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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Ancora una volta il papa cattolico attacca i diritti delle famiglie di fatto e delle coppie gay con il solito fanatismo familista. Riportiamo l'articolo di cronaca de La Repubblica
Ancora una volta il papa cattolico attacca i diritti delle famiglie di fatto e delle coppie gay con il solito fanatismo familista. Riportiamo l'articolo di cronaca de La Repubblica
Sabato 05 Giugno 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Da La Repubblica del 5 giugno 1999



L'anatema del Papa sulle coppie di fatto



Wojtyla: convivenze, unioni gay e padri assenti minacciano la famiglia



di MARCO POLITI



CITTA' DEL VATICANO - Nuovo, duro altolà del Papa alle coppie di fatto. Rinvigorito dal voto della Camera, che ha chiesto di rivedere la legge sull'aborto, Giovanni Paolo II sembra aver deciso di fare terra bruciata intorno ad ogni ipotesi di regolamentazione delle unioni civili. I progetti allo studio in vari parlamenti per tutelare le convivenze, dichiara il pontefice, sono "attentati tanto più pericolosi ed insidiosi in quanto disconoscono il valore insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio".

Aggiunge Wojtyla che bisogna guardarsi dal porre "false alternative" al matrimonio, sollecitandone il riconoscimento legislativo: "Quando le leggi, che dovrebbero essere al servizio della famiglia, si rivolgono contro di essa, acquistano un'allarmante capacità distruttiva". Le convivenze legalizzate, ha insistito, "erodono il senso stesso dell'istituzione familiare".

Sull'onda dell'attacco contro le unioni civili, accusate di essere precarie e senza impegno irreversibile, il pontefice ha lanciato i suoi strali contro le coppie omosessuali. Secondo Wojtyla, "costituiscono una deplorevole distorsione di ciò che dovrebbe essere la comunione di amore e di vita tra un uomo e una donna, in una donazione aperta alla vita".

Secco il commento di Franco Grillini, esponente dell'Arcigay: L'intervento papale "è un esempio di fanatismo familista, in relazione all'idea che ci possa essere la legittimità solo per la famiglia tradizionale eterosessuale".

Il tono particolarmente aggressivo del discorso papale nasce dalla convinzione che nel parlamento italiano ci sia uno schieramento maggioritario disposto a bloccare ogni apertura legislativa. Il Partito popolare, d'altronde, lavorato ai fianchi dall'Avvenire che ne ha prospettato tempo fa l'inutilità come partito cattolico, deve stare attento a non essere accusato dalla gerarchia ecclesiastica di aprire la strada a leggi anticristiane.

In effetti un coro di approvazione alle parole papali si è subito levato dall'area conservatrice e clericale. Riccardo Pedrizzi, responsabile delle politiche familiari per Alleanza nazionale, ha espresso la sua adesione all' intervento del pontefice, spiegando che la legalizzazione della convivenza farebbe apparire il matrimonio una "semplice alternativa alle altre forme di unioni". Di pari passo ha negato la possibilità di diritti sociali per le coppie omosessuali. Antonio Tajani, di Forza Italia, ha giudicato "ineccepibile" l'appello del Papa, definendo il suo "alto magistero religioso" in totale sintonia con il dettato costituzionale.

Il paradosso è che il parlamento italiano è pieno di coppie di fatto in tutti i partiti, anche quelli che tuonano contro le convivenze. Ombretta Fumagalli Carulli, di Rinnovamento italiano, agita il problema dei soldi. Dopo aver definito la legislazione italiana sulla famiglia una delle più "penalizzanti in Europa", la Carulli chiede di rivedere tutta la normativa familiare prima di concedere alle unioni di fatto "benefici, che comportino un aggravio di spesa".

La preoccupazione di Giovanni Paolo II, che parlava all' assemblea del Consiglio pontificio per la Famiglia, è rivolta a tutto l'Occidente, non solo all'Italia. Il parlamento europeo ha comunque già approvato nel 1994 una risoluzione per i diritti delle unioni di gay e lesbiche.

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