Rosa Russo Jervolino |
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| Venerdì 21 Maggio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Lettera aperta al Ministro degli Interni
On. Rosa Russo Jervolino
Oggetto: protesta per l’intervento del Ministero
sui comuni contro le delibere sui registri delle
Famiglie di Fatto.
Egregio Signor Ministro, domani, 22 maggio per le vie di Como, si terrà la prima manifestazione nazionale sulle Unioni Civili per affermare i diritti delle coppie omosessuali e per richiedere al Parlamento nazionale una rapida approvazione della legge sul modello di quando è già avvenuto in molti altri paesi occidentali.
Proprio in questi giorni abbiamo addirittura assistito a discorsi nuovi sul tema persino dalle gerarchie ecclesiastiche che appaiono più possibiliste in materia (vedi Tettamanzi e Maggiolini) sia pure limitatamente alla casa (su questo si era pronunciato positivamente anche il cardinal Piovanelli di Firenze), all’assistenza, ecc.
Risulta pertanto incomprensibile l’intervento censorio del Suo Ministero con la circolare del 2 marzo scorso, a firma del prefetto Meoli, sulla “inopportunità di consentire l’adozione di un registro delle unioni civili” riferito al Comune di Fano.
La circolare prosegue contestando anche la risoluzione del Parlamento Europeo sulla parità dei diritti degli omosessuali nella Comunità europea per dire che non ha nessun valore nel nostro paese.
La circolare del Ministero conclude affermando che “non esiste nessun appiglio giuridico che consenta di dar corso alla mozione approvata dal Consiglio Comunale di Fano”. La realtà è ben diversa come dimostra, ad esempio, l’iniziativa del Comune di Bologna che si limita ad interpretare il regolamento anagrafico che già prevede l’Unione Affettiva. Ed anche i comuni, come quello di Pisa, che hanno deliberato in materia, si sono limitati ad istituire registri che hanno un valore simbolico e si limitano a registrare le coppie che lo desiderano in attesa dell’approvazione della legge in sede parlamentare.
Le chiediamo pertanto di rivedere la suddetta circolare per non intervenire in modo censorio nelle autonomie locali tenendo anche conto degli interventi che Lei stessa ha fatto sull’argomento “famiglie di fatto” in passato dove, pur non condividendo l’impianto complessivo della proposta di legge, si ammetteva tuttavia l’esistenza della questione e la necessità di affrontarla anche in termini normativi.
Cordialmente
Franco Grillini
Direttore di NOI
Presidente Onorario dell’ARCIGAY Nazionale
Ministero dell'Interno
Direzione Generale dell'Amministrazione Civile
Direzione Centrale delle Autonomie
Prot. n. 09901273-15100-326 Roma, 2 marzo 1999
AL SIG. PREFETTO DI PESARO E URBINO
0GGETT0: Comune di Fano Approvazione di una mozione da parte del Consiglio Comunale per l'adozione del registro delle unioni civili.
In relazione alla nota in data 15.2.1999, concernente
l'oggetto, si conferma l'orientamento espresso da questo Ufficio con
lettera del 25.1.2999 circa l’inopportunità di consentire l'adozione
un registro delle unioni civili.
Alle argomentazioni esposte, fornite del resto anche in
precedenza in risposta a quesiti analoghi, deve infatti aggiungersi..
l'ordinamento vigente non prevede l'istituzione di un tale registro
che anche volendo fare riferimento alla risoluzione. -A3-002894 del
Parlamento Europeo sulla parità dei diritti per gli omosessuali nella
comunità, che ha raccomandato agli Stati membri di consentire la
registrazione di siffatte unioni, essa deve comunque trovare
applicazione nella emanazione di una disciplina normativa da parte
Parlamento Nazionale, che non risulta ancora adottata.
Al momento non esiste, pertanto, alcun appiglio giuridico che consenta di dar corso alla mozione approvata dal Consiglio Comunale Fano.
IL DIRETTORE CENTRALE
(Meoli)
Prefettura di Pesa e Urbino
Al Sig Sindaco del Comune di Fano
Pesaro, 25\3\’99
Prot. 890 Sett.2 sez.2
Oggetto: Approvazione di una mozione da parte del Consiglio Comunale per l'adozione dei registro delle unioni civili
In relazione alla mozione approvata da codesto Consiglio Comunale il 17.11. 1998 ed intesa ad impegnare la Giunta affinché sia istituito un registro delle unioni civili, il Ministero dell'Interno con nota n. 09901273
326 del 2 marzo '99 ha rappresentato che la materia dell'anagrafe e dello stato civile rientra, ai sensi dell'art. 10 della legge 9.6.1990 n. 142, nelle competenze dello Stato.
Ne consegue che il Consiglio Comunale e la Giunta non sono legittimati ad introdurre modifiche alla gestione dei servizi di cui è responsabile il Sindaco quale ufficiale di Governo.
Anche volendo fare riferimento alla risoluzione del Parlamento Europeo sulla parità dei diritti degli omosessuali nella comunità, che ha raccomandato agli stati membri di consentire la registrazione di siffatte unioni, esse devono comunque trovare applicazione nella emanazione di una disciplina normativa da parte del parlamento nazionale.
Peratro va, infine, rilevato che nella scheda relativa alla famiglia anagrafica vengono annotate tutte le convivenze e quindi l'iniziativa comporta per il Comune l'assunzione di ingiustificati oneri finanziari.
p. IL PREFETTO
IL VlCEPREFETTO VIC.
JAPPELLI
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